quando l'altro genitore "sbaglia"

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Chloe83

Post by Chloe83 »

LauraDani wrote:
nel caso riportato da chloe, penso che mi sarei defilata e, se mia figlia fosse venuta a lamentarsi del comportamento del padre, forse li avrei invitati a chiarisi tra loro, forse
Boh, però a me non riesce, non lo trovo giusto. Tu piccina ti sei beccata l'ingiustizia di un grande, vieni da me per avere solidarietà e io ti mollo lì dicendoti pure "ma veditela con quello grande che ti ha fatto un'ingiustizia"? Non mi piace.
Al di là del fatto che non mi sono sostituita a lei, lei era già andata a "spiegarsi" con il padre, e che non le ho ripreso il telefono del padre, le ho solo espresso solidarietà, il resto della questione è rimasta in mano loro.
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LauraDani
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Post by LauraDani »

PULCINO07 wrote:Se io o mio marito inavvertitamente violiamo nei suoi confronti una delle regole che cerchiamo di insegnargli, come non togliere le cose di mano, allora il "rimprovero" verso l'altro è immediato davanti a Sara e scattano anche le scuse, ovvero nel mio caso ho detto testualmente a mio marito "non si tolgono le cose di mano ora glielo ridai e te lo fai dare educatamente chiedendole scusa" e Sara ha sempre apprezzato tanto da restituire subito la cosa senza necessità di insistere.
Per quanto riguarda invece le discordanze educative evito di discuterne davanti a Sara, se ad esempio lui dice no (o si) e io non sono d'accordo lascio che le cose si svolgano come lui ha disposto e se Sara cerca il mio appoggio rispondo "cosa ha detto papà?", se parlandone mio marito (o io) cambiamo idea troviamo il modo di farle capire il cambiamento e il perchè.
Brava, hai sottolineato una differenza che effettivamente esiste e che non avevo scritto prima: sono proprio due cose diverse.
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia
.

(E. Montale)
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Post by LauraDani »

Chloe83 wrote:Boh, però a me non riesce, non lo trovo giusto. Tu piccina ti sei beccata l'ingiustizia di un grande, vieni da me per avere solidarietà e io ti mollo lì dicendoti pure "ma veditela con quello grande che ti ha fatto un'ingiustizia"? Non mi piace.
Al di là del fatto che non mi sono sostituita a lei, lei era già andata a "spiegarsi" con il padre, e che non le ho ripreso il telefono del padre, le ho solo espresso solidarietà, il resto della questione è rimasta in mano loro.
Chloe hai ragione, in effetti se la regola era concordata tra te e tuo marito era un caso diverso, come ha scritto pulcino e come ho quotato sopra.
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia
.

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