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Posted: Tue Sep 02, 2008 10:36 pm
by Rie
Paola M. wrote:Il libro evidentemente non parla dei figli nostri, ma della nostra generazione o quasi, parla dei figli degli edipi, indi, per capire bene cosa ne sarà di noi bisognerà capire:
se narciso è figlio d'Edipo, chi sarà il figlio di Narciso?

Magari la nostra generazione o quasi! Paola ormai siamo vegliarde ahahaha!
parla degli adolescenti attuali, diciamo nati negli anni 90, con genitori nati pre '68 o giù di lì. Pensare a Narcisetti prescolari è un'ipotesi che non credo l'autore faccia.
Certo mia madre se solo becca un difetto nelle mie attitudini educative me lo attribuisce anche se è tipico delle generazioni dei Nibelunghi, ma stasera, dopo un pomeriggio piacevole anche se movimentato con i miei due vandali, mi sento meglio e seguo il consiglio di Befy sul non farsi pare.
Il libro però nonostante tutto mi ha incuriosita. Forse lo comprerò.

Posted: Tue Sep 02, 2008 10:55 pm
by chiaretta_1974
ma leggetevi le relazioni dello IARDse volete sapere come sono o sono stati i giovani nei diversi decenni!
sono scientifiche e non danno giudizi di sorta, sono fotografie dettagliate della condizione giovanile e vengono fatte ogni tot anni per poterle confrontare. ecco le pubblicazioni.

sul taglio del libro di cui parli tu, madda, sto ragionando e per esprimermi dovrei leggerlo. però mi pare troppo troppo simile alle teorie di psicologia dinamica (psicoanalisi) sulle diverse personalità ed il loro sviluppo a seconda delle condizioni storico-sociali.
Solo che la psicanalisi, ed è questo un suo pregio, non inscatola nessuno in una categoria, anzi non le crea neppure, le categorie.
Perchè parte dal presupposto che ogni individuo è un caso unico.
ed io su questo sono d'accordo.

Posted: Tue Sep 02, 2008 11:13 pm
by Saba
Rie wrote:Voi come vi sentite? Edipi, genitori di Narcisi, Narcisi, o mamme di sano buon senso, che mandano al diavolo gli studiosi che edificano le loro teorie su categorie bizzarre e infondate? ahahaha!


Ecco, prenderei per buona la pedata....
mah, ho riletto più volte e se forse, forse io nella categoria dei filgi edipo posso pure un filino rientrarci(ma non per il senso di colpa, di che poi? di non essere come i genitori avrebbero voluto? I miei non avevano aspettative in quel senso...non sò se è un bene o un male, a dir la verità! :occhiodibue: ) non rivedo i miei filgi in narciso, forse in una via di mezzo....ma poi alla fine sinceramente, non è che mi importi molto. A differenza di Lella, io sono sempre a chiedermi se sbaglio, ogni sera(quasi, va bè..) ripercorro la giornata e cerco di valutare con mio marito i nostri atteggiamenti nei confronti dei bambini e le cose che ci hanno colti impreparati. C'è sempre da imparare, e coi filgi a mio parere non si finisce davvero mai.Sinceramente mi sento davvero impeganta in prima linea!!
Il risultato.. ai posteri l'ardua sentenza(visto che veleggiate sul classico :ehehe: )