IL COINVOLGIMENTO EMOTIVO DELL'ALLATTAMENTO

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Luvetta wrote:mi taccio che non ho allattato.

Se invece inciampasse in questo post una donna che non è riuscita, pur volendolo, ad allattare, la stringo forte.
Fa male, ed è ingiusto.
Sei stata incapace di dare da crescere ai tuoi figli.
Una cattiva nutrice.
E per quanto ti dicano "ma no, sei ugualmente una brava madre", non ci credi. E non ci crederai mai.

Ebbeh, è ingiusto, ma è così. Un male in fondo al cuore di mamma. Una piccola carie incurabile. Una macchiolina nel tuo curriculum, alla quale rimedio non c'è.

Se poi invece hai trovato la cura, dimmela ti prego, che sono tre anni che la cerco.


Ma chi sono le buone mamme?
Una mamma adottiva è meno buona di quella che ha portato il figlio in grembo?
Una mamma che ha partorito con il cesareo, l'epidurale è meno buona di una mamma che ha sentito tutte le doglie del parto?
Una mamma che lavora tutto il giorno fuori casa è meno buona di una mamma che ha deciso di stare a casa?
per i tuoi figli sei una buona mamma perchè sei la LORO mamma.
e basta.
i tuoi figli hanno stampato l'ovale magico del tuo volto di mamma e non le tue tette.
è il tuo volto che stempera le loro paure.
non le tue tette...

scusa l'intrusione
Francesca, 37 anni, mamma di giulia, 2 anni e 1/2
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la yle
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Post by la yle »

Anche io ho avuto entrambe le esperienze (e a bilancio posso mettere per entrambe voci in positivo e voci in negativo).
Marco, mio primo figlio, è nato a Monza dove si fa parto assolutamente naturale ed allattamento protetto nel senso che c'è proprio una puericultrice costantemente presente che faceva quotidianamente il giro delle puerpere e non si poteva "non imparare" ad allattare. A proposito, per favorire questo momento, ti davano una pastiglietta da sciogliere sotto la lingua mentre allattavi credo che servisse ad ammorbidire il seno e dotti in modo che il latte uscisse in modo fluido soprattutto nel momento della montata lattea. Il bambino era sempre a disposizione, l'allattamento era a richiesta e il nido sempre a disposizione così come cremine e cremette per punti, ragadi ecc.
Insomma tornai a casa perfettamente in grado di gestire il bambino. Siccome però mi prosciugava e io passavo le giornate sul divano ad allattare così come le notti, iniziai a togliermi il latte (ero in montata perenne nonostante la mia prima scarsa di reggiseno) e arrivavo addirittura a surgelarlo. In pratica avevo cercato di non essere "schiava" del seno e così anche mio marito/nonne potevano tenersi qualche minuto il bambino ed essere perfettamente autonomi. Poi passai al latte artificiale (facendo l'allattamento misto) che gli davo prima di dormire così per quattro/cinque ore ero a posto (mio figlio ha mangiato di notte fino a tre anni). Facevo grandi pasticci e lui accettava tutto senza battere ciglio. Uno spettacolo, per i primi quatto mesi cresceva un chilo al mese.
Poi è arrivata Dahlia e io a tutto pensavo fuorchè all'allattamento, era stata una passeggiata no?
E invece, mai pensiero fu più sbagliato. E' vero che avevo cambiato ospedale ma insomma, io ero io e lei era una piccoletta di due chili e mezzo giusto???
Iniziamo col dire che era sottopeso nonostante fosse nata a termine quindi il calo fisiologico era stato contrastato col latte artificiale (era di 3 hg). Poi venne l'ittero ma anche se poco si fece un paio di giorni di fotorerapia. Quindi io ero in montata e lei che non poteva essere allattata perchè rimbambita e debole dalle cure. A un certo punto mi dicono di togliere il latte e conservarlo così che poteva mangiare dalla culla termica. Benissimo, peccato che il tiralatte era quello elettrico e non mi avevano detto che si poteva regolare la velocità. Risultato, tutti i capezzoli spaccati e ragadi dolorosissime. Era la fine dell'anno e al nido avevano finito la scorta delle creme, me la dovette portare mio marito ma ormai erano passate un sacco di ore. Torno a casa la vigilia di Natale con Dahlia, Marco ha finito l'asilo e non ha assolutamente voglia di stare con papà o nonni senza di me. Insomma, non mi sono potuta dedicare completamente a lei, io e lei sole in casa a cercare di fare amicizia. Avevo dolore per le ragadi allora toglievo il latte, quel che c'era, infatti non ho mai bagnato una coppetta assorbilatte, e alternavo una poppata al biberon. Beveva il bibe e piangeva, si vedeva che non era soddisfatta, mangiava da me e piangeva che usciva poca roba insomma, con Marco io volevo abbandonare perchè allattavo troppo e mio marito mi ha sempre dissuasa dal farlo, con Dahlia è stato lui ad andare in farmacia a prendere il primo cartone di latte artificiale.
So che ci sono mamme che hanno avuto più pazienza e dedizione di me e le ammiro per questo. Però io avevo provato cos'era l'allattemento, quello naturale, quello per cui era un piacere stare col proprio figlio, quello per cui appena lo prendevi in braccio lui capiva che arrivava la pappa e si calmava automaticamente. Con Dahlia non c'era nulla di tutto questo.
Ecco, non vado a cercare colpe o sbagli, ormai sono passati quattro anni. Voglio solo dire che frustrarsi per non riuscire ad allattare per me è un errore. Una poppata stressata è deleteria, un biberon dato con amore è un toccasana per mamma e bambino.
Se vogliamo, la cosa frustrante è il costo del latte artificiale, per il resto sono solo paturnie mentali che ci facciamo perchè siamo indotte a farcele da chi ci è vicino.
E poi penso alle mamme che fino a cinquant'anni fa dovevano dare i figli alle balie se erano senza latte (e allora si che la cosa poteva essere poco carina, ma era una questione di sopravvivenza e non si poteva fare altrimenti). Oppure penso alle mamme che per problemi fisici imprescindibili non possono allattare e penso a quanto amore danno ugualmente ai loro piccoli o a quelle mamme che sono costrette a farlo perchè non hanno alternative e allattano i figli fino a tre anni (le mamme del terzo mondo per esempio). Ora invece siamo comunque noi a nutrire i nostri figli. Quinidi, fatto in un modo o nell'altro, il risultato per me non cambia.
Spero di avere azzeccato il senso del post!
Guest

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Luvetta wrote:mi taccio che non ho allattato.

Se invece inciampasse in questo post una donna che non è riuscita, pur volendolo, ad allattare, la stringo forte.
Fa male, ed è ingiusto.
Sei stata incapace di dare da crescere ai tuoi figli.
Una cattiva nutrice.
E per quanto ti dicano "ma no, sei ugualmente una brava madre", non ci credi. E non ci crederai mai.

Ebbeh, è ingiusto, ma è così. Un male in fondo al cuore di mamma. Una piccola carie incurabile. Una macchiolina nel tuo curriculum, alla quale rimedio non c'è.

Se poi invece hai trovato la cura, dimmela ti prego, che sono tre anni che la cerco.



Innanzitutto, devo dire che leggendo questo post, mi sono davvero commossa, mi sono scesi dei bei lacrimoni dal viso.
Percgè finalmente ho trovato mamme che come me, sanno cosa significa non riuscire o non potereallattare.
E per la prima volta, non mi sono sentita sola.
La mia piccola, Sarah, è nata alla 37^ settimana con taglio cesareo, è stata una gravidanza difficile, a rischio e supermonitorata a causa di una continua riduzione del liquido amniotico fin dal quinto mese.
Nonostante tutto, sono stata molto fortunata, perchè sono comunque arrivata alla 37^.
Sarah è nata che pesava 2630 gr, con il calo è arrivata a 2310.
Il mio seno c'ha messo un pò di giorni a produrre anche solo il colostro e il secondo giorno,la sera, Sarah urlava dalla fame e quindi, via di biberon.
Quel biberon, è stata la rovina...
La avicinavo al seno e urlava, diventava isterica, non c'era verso di attaccarla.
Sono stai giorni tremendi, alla fine il latte è arrivato e per farla mangiare, mi tiravo il latte e glielo davo. Tutto questo per una quindicina di giorni.
Fino a quando è arrivata una bella mastite, il mio seno era bollente, pieno di lividi e duro.
Ho dovuto prendere il dostinex, perchè poi, beffa del destino, ne avevo tanto di latte e non mi bastava più tirarlo solo con il tiralatte.
L'ho vissuto come un incubo, mi sentivo rifiutata da mia figlia, sentivo che non mi voleva come madre, i giorni passavano e piangevo disperata.
Arrivavano le visite e mi chiedevano tutti...
le visite delle mie cugine-mucche (passatemi il termine, era proprio così che le vedevo, non in senso dispregiativo, eh?, perchè le ammiravo e nello stesso tempo le invidiavo da morire) erano devastanti psicologicamente, loro mi guardavano dall'alto in basso, come una mentecatta che non sa fare la cosa più facile del mondo: allattare la propia figlia.
Mi continuavano a dire che dovevo insistere, dovevo attaccarla... ma Sarah non ne voleva sapere, non si attaccava proprio!
E poi il mio seno non mi ha aiutata: un seno grosso e un capezzolo piccolissimo, proprio come Loffin.
Persino i mariti delle mie cugine, mi facevano sentire una nullità, tutti lì a dire come sono state brave le loro mogli, a lodarle...
Mio suocero continuava a ricordarsi di quanto era stata brava sua figlia, di quanto latte avesse, di come le schizzava, di quanto ciucciava bene la sua nipotina, tanto da avere i rigoletti di latte che le scendevano dalla bocuccia...
In clinica poi, non mi hanno aiutata per niente, mi guardavano pensando "cavoli, sei una mamma, impara da sola!"
Non vi dico poi, quando hanno diagniosticato a Sarah un'intolleranza alle proteine del latte: ancora peggio, perchè la colpa è stata mia e lo penso sempre.
Nelle parole di Luvetta, mi ci rispecchio in pieno.
Proprio così mi sono sentita: una cattiva nutrice. ed è vero, non mi sento una mamma completa al 100%.
e' vero, è una carie che porto dentro e spesso si sveglia e inizia a farmi male.
Adesso, sapete, tra un pò vorrei riaprire la caccia, anche se sono ancora un pò confusa (ci avevo provato e questa estate ero rimasta incinta, ma ho perso il mio piccolino alla sesta settimana) e ci penso spesso all'allattamento...
Una partedi me mi dice di ritentare, un'altra piccolissima parte di me, invece, mi dice di non tentare nemmeno, perchè una seconda delusione sarebbe ancora più devastante, di iniziare subito con il latte artificiale.
Concordo pienamente con Loffin, quando dice che la RETE può aiutare tantissimo, perchè sono sicura, che se qualcuno mi avesse aiutata in quei giorni in clinica, se qualcuno mi avesse fatto vedere come dovevo attaccare Sarah bene, nonostante il mio capezzolo quasi piatto, magari lei avrebbe ciucciato e il latte sarebbe arrivato prima... lei avrebbe preso confidenza con il mio seno...
Che dire?
Speriamo che alla prossima vada meglio.
:red:
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