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Agnese G. Pupa wrote:Laura non credo che nessuno sbagli nulla, men che meno tu...mi chiedo però quanto senso abbia in Agorà parlare delle sole lacrime della forleo senza riconoscere che il succo sia il contenuto della manovra, causa delle sue lacrime...
forse chi ha aperto il 3ed potrebbe dipanare l'ambiguità e chiarire se l'interesse primario siano le lacrime di per sè o i contenuti della manovra...il senso del parlarne qui in Agorà
Io la scenetta per intero l'ho vista solo oggi al tg e mi son cadute le balle come a LauraDani.
Poi lei che chiacchera col vicino e Monti che la riprende "Commuoviti ma correggimi!".
Maddai, in un contesto come quello devi essere professionale e basta.
Piangi poi in macchina mentre torni a casa.
[CENTER]Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente.
Che bella gente..capisce tutto..sà il motivo..ma non il trucco.[/CENTER] "La mia famiglia si chiama Tina e Terry e quello che mi piace di più di loro è che quando litighiamo...non si fa male mai nessuno." [url]http://www.youtube.com/watch?v=nStHWmQClww&feature=player_embedded#at=215[/url]
Allibita wrote:Io la scenetta per intero l'ho vista solo oggi al tg e mi son cadute le balle come a LauraDani.
Poi lei che chiacchera col vicino e Monti che la riprende "Commuoviti ma correggimi!".
Maddai, in un contesto come quello devi essere professionale e basta.
Piangi poi in macchina mentre torni a casa.
ecco, così anche io
pure la mistica sulla Donna che si commuove e dunque è vera e sincera e portatrice di una nuovo valore: ma perchè?
A me sembra taaaaaanto vecchio, 'sto discorso, sempre a riconoscerci il primato dell'emotività (che sottintende, a mio giudizio, che sul piano della logica e del raziocinio invece non ce l'abbiamo il primato).
Ma non ci può essere un modo femminile di fare le cose che non sia o travestirsi da uomo con i baffi o travestirsi da mamma?
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.