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Posted: Tue May 20, 2008 11:44 am
by Rie
b71 wrote:
Rie wrote: fare rumore al mattino del weekend nell'ora della colazione insieme (parliamo delle 10). Per i bambini è una festa, per il papà (dovrebbe essere) un rito silenzioso.


Madda, giuro che la prossima volta che mi succede
la stessa IDENTICA cosa penserò a voi e alla vostra casa.
Già mi sento meno sola nell'osservanza del "silenzio degli innocenti".
ahahah ahah

Il guaio è che gli innocenti spesso non hanno voglia di stare in silenzio ahahaha!

Lella... io faccio così, per la regola che non mi appartiene.
Pongo l'accento sul fatto che per papà è importante, porto ad Alex come esempio cose che gli danno fastidio (pur non essendo oggettivamente sbagliate) e invoco la cortesia verso il papà. Il silenzio degli innocenti è senz'altro nel numero (papà è molto infastidito se fischietti di prima mattina mentre bevi il latte ahaha! ... una fatica restare seria!)

Posted: Tue May 20, 2008 11:48 am
by Teresa
b71 wrote:Ci sono ambiti in cui io e mio marito non siamo diversi,
siamo OPPOSTI. Questo Leo lo sa, ha imparato a capirlo.
Quando io dico "lo dico a papà" non lo faccio per dare a mio marito
un compito che io non me la sento di svolgere, ma lo faccio perchò
ritengo giusto che Leo capisca che ci sono cose che alla mamma
vanno benissimo, e che invece al papà irritano profondamente.

.


Questo mi sembra perfetto, diciamo che mi corrisponde a tal punto che non ho ancora capito perche' non l'ho detto io ahaha ahha

Posted: Tue May 20, 2008 11:50 am
by chiaretta_1974
b71 wrote:
chiaretta_1974 wrote:rufy pure io urlo e a volte pure do loro uno scapaccione..e allora? mica siamo perfette..
pure io sono morbida, ripeto, ma quando lo faccio non mi viene in mente di dire: lo dico al papà...sono permissiva e punto, perchè credo che i bimbi debban poter comprendere che è una mia scelta esserlo e non un incapacità.
poi a volte sono pure incapace...vabbè, come tutti..


Ci sono ambiti in cui io e mio marito non siamo diversi,
siamo OPPOSTI. Questo Leo lo sa, ha imparato a capirlo.
Quando io dico "lo dico a papà" non lo faccio per dare a mio marito
un compito che io non me la sento di svolgere, ma lo faccio perchò
ritengo giusto che Leo capisca che ci sono cose che alla mamma
vanno benissimo, e che invece al papà irritano profondamente.

Ti faccio un esempio. Mio marito tiene moltissimo ai suoi cd di musica,
ma pure alle copertine, alle custodie in plastica. Ci tiene e basta.
Se Leo ne rompe una volutamente, se la rovina, se la spacca,
per me non è una cosa grave, nella mia scala le cose gravi sono altre.
Per la scala di valori di mio marito invece è gravissimo, proprio
per quanto ci tiene. "Lo dico a papà" mi serve a sottolineare che
la reazione di suo padre sarà diversa dlla mia, che dovrà aspettarsi
una sgridata. Non mi alleo con lui. Lo rendo attento sulla diversità.


Si in questo caso, nel senso che dai tu alla frase "lo dico al papà" è tutt'altra cosa.
Mi pare molto educativo che se danneggi un oggetto personale del papà (o di qualsiasi altro) si responsabilizzi sull'accaduto e venga aiutato ad avvertire il proprietario per scusarsi e se possibile rimediare.
E' un tipo di attenzione ottima, questa: "dobbiamo dirlo al papà, che hai rotto il suo cd" e magari farglielo dire da lui, come sa dirlo. Si insegna la sincerità ed anche la fiducia nel genitore cui "confessare" la marachella.

E come scrivi tu, anche che esistono diverse priorità per l'uno o l'altro genitore, priorità minori perchè sui valotri fondamentali si è concordi.