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Posted: Fri Jul 02, 2010 10:07 pm
by Cosetta
Cielilimpidi wrote:
Le maestre.. beh, nel nostro caso hanno fatto quello che anno potuto. PErchè è vero che la scuola deve insegnare che NON SI PICCHIA ma se questo non viene insegnato in primis a casa, la scuola può fare ben poco. Quando senti una mamma che dice "Adesso vado là e le do due sberle perchè a mio figlio una nota non gliela deve dare", secondo te, il figlio che esempio riceve? Che idea si fa della scuola e dell'insegnante?
Guarda ti farei rispondere da mia mamma perché non è mica indispensabile mettere in mezzo la famiglia. La maestra deve imparare a gestire la SUA classe, genitori o meno.
Le note secondo me sono quasi un segno di debolezza della maestra che chiama in causa i genitori per faccende relative all'ordine scolastico dove l'autorità è lei. E poi si rischia quello che dici tu, ovvero che il genitore esautora la maestra, ma anche il semplice ricorso al genitore secondo me la esautora agli occhi del bimbo.
Ti assicuro che una maestra capace non è in grado di gestire i bimbi solo in casi estremi.

Verissimo. In un mondo perfetto. E il nostro non lo è. Che facciamo, inseguiamo i mulini a vento oppure spieghiamo come va questo mondo imperfetto e gli diciamo che No, non si picchia. E' sbagliato, Evita certi bambini violenti, Dillo alla maestra, Scappa. Ma se sei in un angolo, che fai? Deve essere l'ultima spiaggia. Ovvio. Ma è così, il mondo va così. Poi.. anche io cerco di cambiarlo e parto dal mio orticello e se tutti facessero come me, il mondo cambierebbe davvero come dice il Buddismo ma.. c'é un MA enorme: ci si scontra con la realtà che a volte è diversa da quella del nostro orticello. Allora facciamo Gandhi e va bene, va benissimo. Mettendo in conto che a volte potremmo trovare qualcuno disposto a schiacciarci mentre ce ne stiamo seduti pacifici a cercare di cambiare il mondo. Oppure, in rare occasioni forzate, se non altro tentiamo di fermare la mano che vuole colpirci. Per me si chiama istinto di sopravvivenza. Che non vuol dire che insegno a mio figlio a menare che è quello il modo di risolvere e che il più forte vince. No. Ma se è costretto, deve sapere che è giusto difendersi. Oggi si difende per poter giocare con le sue macchinine. Domani magari dovrà difendere le proprie idee anche alzando un po' la voce. Non è sbagliato.
Secondo me si perché non credo che il sapersi far valere nella vita abbia correlazione con questo.
Il sapersi far valere arriva con la maturità, la consapevolezza di sé, la sicurezza di sé, automaticamente, non arriva perché tua madre a tre anni ti dice "reagisci a chi ti picchia".
Non c'entra proprio nulla. Anzi, come dicevo, potrebbe fare l'effetto contrario perché se mamma mi dice cosa devo fare, vuol dire che pensa che da solo non sono capace (di avere a che fare con una bimbetta di due anni, ndr!) e questo dà insicurezza.

Poi voi credete che il bimbo picchiatore "si farà valere nella vita"?
Per me qui c'è un grande equivoco di fondo.
Magari rimarrà un prepotente, un poveretto che per sentirsi qualcuno deve rubarmi il posto nel parcheggio o in fila al supermercato... ma non è certo il modo di farsi valere e urlare e picchiare non è il modo per far valere le proprie idee.
Io, per lo meno, non auguro questo ai miei figli.

Posted: Sun Jul 04, 2010 11:45 pm
by Cielilimpidi
Cos73 wrote:.............
Ti assicuro che una maestra capace non è in grado di gestire i bimbi solo in casi estremi.
guarda.. io non sono insegnante, non ci provo neanche perchè mi rendo perfettamente conto di non avere le capacità per farlo né per criticare o dare suggerimenti in tal senso. Ma vorrei portartici nella classe (ormai EX classe) del mio figlio grande. Le maestre (che dall'anno prossimo in prima sarà una sola e in una classe così mi scappa da ridere per come sono strutturati ora) non erano proprio di primo pelo, insegnano da anni e sono di ruolo, non sono ragazzine alle prime armi. Ma avevano grosse difficoltà proprio perchè in famiglia in certi casi, mancavano le basi. Per farti capire: l'anno scorso hanno celebrato il giorno dei Diritti del Fanciullo con un progetto e poi le maestre hanno avuto la brillante/sfortunatissima idea di dire ai bambini di scrivere dei pensieri su dei foglietti inerenti ai temi trattati. Li hanno messi dentro ad una boccia di vetro e poi li hanno letti. Beh... hanno aperto un vaso di pandora, una via senza uscita! I bimbi, sentitisi ascoltati, hanno tirato fuori l'inverosimile: genitori che litigano, che non li cagano di pezza, che li piazzano davanti alla tv per farli stare buoni mentre loro si fanno i fatti loro, storie brutte che non mi hanno ovviamente detto (le maestre). Ad un certo punto le maestre stesse hanno fermato tutto e hanno detto ai bimbi che si trattava di cose molto delicate e personali, che non era forse opportuno mettere in piazza davanti a tutta la classe a quel modo gli affari di famiglia dato che erano uscite cose un po' pesantine. Una bimba si è alzata, seria e decisa, con una mano sul fianco e l'altro braccio teso in avanti con l'indice alzato, ha detto "Voi dovete ascoltarci, noi abbiamo bisogno che voi ci ascoltiate!". Le maestre sono rimaste basite, quando me l'hanno raccontato sono rimasta senza parole sebbene sia perfettamente al corrente che ci siano dei casi familiari particolari (si riflettono pari pari nei bimbi). Me lo hanno detto perchè mio figlio è stato uno dei due o tre che ha scritto qualcosa tipo "Io sono felice della mia famiglia, mi piace e ci vogliamo tutti bene". Che non vuol dire che non abbiamo problemi ma che li affrontiamo in maniera razionale e ne parliamo invece di tirarci dietro le sedie, invece di urlarci parolacce o avere l'amante.

Questo per dirti che quando hai almeno 4 bambini che necessitano di maestra di sostegno e solo una ce l'ha e per poche ore e almeno altri 4 o 5 bambini con famiglie disastrate (un genitore che ha un'altra famiglia, genitori che litigano e chiamano i carabinieri un giorno si e uno no e via dicendo) su un totale di 15/16 bambini.. non è proprio facilissimo. Quando poi appunto i più "vivaci" hanno genitori che pretendono di dire alla maestra come fare le lezioni e se e quando dare compiti ("adesso vado io a dirglielo e le do due sberle").... ripeto, vorrei vederti a fare i tuoi discorsi che per quanto io ritenga siano un po' troppo utopistici, li condivido di fondo. Non sono contro, assolutamente. Ma non li vedo applicabili, ecco.

Cos73 wrote: ...........................

Poi voi credete che il bimbo picchiatore "si farà valere nella vita"?
Per me qui c'è un grande equivoco di fondo.
Magari rimarrà un prepotente, un poveretto che per sentirsi qualcuno deve rubarmi il posto nel parcheggio o in fila al supermercato... ma non è certo il modo di farsi valere e urlare e picchiare non è il modo per far valere le proprie idee.
Io, per lo meno, non auguro questo ai miei figli.

Ma io non l'ho detto. NOn ho detto che deve andare in giro a picchiare per fare valere le proprie idee. Ho detto però che deve imparare a non farsi sopraffare dai più prepotenti. Che è diverso. Non voglio neanche io un figlio così come lo hai dipinto tu. Ma non credo neanche nel "porgi l'altra guancia". E se hai letto bene ciò che ho scritto, per anni ho detto a mio figlio di non picchiare, non rispondere alle provocazioni, evitare certe situazioni... l'ho spinto a trovare lui stesso un modo di comunicare con gli altri, prepotenti e non. Quando però mi è tornato a casa con la cartella aperta come un libro con le forbici (dopo neanche un mese di scuola), pugni spintoni e insulti in continuazione... cosa dovevo fare? Io di dirgli di stare lì a prenderle non ho avuto cuore e non penso sia giusto. Non gli ho insegnato a picchiare. Però l'ho autorizzato a difendersi se si sente minacciato. Scusa Cos, ma se tu ti trovi di fronte uno che ti minaccia cosa fai, stai lì a fartele dare? Oh, sarai stata fortunata. Io ho avuto due occasioni in cui avrei voluto essere forte e capace di difendermi perchè sono stata oggetto di violenza solo perchè ero donna e la cosa mi ha fatto incazzare parecchio tanto che la seconda volta mi sono iscritta ad un corso di difesa personale perchè ero troppo arrabbiata ed impaurita. E non sopportavo di non poter parcheggiare dove volevo per paura che dietro a qualche albero ci fosse qualcuno ad aspettarmi. Questo è il mondo vero, mi spiace per te, Cos.

Posted: Mon Jul 05, 2010 9:17 am
by Musci
Cos73 wrote: Poi voi credete che il bimbo picchiatore "si farà valere nella vita"?
Per me qui c'è un grande equivoco di fondo.
Magari rimarrà un prepotente, un poveretto che per sentirsi qualcuno deve rubarmi il posto nel parcheggio o in fila al supermercato... ma non è certo il modo di farsi valere e urlare e picchiare non è il modo per far valere le proprie idee.
Io, per lo meno, non auguro questo ai miei figli.
Ma io non l'ho detto. NOn ho detto che deve andare in giro a picchiare per fare valere le proprie idee. Ho detto però che deve imparare a non farsi sopraffare dai più prepotenti. Che è diverso. Non voglio neanche io un figlio così come lo hai dipinto tu. Ma non credo neanche nel "porgi l'altra guancia".

anche io non ho detto questo!!
Anche io non voglio che mia figlia picchi urli e sbraiti!!
Ma vorrei che si difendesse almeno nelle situazioni più semplici. E ribadisco: per difendersi non intendo picchiare a sua volta, e questo SIA BEN CHIARO. Poi, ho capito che si parla di una treenne verso una duenne, ma io non ho messo in causa le due età, ma l'atteggiamento che assume sempre, in questi casi, mia figlia, adesso è con questa bimba, ma è capitato anche con altri bimbi coetanei e più grandi.
Come anche so che, col tempo, imparerà da sola e maturerà una sua coscienza, ma intanto quando lei mi viene a raccontare questi episodi, io le dico la mia, come credo sia giusto... che faccio sto zitta? Ok, c'è la maestra, ma dove la mestra non arriva, allora è lì che spero che impari al più presto a difendersi... e non mi sembra di sperare chissà che cosa di diverso rispetto a qualsiasi altro genitore.