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Posted: Fri Jul 02, 2010 4:53 pm
by Musci
Cielilimpidi wrote:Verissimo. Sono con te. Peccato però che il mondo sia vario e che a volte, non sempre per fortuna ma io mi ci sono trovata, trovi sul tuo cammino persone completamente diverse da te. E che quindi non condividano il tuo modo di vedere le cose. Io per anni ho detto a mio figlio, e glielo dico ancora ora, NON SI PICCHIA. Non voglio, non è il modo giusto, non va bene. Impara a risolvere le cose senza picchiare, parlandone, spiegando.. se proprio non riesci a comunicare, evita quel compagno. E credimi, dalla seconda elementare in poi, praticamente, mio figlio ha ESCLUSO quasi totalmente gli amichetti maschi. Tanto che il mio ex marito si è incazzato con me perchè non ha amichetti maschi e secondo lui non è normale. Ma lo è eccome, dato che sono bambini violenti, che picchiano, dicono parolacce e lui con loro non si trova! Quindi è l'idolo delle bimbe, se lo contendono praticamente. E i maschietti lo detestano ancora di più per questo. E quando ho visto che stava soccombendo, ho dovuto dirgli di difendersi. Che non vuol dire MENA e FAGLI MALE. A volte difendersi vuole anche dire non cedere, insistere sulle proprie idee, mantenere una posizione in cui si crede, non rispondere ad una provocazione manesca direttamente ma fare capire che non si è disposti a subire passivamente. Continuando ad evitarli, mi sono accorta che non ha fatto altro che incuriosirli e portarli a stuzzicarlo sempre di più.

Le maestre.. beh, nel nostro caso hanno fatto quello che anno potuto. PErchè è vero che la scuola deve insegnare che NON SI PICCHIA ma se questo non viene insegnato in primis a casa, la scuola può fare ben poco. Quando senti una mamma che dice "Adesso vado là e le do due sberle perchè a mio figlio una nota non gliela deve dare", secondo te, il figlio che esempio riceve? Che idea si fa della scuola e dell'insegnante?




Ripeto, reagire non vuol dire menare le mani indistintamente. Anche alzare un po' il tono, dire una frase di un certo tipo a chi infastidisce, fermare semplicemente uno schiaffo che arriva, è reagire senza violenza.




Come da noi: nota. Non firmata. Nota. Non firmata. Convocato il genitore. Non viene. Riconvocato. Ok, viene ma ti dice "Oh.. ma come??? Ma se a casa è un angelo? Siete voi che non siete capaci perchè mio figlio è bravissimo e non picchia mai nessuno!". Un muro di gomma.







Verissimo. In un mondo perfetto. E il nostro non lo è. Che facciamo, inseguiamo i mulini a vento oppure spieghiamo come va questo mondo imperfetto e gli diciamo che No, non si picchia. E' sbagliato, Evita certi bambini violenti, Dillo alla maestra, Scappa. Ma se sei in un angolo, che fai? Deve essere l'ultima spiaggia. Ovvio. Ma è così, il mondo va così. Poi.. anche io cerco di cambiarlo e parto dal mio orticello e se tutti facessero come me, il mondo cambierebbe davvero come dice il Buddismo ma.. c'é un MA enorme: ci si scontra con la realtà che a volte è diversa da quella del nostro orticello. Allora facciamo Gandhi e va bene, va benissimo. Mettendo in conto che a volte potremmo trovare qualcuno disposto a schiacciarci mentre ce ne stiamo seduti pacifici a cercare di cambiare il mondo. Oppure, in rare occasioni forzate, se non altro tentiamo di fermare la mano che vuole colpirci. Per me si chiama istinto di sopravvivenza. Che non vuol dire che insegno a mio figlio a menare che è quello il modo di risolvere e che il più forte vince. No. Ma se è costretto, deve sapere che è giusto difendersi. Oggi si difende per poter giocare con le sue macchinine. Domani magari dovrà difendere le proprie idee anche alzando un po' la voce. Non è sbagliato.
ecco la penso esattamente come te!!

Posted: Fri Jul 02, 2010 4:59 pm
by Musci
Cos73 wrote:Poi non voglio convincerti eh, siccome ci ho già pensato e riflettuto prima di te ti davo il mio punto di vista e pensavo che fosse un punto di vista rassicurante per te, che in diversi crediamo che tua figlia vada benissimo così com'è.
;)
Grazie del consiglio Cos ;-)

Posted: Fri Jul 02, 2010 8:15 pm
by dadamarsia
Cielilimpidi wrote:Verissimo. Sono con te. Peccato però che il mondo sia vario e che a volte, non sempre per fortuna ma io mi ci sono trovata, trovi sul tuo cammino persone completamente diverse da te. E che quindi non condividano il tuo modo di vedere le cose. Io per anni ho detto a mio figlio, e glielo dico ancora ora, NON SI PICCHIA. Non voglio, non è il modo giusto, non va bene. Impara a risolvere le cose senza picchiare, parlandone, spiegando.. se proprio non riesci a comunicare, evita quel compagno. E credimi, dalla seconda elementare in poi, praticamente, mio figlio ha ESCLUSO quasi totalmente gli amichetti maschi. Tanto che il mio ex marito si è incazzato con me perchè non ha amichetti maschi e secondo lui non è normale. Ma lo è eccome, dato che sono bambini violenti, che picchiano, dicono parolacce e lui con loro non si trova! Quindi è l'idolo delle bimbe, se lo contendono praticamente. E i maschietti lo detestano ancora di più per questo. E quando ho visto che stava soccombendo, ho dovuto dirgli di difendersi. Che non vuol dire MENA e FAGLI MALE. A volte difendersi vuole anche dire non cedere, insistere sulle proprie idee, mantenere una posizione in cui si crede, non rispondere ad una provocazione manesca direttamente ma fare capire che non si è disposti a subire passivamente. Continuando ad evitarli, mi sono accorta che non ha fatto altro che incuriosirli e portarli a stuzzicarlo sempre di più.

Le maestre.. beh, nel nostro caso hanno fatto quello che anno potuto. PErchè è vero che la scuola deve insegnare che NON SI PICCHIA ma se questo non viene insegnato in primis a casa, la scuola può fare ben poco. Quando senti una mamma che dice "Adesso vado là e le do due sberle perchè a mio figlio una nota non gliela deve dare", secondo te, il figlio che esempio riceve? Che idea si fa della scuola e dell'insegnante?




Ripeto, reagire non vuol dire menare le mani indistintamente. Anche alzare un po' il tono, dire una frase di un certo tipo a chi infastidisce, fermare semplicemente uno schiaffo che arriva, è reagire senza violenza.




Come da noi: nota. Non firmata. Nota. Non firmata. Convocato il genitore. Non viene. Riconvocato. Ok, viene ma ti dice "Oh.. ma come??? Ma se a casa è un angelo? Siete voi che non siete capaci perchè mio figlio è bravissimo e non picchia mai nessuno!". Un muro di gomma.







Verissimo. In un mondo perfetto. E il nostro non lo è. Che facciamo, inseguiamo i mulini a vento oppure spieghiamo come va questo mondo imperfetto e gli diciamo che No, non si picchia. E' sbagliato, Evita certi bambini violenti, Dillo alla maestra, Scappa. Ma se sei in un angolo, che fai? Deve essere l'ultima spiaggia. Ovvio. Ma è così, il mondo va così. Poi.. anche io cerco di cambiarlo e parto dal mio orticello e se tutti facessero come me, il mondo cambierebbe davvero come dice il Buddismo ma.. c'é un MA enorme: ci si scontra con la realtà che a volte è diversa da quella del nostro orticello. Allora facciamo Gandhi e va bene, va benissimo. Mettendo in conto che a volte potremmo trovare qualcuno disposto a schiacciarci mentre ce ne stiamo seduti pacifici a cercare di cambiare il mondo. Oppure, in rare occasioni forzate, se non altro tentiamo di fermare la mano che vuole colpirci. Per me si chiama istinto di sopravvivenza. Che non vuol dire che insegno a mio figlio a menare che è quello il modo di risolvere e che il più forte vince. No. Ma se è costretto, deve sapere che è giusto difendersi. Oggi si difende per poter giocare con le sue macchinine. Domani magari dovrà difendere le proprie idee anche alzando un po' la voce. Non è sbagliato.

quoto, parola per parola, anche se fortunatamente non mi ci sono mai trovata....