La mando alle elementari???

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

Moderator: laste

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Speranza
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Post by Speranza »

A me è mancato un sacco non andare a scuola un anno prima, sono nata il 28 aprile, sapevo leggere e scrivere dai 4 anni perchè mio fratello giocava con me al maestro (come Nau se non erro) e mi è mancato tantissimo non andare a scuola, soprattutto al liceo, avrei desiderato fortemente poter finire prima, per me l'ultimo anno di liceo è stato un dramma, non finiva più, volevo andare all'università, ero troppo grande. Purtroppo non sono potuta andare a scuola prima perchè quell'anno nasceva mia sorella e ci dovevamo trasferire e mia mamma non se l'è sentita di farmi avere un altro cambiamento. Io mi ricordo di essermi annoiata a morte l'ultimo anno di asilo anche perchè ne ho fatto 4 in tutto e sono davvero troppi!!!!

Credo comunque che mettere Giulia con i più grandi, se la maestra è daccordo, non sia una brutta idea e poi puoi sempre iscriverla alle elementari senza poi mandarcela se ritieni che non sia pronta...
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Paola
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Post by Paola »

rufy wrote:
Detto questo l'idea delle griglie convince anche me.
In genere sono le demarcazioni nette,come le soglie del 730 che mi innervosiscono ahaha ahah


Infatti, non è il mese più o il mese meno.
C'è anche da dire che la scuola oggi è profondamente mutata dagli anni '70, per noi un anno di scuola materna in più era inutile, la scuola (allora asilo) era solo un posto ove giocare, fare i lavoretti e imparare le filastrocche.

Oggi alla materna fanno nuoto, inglese, psicomotricità, laboratori di musica e teatro. insomma non è che non sia scuola, è una scuola a tutti gli effetti, non meno importante della primaria.

Non a caso, nei paesi nordici (tipo la danimarca) dove le scuole materne hanno totalmente perso l'approssimità di "parcheggio per bambini" ma sono organizzatissime e metodiche (sono le uniche paragonate alle nostre reggiane o montessoriane) si va al primo ciclo di scuola dell'obbligo addirittura a 7 anni e l'obbligatorietà è spostata fino ai 18 anni, questo perché l'ingresso al lavoro è comunque da intendersi sempre, anche per chi non farà professioni che richiedono una specializzazione specifica, con un ottimo bagaglio culturale, l'anticipazione è considerata un retaggio dei paesi "poco moderni" (dove a mio parere i bambini sono anche più svegli pur senza gli stimoli dei nostr, cfr i racconti che fa lela sulla bolivia).

Poi se ci penso questo ultimo anno di materna, è l'anno più bello, quello delle uscite didattiche frequenti, quello del "piccolo" da curare, dei compiti da rispettare, son tre anni porello che attende di essere un GRANDE, mo se lo rimando in prima a fare la gavetta senza godere dei benefici del nonnismo da grande me pugnala! hahahahah
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Rie
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Post by Rie »

Cos73 wrote:Io so che mia mamma è tendenzialmente contraria, dice che se non si vede nell'apprendimento l'anno in meno si vede in altre cose, di solito.
.

Lo dicono anche i miei genitori, insegnanti. Infatti, io sono una di quelle che... ha perso un anno per colpa di poche settimane, essendo nata all'inizio di marzo. Sapevo leggere e scrivere a tre anni, comunque non mi sono mai annoiata entrando alle elementari senza l'anticipo.


Per alex, nato più o meno come la sua amica Irene, neanche mi si pone il problema. E comunque all'asilo fa tutte le cose che cita Paola e mi parla già con orgoglio del Piccolo che avrà l'armadietto in comune con lui a cui farà da guida, appena ci sarà il suo inserimento.
Per Fede, nato in febbraio, un po' mi dispiacerà ma credo che non anticiperò neanche per lui. A meno che non sia geniale, iper maturo e con le attitudini sociali di suo fratello maggiore. La terza no di sicuro ahahaha! Dunque fermo un giro e parti con gli altri, Federichino!

Manu... per la tua bimba di sicuro non devi pensare alle amichette. Concentrati su di lei, sulla sua voglia di apprendere e sulle sue capacità di seguire, sulle sue possibilità di intrecciare nuovi rapporti senza difficoltà, anche con bambini più grandi. Se proprio valuti che sia il caso, pensando a LEI e non al contesto, ok.

Non colgo invece gli immensi vantaggi di avere un anno anagrafico in meno nella carriera scolastica/professione. Sarà perché ho visto un bocciato alle superiori laurearsi con 110 e lode e trovare un posto prestigioso... ma trovo che non sia tanto appetibile. Capisco di più il discorso fatto per il QUI e ORA di un cinquenne particolarmente maturo che ha bisogno di stimoli più strutturati di quelli della scuola dell'infanzia.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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