maternità e mobbing

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Moderator: Paola

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marcellotta
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Post by marcellotta »

Teresa wrote:Io Porto, come spesso detto, testimonianza profondamente diversa.
Lavoravo a treviso (da terrona) e quando sono andata in maternita' ho chiesto il trasferimento in terronia. Il Direttore generale venne a trovarmi ( era giu per lavoro) con un mazzo di fiori e un ok formale al mio trasferimento.
Dopo un anno e mezzo sono rimasta incinta di Mena. Ho lavorato fino all'ultimo giorno, avevo 32 anni e in maternitaa ' l'azienda mi promosse quadro. Una promozione in maternita: fui commossa e ancora oggi nutro gratitudine verso quel tipo di management.

So Che non e' per tutti cosi' ma per onesta' vanno raccontate tutte le verita'.

Oggi non sono piu' una dipendete ( mi sono dimessa iin lacrime) e sono un'imprenditrice e confesso di avere enormj difficolta' da Donna ad assumere mamme di bambini piccolissimi.

Sono con un iPad e fatico a scrivere, ma vorrei motivare tutte le diffiolta' Che nutro quando mi trove di fronte potenziali dipendenti neomamme.

Al contrario, altrettanto spassionatamente, a parita' di competenze tecniche, tar un uomo di 50 anni e una donna, per certo assumer una donna...
questa tua frase, al di là delle motivazioni che possano suffragarla, fa' molta tristezza, soprattutto perchè proviene da una donna e da una madre.
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Lella
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Joined: Fri Dec 15, 2006 4:23 pm

Post by Lella »

Io ho subito una sorta di mobbing sia al mio annuncio di essere incinta che al rientro, questo in occasione della prima gravidanza, con il secondo è andata già diversamente, un pò perchè ho fatto da "apripista" alle mie colleghe un pò perchè hanno poi verificato che il mio rendimento e la mia presenza non variava, proprio perchè in caso di malattia del bambino potevo contare sull'appoggio di mia suocera.
Non tutte le mamme in caso di malattia dei bambini possono contare sull'appoggio di qualcuno, io credo che sia questo il problema principale, la presenza continua che può venire a mancare in caso di malattia del bambino.
Non sempre si hanno strutture elastiche tali da gestire bene le assenze, soprattutto nelle piccole aziende.

Io credo che le politiche sociali dovrebbero andare incontro alle mamme permettendo loro un periodo di astensione (pagato) più lungo dove necessario e naturalmente anche più supporti come asili aziendali, orari elastici e/o part-time.
CARPE DIEM
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Ambra
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Joined: Fri Dec 15, 2006 6:03 pm

Post by Ambra »

Se lo Stato contribuisse nei confronti del datore di lavoro aiutandolo a pagare la
maternità tutto questo non esisterebbe,sono sicura.
È una questione di soldi e non di rendimento del dipendente.
Il datore di lavoro deve sempre anticipare all´INPS la quota e versare comunque
di tasca sua il 20%.
Ci vorrebbe un fondo apposta per le aziende che copra la maternità al 100% (che non sarebbe un dramma,visto che è un periodo "breve" se paragonato alla vita lavorativa
di una donna!),così che il datore di lavoro si faccia carico solo della sostituzione.
Sono sicura che se il sistema previdenziale fosse così impostato molte storie
di mobbing non ci sarebbero
Ambra(13/04/1978)
Jari(03/07/2003)Leni(04/06/2006)
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