cosa dirti sole sono contenta che questo argomento ti appassioni , sta appassionando molto anche me , riverdere l'educazione dei propri figli è un cambiamento molto importante, ti quoto soprattutto la frase evidenziata, mi piace moltosolesol wrote:sono d'accordo su ogni singola parola!
Mi sono setita spesso dire che i metodi sono assurdi di per sè ma forse bisogna intendesi sul termine metodo.Se si considra un metodo come una routine di comportamenti che si applica come si risolverebbe un'equazione allora cetamente è assurdo!
Ma se lo si considera come una serie di indicazioni su come tradurre in pratica degli assunti in cui si crede profondamente allora è diverso.
Ad esempio io condivido la visione di Gordon che l'uomo è intrinsecamente positivo e costruttivo se lasciato crescere in quel senso.
Credo che la fiducia sia il primo strumento per un rapporto
credo che l'empatia sia base fondante di una comuncazione vera
credo che educare non significhi guerreggiare e così via. Il "metodo" mi aiuta a "produrmi" in ciò che credo... tutto qui
Sul modo in cui sono scritti i libri avrei qualcosa da dire, l'impostazione è molto americana, noi europei siamo abituati al filosoffeggiare e al motivare tutto mentre nella cultura anglosassone molto meno ad esempio:
le frasi barriera sono elencate come ragioni del falimento dell'ascolto attivo e stop, non si sta a rispiegare che anche consolare, ad esmpio, qualche volta, può esere una manipolazione orientata al far scomparire la manifestazione delle emozioni che ci mette al disagio il genitore... un quropeo lo avrebbe ripetuto a ogni giro di pagina... Ad ogni modo, non significa affatto che se applico Gordon non consolerò mai più mio figlio, ma piuttosto cercherò di comprendre se lo voglio consolare perchè non accetto il suo dispearsi!
bon, che papiro, pardon, è che mi tocca molto!
Gordon pronti partenza via!!!!!!!
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kida
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barbarab wrote:anzitutto preciso che il metodo gordon non deve essere applicato sempre e ovunque, Gordon identifica tre fasce di appartenenza:
- problema del figlio
- nessun problema
-problema del genitore
nella fascia nessun problema si può dire tutto, dal giudicare al suggerire ecc....
le altre due fasce sono molto diverse e hanno metodi di risoluzione diversi per adesso noi stiamo analizzando il metodo " problema del figlio" e devo dire che non solo io ma tutti al corso hanno trovato difficoltà a definire il problema del figlio perchè comuque come genitori si è coinvolti anche emotivamente nei loro problemi infatti per far funzionare l'ascolto attivo noi genitori dobbiamo usare queste accortezze
- dimostrare attenzione ad ascoltare ( se siamo impegnati o scossi dal problema del figlio è meglio rimandare)
- avere tempo a disposizione
- sentirsi distinti dal figlio ( il problema è suo)
-accettare le sue soluzioni
molto importante è non commettare questi errori duante l'ascolto attivo:
- esagerare con il sentimento
- minimizzare
-aggiungere cose che lui non ha detto
- interpretare
- ripetere a pappagallo ( un errore molto comune dei primi tempi )
-usare l'ascolto attivo per avere informazioni o per passare la tua soluzione
devo dire che secondo me per applicare ed imparare bene l'ascolto attivo bisogna associare il libro al corso , infatti sono presenti al corso due mamme che hanno letto il libro 3-4 volte ma non sono mai riuscite ad attuare al 100% l'ascolto attivo.
quello che leggo qui è esattamente ciò che leggo nel libro
perchè non mi dai un tuo parere personale?
il libro lo sto leggendo, lo so cosa dice
Migliaia di attimi, di ore e di giorni, milioni di azioni, un' infinità di gesti, di tentativi, di sbagli, di parole e di pensieri.E tutto per fare un unico uomo al mondo.
A un cerbiatto somiglia il mio amore.
David Grossman.
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kida
cosa dirti dal libro al corso io noto moltissima differenza, anzitutto ho una persona a mia disposizione che mi spiega, che mi chiarisce i dubbi, il corso mi sta mettendo in discussione mentre il libro no, prima di partire in quarta mi fermo, divido il giudizio dal comportamento e anche solo quei 5 secondi in cui mi fermo a pensare riesco a vederla dalla parte del bambino riesco a capire meglio il suo comportamento e perchè ; devo dire che già quello è un buon punto di partenza per me, ho capito che per certi problemi ci vuole tempo e non si può avere la presunzione di risolvere tutto in quattro e quattr'otto, cose magari scontate per altri ma per me assolutamente no.Scilla wrote:quello che leggo qui è esattamente ciò che leggo nel libro
perchè non mi dai un tuo parere personale?
il libro lo sto leggendo, lo so cosa dice
Ripeto sono solo all'inizio dobbiamo ancora affrontare il problema dei genitori ma già solo aiutare Andrea a dare un nome ai sentimenti, rispettarli e ascoltarlo meglio stà cambiando il nostro rapporto e questo per me è importantissimo, ho più consapevolezza dei suoi sentimenti e questo mi piace molto, devo dire che anche il confronto con gli altri partecipanti è molto utile mi arricchisce molto vedere che comunque tutti noi abbiamo dei modi di agire comuni anche se abbiamo figli di età molto differenti e realtà diverse, ma sull'educazione siamo molto simili.