Posted: Sat Jan 15, 2011 1:01 pm
Infatti, questa distinzione per me è fondamentale. E ripeto, se ce ne fosse bisogno, che le mie perplessità non riguardano assolutamente le coppie omosessuali, che ritengo altrettanto capaci delle coppie etero di allevare figli, ma la società in cui purtroppo viviamo. E tra il benessere della coppia (etero o omo che sia) e l'interesse del bambino privilegio senz'altro il secondo. Cosa che del resto fa anche la legge italiana, che nel caso dell'adozione riconosce il diritto del minore ad una famiglia, ma non il diritto della coppia ad adottare. Non è distinzione da poco.Paola M. wrote:Però France dobbiamo distinguere due piani: Lelia parla di adozione e di bambini che vengono da situzioni di difficoltà, diverso è l'inseminazione artificiale o l'adozione di neonati.
Sono distinzioni di altro tipo, cmq nel caso dell'adozione come si sa gli accertamenti degli assistenti sociali e degli psicologi prendono in considerazione una marea di aspetti, e si cerca (o si dovrebbe cercare) sempre di abbinare il minore con la famiglia migliore per lui. Ogni caso è a sé e andrebbe valutato sempre singolarmente, proprio perché si parla sempre di persone, e in particolare di minori spesso con vissuti pesanti alle spalle, quindi la serenità del bambino deve essere messa al centro di tutto.Altra cosa, anche laddove un bambino con problematiche è stato immesso in una famiglia con padre + madre, dovremmo allora discriminare anche chi è nero? Perché è sicuramente più difficile in Italia crescere in una famiglia di neri che di bianchi e far fare da apripista ad un bambino è giusto? Discriminiamo anche due genitori atei, magari in un provincia cattolicissima come può essere Brescia, perché poi non faranno frequentare religione a questo bambino e si sentirà discriminato?
Qui si entra in un campo minato di distinzioni personalissime, ed è ovvio che la legge non può prenderle in considerazione tutte.Io sono assolutamente d'accordo con le parole di Lelia, ossia che si debba avere MILLE occhi di attenzione verso la famiglia a cui di sà in adozione un bambino, ma non possiamo con certezza dire che una famiglia profondamente cattolica (ad esempio), che a mio avviso potrebbe avere grossi LIMITI sociali o una famiglia LEGHISTA e RAZZISTA sia un luogo migliore che una famiglia omosessuale, e che dia al bambino più strumenti per superare il bagaglio di sofferenza che si porta appresso.
Il mio discorso nel thread linkato da France era semplicemente che, dal mio punto di vista, non abbiamo il diritto di usare i bambini come "apri pista" per conquiste sociali che la società non ha ancora compiuto. La società italiana a mio parere non è pronta a far sentire accolto un bambino adottato da una coppia omo, e non è giusto che un bambino (che ripeto spesso ha già traumi pesanti alle spalle) debba prendersi anche questo carico.
Ripeto ancora che tutto il mio discorso riguarda esclusivamente l'adozione e non la PMA.