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Posted: Fri Jul 17, 2009 12:06 am
by Mokina
Rie wrote:Viola ha senz'altro ragione.
A una mamma si può solo augurare che le circostanze oggettive (prima fra tutte il bisogno di un secondo stipendio in famiglia) non siano tali da impedirle di fare la scelta che sente come propria nel profondo del cuore.
Una scelta che in genere, ambivalenze a parte, bene o male emerge.
Ho una cugina che ha scelto la carriera ed è una bravissima mamma.
Io ho scelto di escludere la carriera e sono una mamma sufficientemente buona :P
Se lei avesse accantonato le sue ambizioni per passare più tempo con i figli, o se io fossi stata costretta a lavorare full time (e non facendolo ho perso senza rimpianto alcuno occasioni di crescita professionale), saremmo state infelicissime.
Così siamo soddisfatte.
E anche il nostro ruolo di madri, il nostro tempo con i bambini, ne traggono beneficio.

In astratto, avrei potuto permettermi con qualche piccola rinuncia di stare a casa.
Infatti, quando sono passata da full time a part time avevo le dimissioni in tasca, per così dire, nel caso in cui il part time non mi fosse stato concesso.
Me l'hanno concesso.
E per quanto sia stato doloroso lasciare i bimbi fino alle 15 quando avevano dieci mesi, ho preferito tenere questo margine di vita "adulta-autonoma", anche in vista di anni di minor bisogno da parte loro.
Nel mondo perfetto, forse, sarei stata a casa fino ai 3 anni dell'ultimogenito e poi avrei ripreso a lavorare.
Ma scendere e poi dover risalire sulla giostra del mondo del lavoro l'ho ritenuto troppo pericoloso. Con il senno di poi, e la crisi che c'è stata, ho fatto bene.
Il dispiacere di non essermi goduta appieno la loro primissima infanzia è compensato da questo dato di fatto.
Scendere dalla giostra del lavoro pensando di ritrovarla poi lì ad aspettarti è da pazzi ed hai fatto sicuramente bene a rimanere in carrozza! La mia scelta è stata diversa ed oggi mi trovo in grande difficoltà, perche vorrei rimettermi in gioco, ma non so più se ne sarei capace e, soprattutto, se me ne verrà data da possibilità!
Sharazade wrote:Ciao Mokina!!
Purtroppo mi manca il tempo per leggere quello che hanno scritto le altre, quindi spero di non essere ripetitiva!!

Io ho un cucciolo si 2 anni e da quando lui è nato ho rinunciato al lavoro. Troppo stressante per tutti dare un senso ai turni, ai nidi, alle baby sitter. Sarebbe stato davvero troppo poco il tempo che avrei dedicato a lui, quindi io e mio marito non abbiamo rimpianti!

Sono rimasta a casa a fare la mamma, mi son goduta il mio pulcino ogni giorno e ogni minuto. Penso di avergli dato tantissimo, che non avrei potuto farlo se fossi andata al lavoro perchè, al contrario di quello che dicono alcuni, il giorno è fatto solo da 24 ore.

Certo ci son stati momenti in cui mi mancava la mia indipendenza, rimpiangevo il caffè con le colleghe (che quando stai a casa non stacchi mai, sei sempre in servizio!!). Per non parlare delle rinunce (per fortuna non troppe) economiche.

Comunque a settembre ricomincerò a lavorare, ma solo part time. In realtà lavrerò per mio conto quindi gestirò il lavoro nel tempo in cui il bambino sarà al nido. Penso farà bene a entrambi, a questo punto! Ora lui è pronto per scoprire il mondo...ed io son pronta a riprendermi le mie capacità professionali!
Quanto è mancato anche a me il caffè prima di cominciare la giornata o quello a giornata terminata dove si chiacchierava e ci si confrontava sulle reciproche "prodezze" lavorative!!!
Comunque sono d'accordo con te quando dici che la giornata è fatta di 24 ore e, con tutta la buona volontà, non credo che in due ore o poco più che si riesce a dedicare ai figli una volta smesso di lavorare la qualità sia sufficiente, nè per noi mamme, nè per loro cuccioli! Il tempo è essenziale e preziosissimo...
C'è poco da fare, come la giri e come la metti, l'unica soluzione valida a mio parere è il part time.
lavinia wrote:Io invece chiedo:per far carriera e' necessario dedicare piu' tempo di 6-8 ore al lavoro,con disponibilita' continua (senza interruzioni di vaccini,malattie,recite e visite)?
Secondo me si
E allora vi/mi chiedo:sarei felice di una parita' con mio marito che mi permettesse di non mancare mai al lavoro e fare le sue stesse ore lavorative?
Io no, sono felice di dedicare piu' tempo al ruolo materno/casalingo,non penso che il fortunato sia lui,che puo' permettersi 2 figli senza tracolli lavorativi,ma io,che posso lavorare ma anche uscire e godermi i figli,non farei a cambio se lui mi proponesse
Sono perfettamente d'accordo!
Il tempo che si riesce a trscorrere con i propri figli è una ricchezza che non è paragonbile ad alcuna gratificazione lavorativa...però perchè, allora, ne sentiamo così forte il bisogno?

Posted: Fri Jul 17, 2009 12:16 am
by Rie
Mokina wrote: Il tempo che si riesce a trscorrere con i propri figli è una ricchezza che non è paragonbile ad alcuna gratificazione lavorativa...però perchè, allora, ne sentiamo così forte il bisogno?
Secondo me perché la realizzazione come madri è potente, bellissima, esaltante benché faticosa. Ma è più ancorata all'universo della Cura, del donare e del donarsi. La realizzazione lavorativa è un... piacere più "egoista", in genere. Ci sono lavori che sono una missione, è vero. Ma anche quelli, in fondo, appagano e caratterizzano la pienezza dell'individuo. Singolo. La famiglia è un'altra cosa.
(Parere personale, eh!).

Posted: Fri Jul 17, 2009 6:05 am
by Paola
Secondo me NULLA è inconciliabile, basta trovare il giusto "mezzo" che soddisfi tutte le nostre esigenze e quelle dei bimbi o quelle che noi madri crediamo necessitino.

C'è chi pensa che la presenza della madre sia necessaria al suo primo passettino o alla sua prima parola, c'è chi pensa che sia meno importante la presenza che la possibilità di avere un agio economico che permetta alla famiglia di concedersi più "viaggi", più attività ludico sportive ecc... (perché rinunciare a lavorare è oggi spesso sinonimo di rinuncia anche alle vacanze piuttosto che al corso di nuoto o alla scuola di tennis), c'è chi crede che fino ai tre anni non ci si dovrebbe nemmeno chiedere se una madre debba lavorare perché per il bene del piccolo la risposta è un categorico NO, c'è chi è convinto che sia meglio una madre serena perché realizzata nel lavoro fuori casa che una madre casalinga disperata.

C'è tutto e il contrario di tutto.
Io ce l'ho un'amica avvocato di quelli superimpegnati, ha due figli, una carriera, il SUV e fa le vacanze da sogno, si dice felice e mi pare che i bimbi siano sereni cresciuti da nonne e tata d'oro, ho invece esempi di casalinghe o insegnanti che maledicono il tempo passato coi figli e sono perennemente isteriche.

Io per il mio modo di essere sto facendo benissimo, ho la fortuna di avere una nonna che si dedichi con amore a presenziare agli esordi che io mi perdo e sono pure fiera che a volte ci sia lei al mio posto perché fa parte del cerchio della fiducia di mia figlia e mio figlio, che contempla i suoi genitori ma tante altre persone che mi aiutano a crescerli e che hanno i miei stessi diritti di godere delle loro prime volte, che sono tante e tutte degne di nota.