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vinziana wrote:
poi tu parli di ritornare al cielo svuotata. certo, nei vangeli è scritto che alla fine tutti resusciteranno con il loro proprio corpo, come gesù, quindi i cristiani devono esimersi dal donare i propri organi, altrimenti poi come fanno? ma poi penso che proprio la religione cattolica, che si vanta di insegnare i valori più alti e nobili, come l'amore per il prossimo, poi si tira indietro giusto nell'atto più sublime di amore: dare la vita agli altri.
non ci sono indicazioni contrarie alla donazione di organi.
almeno da questo punto di vista c'è stato dell'aggiornamento nei dogmi della chiesa (e nemmeno per la cremazione che ti porta in cielo ancor meno che svuotato...polvere eri e polvere ritornerai)
lui 31 agosto 2000 lei 21 dicembre 2003 noi 27 settembre 1997 Perdoniamoci le volte che non siamo stati noi quando c'erano le lotte dei tuoi sogni contro i miei. ma dimmi dove sei così ogni tanto mi oriento se non ti incontrerò ti cercherò tutto il tempo se mi sorriderai ritroverò l'entusiasmo e quel giorno non mi perderai più. non è farina del mio sacco ma di quello di franco fasano
Anch'io sono favorevole alla donazione ed ho espresso la mia volontà a 18 anni, giro con il foglietto nel portafoglio e tutti sanno come la penso, anche che voglio essere cremata e mi piacerebbe che le mie ceneri fossero laciate andare in un giorno di Bora (arriverei lontano eh!)
Ammetto però una mia remora, che a pensarci trovo stupida: mi fa un non so che l'idea di donare il mio cuore, e se mantenesse dentro di sè il ricordo di ciò che più ho amato??
Da questo e dalle vostre parole mi è scaturita una domanda, ve la lascio qui così come è nata perchè non ho trovato risposta: se da una parte noi favorevoli diciamo e pensiamo che i nostri organi dopo morte non ci serviranno più, non saranno più nostri, saranno soltanto dei pezzi di ricambio, perchè poi parliamo di continuare a vivere, di fregare in parte la morte donando gli organi stessi? Che cosa ne pensate?
Polly wrote:L'unica perplessità che avrei non riguarda me stessa, ma i miei figli. Se avessi un figlio in certe condizioni e dovessi decidere cosa fare confesso che avrei dei seri turbamenti.
Perché di fondo credo ai 'miracoli' e ci spererei fino alla fine, e oltre.
faccio mie queste parole.
ho letto e varie risposte ieri e tra me e me pensavo che finché si tratta dei miei organi, della mia vita non ho dubbi, nel momento in cui non ci dovesse essere più attività cerebrale MIA sarei chiaramente favorevole all'espianto.
ma se si trattasse di un mio figlio non posso rispondere ora, adesso mi verrebbe solo da dire che lo terrei con me più tempo possibile, spererei fino alla fine in un miracolo e non penso che me la sentirei mai di dire "ok, staccate la spina".
ripeto se si trattasse di me non avrei remore, ma un figlio non so, non credo che ce la farei.
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)