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Posted: Mon Sep 21, 2009 8:35 am
by erinmay
niente sono in un trip e non ne esco

è da ieri che ci penso
ho paura di sbagliare

ho un ricordo netto di me in prima elementare che facevo i compiti con mia mamma vicino.
Non le chiedevo niente o quasi, ma mi ricordo chiaramente che non volevo sentirmi sola e la volevo vicino
è'durata pochi mesi

Dopodichè mia mamma non mi ha mai + controllato nemmeno un quaderno, ho sempre fatto tutto da sola, lei non aveva manco idea di cosa stessi facendo in un determinato momento
Io ero una di quelle che alla classica domanda "Come è andata a scuola?" rispondevo Bene! Punto
Alla domanda Cosa avete fatto? rispondevo Niente!
e lì finiva la mia comunicazione scolastica

Ero brava, anzi bravissima e loro ne prendevano atto ai colloqui con la maestra prima con gli insegnanti poi

ma ero io che non li volevo ad impicciarsi

quindi ci penso e ancora non so come cacchio devo comportarmi

Posted: Mon Sep 21, 2009 9:23 am
by nene70
fede,lascia che sia tuo figlio a decidere..
bea vuole ancora che stia vicino..
nn interferisco,magari stiro,ma mi vuole li...
magari mi chiede come si scrive una parolina, se studia mi ripete la lezione ma studiare da sola ancora nn le piace..
arriva poi il momento in cui vuoi essere libera di gestirti,ma secondo me finchè son piccoli,è utile la nostra presenza..

Posted: Mon Sep 21, 2009 9:34 am
by zizzia
Cos73 wrote:Sono d'accordo sul non obbligare e lasciare alla maestra il riprovero, perché è lei che ha l'autorità su queste cose e Irene riconosce molto le diverse autorità.
Ma per quanto riguarda il "non spiegare" non sono d'accordo, forse ci riferiamo a cose diverse:
se deve fare una linea che va da un quadratino a un altro, o dall'angolo sotto a quello sopra, alta un quadrato o due quadrati, e non ha proprio capito che c'è una regolarità, dovrei lasciarle fare righe a caso? a che servirebbe?
è chiaro che dovrebbe aver capito in classe ma io ho visto che in classe non aveva capito e aveva fatto un po' a caso, in alcuni esercizi, e non credo proprio sia sbagliato farle capire come deve essere svolto l'esercizio. Poi le righe potevano essere un po' storte e non perfette, ma il senso almeno doveva capirlo.
Le famose cornici!! ahahahhahha
mi sa che anche la maestra di Bea utilizzerà lo stesso metodo, a noi sembra una cosa banale ma ho notato che per loro non è così semplice.