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Re: Il costante massacro dei compiti

Posted: Sat Nov 07, 2015 7:07 pm
by Rie
A me i libri delle medie di mio figlio piacciono. Forse meno ricchi ma più attenti alla sperimentazione e alle nuove tecnologie.

Probabilmente non riesco a fare un paragone efficace tra adesso e allora, perché io ero secchiona e autonoma, mio figlio è fancazzista e va marcato stretto.
Resta però auspicabile che , specie da un giorno all'altro, il carico di compiti non sia eccessivo.

Tra pochi (e utili) esercizi e una caterva di esercizi la differenza può essere il rifiuto della scuola nonostante una partenza con ottime intenzioni, come descritto da Bibi per Eva.

Una domanda per trilli e le altre prof... una mia cara amica insegna alle medie e mi ha detto che più passano gli anni più i ragazzi sono (svegli ma) poco disposti ad applicarsi facendo fatica. .. e più i genitori sono portati a giustificarli, anche a sproposito. È lei sfortunata con le sue classi o è una tendenza che avete riscontrato anche voi?

Comunque quello che scrive trilli sull'attenzione ai ragazzi , rispetto alla selezione pura di un tempo, è molto bello.

Re: Il costante massacro dei compiti

Posted: Sat Nov 07, 2015 8:10 pm
by Laura
Madda il problema è che i ragazzi oggi hanno un milione di altri interessi, poi hanno ps, internet, wii e quant'altro
senza contare lo sport e la vita "sociale":io a 12 anni col cavolo che uscivo a sere alterne(solo la domenica e controllata!!)
Però questi ragazzi possono dare tanto, l'attenzione di cui parlava Trilli è importante.
Dobbiamo convincerli che non è vero che "tanto qualsiasi cosa faccio è uguale..."

I genitori sono un capitolo a parte: il tempo è sempre meno, le famiglie più complicate;
il difenderli e giustificarli sempre è, loro credono, una forma d'attenzione.
Sono sincera: io spesso preferisco fare leva sul ragazzo stesso, a volte ottengo maggiori risultati.

Re: Il costante massacro dei compiti

Posted: Sun Nov 08, 2015 1:02 am
by Trilli
Io ho l'impressione che il canale della parola scritta, che presuppone analisi e sequenzialità, sia faticoso per molti di questi ragazzi, cresciuti con le immagini, gli schermi, la simultaneità.
Bisogna per forza scendere a patti con il loro linguaggio. E per questo i testi non possono essere "ricchi" come lo erano i nostri. Però il docente deve metterci accanto altro: mappe, presentazioni, documentari, risorse sul web...

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