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Alessia wrote:se fossimo immortali credo che saremmo meno incazzati col mondo, ma è un pensiero troppo utopistico che non riesco nemmeno a sfiorare
stamattina sono andata a confessarmi perché ieri ho bestemmiato (io non bestemmio, ma ho bestemmiato proprio di proposito), oggi sono stata alla messa del funerale
hoparlato con una mia amica molto amica di Alessia: era disperata e continuava a ripetere che lei voleva vivere, lei voleva vivere.
e io questo lo dico sempre, anche se la malattia è brutta c'è sempre una speranza, un incidente come quello che ho visto due settimane fa mi lascia ancor più basita.
se potessi scegliere sceglierei una malattia, pensa te, quello che nessuno vorrebbe mai, perché avere tempo per salutare, per dire qualche parola, per fare i conti con sé stessi e gli altri,, mi piacerebbe averlo.
e combattere, combattere fino alla fine, proprio come ha fatto lei.
Probabilmente andrò OT, ma in questi giorni ho un pensiero fisso: è stato diagnosticato allo zio di mio marito un tumore che non lascia scampo, il tempo a sua disposizione non è molto. E' un uomo particolare, a 65 anni vive con la mamma che lo tratta come un bambino, è autosufficiente ed eccentrico se vogliamo, ma molto fragile psicologicamente.
I medici hanno suggerito di non dirgli che non potrà guarire.
Per me è orribile.
E se lui, sapendo che il tempo stringe avesse un desiderio da realizzare e per colpa di questo silenzio non potesse farlo?
Come diceva Alessia prima la malattia potrebbe permettere di tirare le somme, salutare, visto che sta ancora abbastanza bene, togliersi qualche sfizio... chi ha il diritto di negarglielo?