ritirato dalla classe per troppi stranieri

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

Moderator: laste

Trilli
Ambasciatore
Ambasciatore
Posts: 3724
Joined: Mon Aug 05, 2013 12:28 pm

Re: ritirato dalla classe per troppi stranieri

Post by Trilli »

La scuola di cui si parla e' qui vicina, e ne conosco bene sia il dirigente sia la realtà sociale di riferimento.
Perché così tanti stranieri in quella classe e' presto detto: nell'istituto comprensivo di Costa e' la sola senza rientri pomeridiani, quindi senza mensa (che i magrebini o africani non possono permettersi di pagare).
Le famiglie italiane che hanno ritirato i figli sostengono che, oltre a rallentare la didattica, tutti questi stranieri impediranno di fatto lo svolgimento di qualsiasi gita, progetto, laboratorio che implichi dei costi per le famiglie. Non vi parteciperanno, ancora una volta, perché non possono pagare.
Immagino che dietro queste motivazioni non del tutto incomprensibili ci sia anche una radicata forma di pregiudizio.
A nostro parere la dirigenza poteva e doveva, in primis, evitare la formazione di una classe così composta. Parlando chiaro con tutti i genitori, mettendo sul tavolo il problema e cercando soluzioni condivise.
User avatar
Franc.isa
Utente Vip
Utente Vip
Posts: 831
Joined: Mon Feb 28, 2011 6:59 pm

Re: ritirato dalla classe per troppi stranieri

Post by Franc.isa »

Nella zone dove mi trovo io negli stati uniti, la scuola funziona a bacini d'utenza, in quanto la tassa di proprietà sulle case ( e' molto alta qui negli states, si parla di migliaia di $, sempre in rapporto al valore dell' immobile) e' in parte usata per sostenere la scuola pubblica. Poi dipende anche da come la contea suddivide le varie zone della città, ma di solito Dove ci sono case di un certo costo, le scuole pubbliche sono ottime, e viceversa mi par di aver notato. La gente trasloca e cambia casa per poter avere accesso a delle scuole pubbliche migliori ( e non parlo solo di insegnamento eh, ma anche e soprattutto di diversità e criminalità) oppure l'alternativa e' la privata( con costi da mutuo).
A mezz'ora da qui, per dire, le case costano la metà, ma sempre in quella zona c'è un'altissima concentrazione di clan del MS13 ( clan violentissima del Salvador ) ... Io non ho assolutamente nessun problema verso i sudamericani, ma onestamente mia figlia in quelle scuole non ce la manderei.
È difficile da spiegare, in questo paese dove il razzismo e' tabù e tutto e' "equal opprtunity" e non discriminatorio, c'è tantissima discriminazione e ghettizzazione.

@lidia: c'è stato un paragrafo nella tue risposte che mi ha alleggerito il cuore in questo martedì mattina. Grazie
Isabella -09/2010
User avatar
lenina
Ambasciatore
Ambasciatore
Posts: 33486
Joined: Sun Feb 24, 2008 6:43 pm
Contact:

Re: ritirato dalla classe per troppi stranieri

Post by lenina »

Lidia wrote:Io parlo da immigrata. Ho vissuto all'estero per anni.
E' ovvio che quando sei in un posto totalmente sconosciuto cerchi i tuoi connazionali, non ci trovo nulla di strano. Non significa "non volersi integrare". In Zambia mi sono integrata benissimo, e anche in Australia. Avevo e ho tutt'ora amicizie estremamente importanti. Però avevo anche molto bisogno di stare con persone con le mie stesse radici. Non è facile trovarsi in un luogo dove non hai idea di cosa passi per la testa delle persone. E' faticoso, mentalmente, dover sempre fare i conti con un passato diverso, abitudini diverse, mentalità diversa. Non necessariamente di lingua diversa. Io sono mezza inglese, l'inglese è la mia prima lingua, eppure in Australia facevo una grande fatica. Uscire con ragazze italiane mi rassicurava e mi lasciava riposare la mente. Cercare i propri connazionali non è segno di non volersi integrare.
Che poi fosse facile. Lo straniero intimidisce anche la persona più aperta. Adesso, sinceramente, chi al parco si avvicina a una donna col velo che parla arabo coi suoi bambini? In Australia al parco non mi cagava nessuno.
Che alcune persone disprezzino certi usi nostri è vero. Anche alcuni di noi li disprezzano, eppure vivono nei "loro" paesi, magari per sfruttarli.
Che non adottino in toto il nostro modo di vivere invece mi pare più che legittimo. Anzi, quanto si impoverirebbe il mondo se tutti si uniformassero (cosa che già sta succedendo)
Non è che quando ho vissuto in Africa sono stata costretta a vestirmi come loro (lo facevo spesso, ma perché mi piaceva).
E nemmeno a girare con le tette fuori. Avrei dovuto? Non credo proprio. Ma non vuol dire che non mi voglio integrare, né che disprezzi il loro modo di vivere. Semplicemente, la mia cultura mi porta a non volerlo fare.
Però poi le donne dei villaggi non mettono pantaloni, e io sì. Certo, magari non andavo con gli shorts, (tette sì, gambe no).
Niente viverlo aiuta anche a spiegarlo.
O forse sei tu bravissima a farlo vivere.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
Locked