uhmmm... io lo comprai 5 anni fa,quand'ero ancora incinta,e mi sembrò a suo modo ragionevole,ma non ne ebbi mai bisogno,perchè alice a 1 mese e mezzo di vita dormiva già tutta la notte e pure beatamente. si ciucciava il dito e ogni tanto la mattina,andando a sbirciare nella culla,la trovavo sveglia e col dito in bocca. con la dentizione,a sette mesi,iniziarono i primi problemini col sonno,si svegliava piangendo e uno di noi accoreva per consolarla.se ne stava immobile in braccio solitamente per 2 ore. col passare del tempo sembrava proprio voler giocare. i ritmi si sballarono,tanto che magari si addormentava prima di cenare o subito dopo per poi svegliarsi nel bel mezzo della notte.arrivati stremati all'anno,decidemmo di rileggere il libro e di provare a mettere in pratica il "metodo" non rigidamente come scritto,ma adattandolo alle nostre esigenze e ai nostri cuori. alice non ha mai pianto più di 5 minuti e in pochi giorni la cosa si risolse così com'era nata. ci tengo a sottolineare alcune cose
estevill mi pare non sia nemmeno pediatra ma specialista dei problemi del sonno,quindi di sicuro la sua visione è quanto di più parziale possa esistere sull'argomento(non credo che il sonno di un neonato abbia le stesse caratteristiche di quello degli adulti)
il suo metodo è davvero molto rigido se applicato alla lettera,come peraltro viene indicato nel libro
non credo sia applicabile nel momento in cui il bimbo è troppo piccolo,o ancora usi poppare durante la notte.
alice come ho già detto rifiutava la tetta persino al momento dell'addormentamento,quindi figuratevi se poteva filarsela durante la notte(si girava dall'altra parte).io ho creduto che abbia inziato a svegliarsi perchè realmente infastidita e che poi,vedendo che al suo pianto accorreva qualcuno,abbia associato il risveglio notturno al gioco. ma questa è solo una mia idea ovviamente.e comunque senza gli spunti offerti dal libretto saremmo andati avanti ancora per molto tempo.
ci hanno regalato Fate la nanna
- superstrafra
- Ambasciatore

- Posts: 3675
- Joined: Mon Sep 07, 2009 10:47 pm
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[CENTER]Sono visibile
Chiara e pulsante
Un cuore esposto
Sono una gioia infinita e urlante
Sono un brivido esteso all'universo
Che rimane fermo
Sono un nido sui rami d'inverno
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GraziaG
- Utente NM

- Posts: 157
- Joined: Sun Nov 01, 2009 8:48 pm
Certo che l'ho letto.
Devo dire in tutta sincerità che durante il primo anno di vita di mio figlio il mio cervello era in vacanza in un'isola remota... non scherzo, dico sul serio: non dormivo abbastanza (io ne ho un bisogno spropositato), ero stanchissima, non avevo nessun tipo di aiuto (nemmeno un'ora, mai, nemmeno al bagno).
Arrivavano le 17 e mio figlio cominciava a piangere... e io non sapevo perchè.
Vai su internet e trovi chi dice che il bimbo va educato subito ad addormentarsi da solo, ma anche i fan del co-sleeping. E che cosa fai? Sogni di poter dormire una notte filata, ma anche due o tre.
Cerchi disperatamente una soluzione.
La soluzione non sta in un libro... ora lo so. Sono mamma da due anni e avrei voluto tanto che qualcuna mi dicesse l'anno scorso quello che scriverò io ora.
Come fanno le donne nelle altre culture? Ci sono le peruviane che portano i bimbi addosso fino a cinque anni... e le donne primitive, applicavano Estivill?
La cosa importante non è che loro imparino a dormire da soli, ovvero che crescano e imparino a badare a se stessi, la cosa importante è che si sentano amati a tal punto da fidarsi, di affidarsi al buio fiduciosi e senza pensieri, senza paure.
E' fondamentale per il loro equilibrio emotivo che tutta la giornata non sia un frenetico susseguirsi di attività sterili (latte, cambio, bagno, latte, passeggiata, cambio, nanna), ma un lungo e caldo abbraccio della mamma.
Io non l'ho fatto. A tre mesi dormiva solo nella sua cameretta, addormentandosi da solo senza pianto. Estivill: un successone. Durata del training: due giorni. Si è rassegnato subito. Dopo le prime malattie, però, c'è stato lo sfacelo. Lui vuole starmi addosso e ci mancherebbe altro, è giusto! Tu credi che quando guarisce, può tornare tutto come Estivill professa? Dopo aver respirato il tuo fiato nelle lunghe notti di febbre, dopo che a allungato la mano per sentire dov'eri?
Dopo l'asilo poi! Oh, povero il mio amore, che mamma crudele che hai (parlo dal suo punto di vista). Sai quanti incubi arriveranno dopo l'ingresso in società (oltre ai bacilli).
Soluzione: si addormenta con me accanto, nella sua stanza su un letto vero da adulto, poi io lo sposto nel suo lettino. Magari mi schiaccio un pisolo prima di finire le faccende di casa.
Vorrei iniziare con le favole, ma se non spengo la luce lui non si mette giù e continua a giocare... magari più avanti. Anzi, la luce la spegne lui (consiglio la canzoncina della buonanotte "ora spegni la lucina, trovi tutto domattina" la conosci?) poi abbraccia il doudou e mi dice "bonanotte mamma".
Ormai, dopo un anno, non ha più il problema del risveglio da solo: si alza e viene SORRIDENTE a farmi le coccole nel lettone. Mai avuto risveglio più dolce IO!
Leggilo pure Estivill, ma leggi anche Sears, non comprare libri sul sonno, fatteli prestare... che è meglio...
Devo dire in tutta sincerità che durante il primo anno di vita di mio figlio il mio cervello era in vacanza in un'isola remota... non scherzo, dico sul serio: non dormivo abbastanza (io ne ho un bisogno spropositato), ero stanchissima, non avevo nessun tipo di aiuto (nemmeno un'ora, mai, nemmeno al bagno).
Arrivavano le 17 e mio figlio cominciava a piangere... e io non sapevo perchè.
Vai su internet e trovi chi dice che il bimbo va educato subito ad addormentarsi da solo, ma anche i fan del co-sleeping. E che cosa fai? Sogni di poter dormire una notte filata, ma anche due o tre.
Cerchi disperatamente una soluzione.
La soluzione non sta in un libro... ora lo so. Sono mamma da due anni e avrei voluto tanto che qualcuna mi dicesse l'anno scorso quello che scriverò io ora.
Come fanno le donne nelle altre culture? Ci sono le peruviane che portano i bimbi addosso fino a cinque anni... e le donne primitive, applicavano Estivill?
La cosa importante non è che loro imparino a dormire da soli, ovvero che crescano e imparino a badare a se stessi, la cosa importante è che si sentano amati a tal punto da fidarsi, di affidarsi al buio fiduciosi e senza pensieri, senza paure.
E' fondamentale per il loro equilibrio emotivo che tutta la giornata non sia un frenetico susseguirsi di attività sterili (latte, cambio, bagno, latte, passeggiata, cambio, nanna), ma un lungo e caldo abbraccio della mamma.
Io non l'ho fatto. A tre mesi dormiva solo nella sua cameretta, addormentandosi da solo senza pianto. Estivill: un successone. Durata del training: due giorni. Si è rassegnato subito. Dopo le prime malattie, però, c'è stato lo sfacelo. Lui vuole starmi addosso e ci mancherebbe altro, è giusto! Tu credi che quando guarisce, può tornare tutto come Estivill professa? Dopo aver respirato il tuo fiato nelle lunghe notti di febbre, dopo che a allungato la mano per sentire dov'eri?
Dopo l'asilo poi! Oh, povero il mio amore, che mamma crudele che hai (parlo dal suo punto di vista). Sai quanti incubi arriveranno dopo l'ingresso in società (oltre ai bacilli).
Soluzione: si addormenta con me accanto, nella sua stanza su un letto vero da adulto, poi io lo sposto nel suo lettino. Magari mi schiaccio un pisolo prima di finire le faccende di casa.
Vorrei iniziare con le favole, ma se non spengo la luce lui non si mette giù e continua a giocare... magari più avanti. Anzi, la luce la spegne lui (consiglio la canzoncina della buonanotte "ora spegni la lucina, trovi tutto domattina" la conosci?) poi abbraccia il doudou e mi dice "bonanotte mamma".
Ormai, dopo un anno, non ha più il problema del risveglio da solo: si alza e viene SORRIDENTE a farmi le coccole nel lettone. Mai avuto risveglio più dolce IO!
Leggilo pure Estivill, ma leggi anche Sears, non comprare libri sul sonno, fatteli prestare... che è meglio...
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debby80
Qui tutti criticano Estivill dal punto di vista emotivo, ma scientificamente è corretto quello che scrive??
Non ho ancora letto nessuna critica fondata su qualcosa di concreto.
I bimbi non sono macchine ma anche loro hanno bisogno di regole all'interno della famiglia e siamo noi, nostro malgrado, a dovergliele dare.
Non ho ancora letto nessuna critica fondata su qualcosa di concreto.
I bimbi non sono macchine ma anche loro hanno bisogno di regole all'interno della famiglia e siamo noi, nostro malgrado, a dovergliele dare.