"Non lo dire alla mamma"

Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.

Moderator: Paola

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ariannasissy
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Post by ariannasissy »

Paola M. wrote:
Grazie Lucilla, lo so che voi nonne mi adorate quando vi difendo! ghghghhg

Tu non ci difendi,constati........ahahahah
A casa dei miei genitori si ragionava proprio cosi' e io l'ho messo in pratica con i miei figli
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Enza 52
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Post by Enza 52 »

Invece da me il contrasto nelle nostre posizioni educative, è spesso stato ritenuto causa prima, della vivacità incontrollabile di mio figlio.
Certo, dando alle differenti posizioni, la tua chiave di lettura, parrebbe un valore aggiunto, ma nel nostro specifico, purtroppo non ha portato in una direzione produttiva.
Forse almeno in quello ci vuole univocità, cioè nel rispettare l'opinione dell'altro riflettendoci.
Aforismi da "Criminal Minds"

A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.

ISAAC ASIMOV
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Paola
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Post by Paola »

viola 52 wrote:Invece da me il contrasto nelle nostre posizioni educative, è spesso stato ritenuto causa prima, della vivacità incontrollabile di mio figlio.
Certo, dando alle differenti posizioni, la tua chiave di lettura, parrebbe un valore aggiunto, ma nel nostro specifico, purtroppo non ha portato in una direzione produttiva.
Forse almeno in quello ci vuole univocità, cioè nel rispettare l'opinione dell'altro riflettendoci.
Ma riflettere non vuol dire rinunciare alla propria idea.
Io lo trovo proprio diseducativo, mi viene in mente un episodio della mia adolescenza con un'amica..

Una sera passai a chiamarla, avevamo 15 anni circa, prima di uscire passò in soggiorno a salutare il papà e questi cominciò a sgridarla per come si era vestita e lei, sapendo che la mamma approvava si era rivolta guardandola negli occhi, dicendole con aria di sfida: dì la verità, la pensi anche tu così? La mamma abbassò lo sguardo e rispose di sì per non contrastare il padre.

Io ne uscii pazza e mi misi in mezzo alla discussione, ricordo questa mia amica esterefatta per come contrastavo suo padre e come spronavo la madre a non dire bugie, che il vestito l'avevamo scelto insieme e che non doveva cedere ad un discorso maschilista. Niente, furono irremovibili, io fui rispedita a casa mia e questa mia amica costretta a non uscire.

A casa mia non sarebbe mai successo, mia madre avrebbe fatto ragionare mio padre, una discussione infinita e avrebbe vinto il buon senso. Uno scoglio furono gli orari di rientro alla sera. Per mio padre era assurdo dare un orario, finché c'era allegria io dovevo fermarmi, con coscienza, con responsabilità, ma senza un diktat, per mia madre era fondamentale dirmi urlando epr le scale: prima delle dieciiiiiiiiiiiiiiiiii. Morale, io non sono mai rincasata ad orari folli, ma non per le urla di mia madre, ma perché sapevo di non dover deludere mio padre che si era schierato dalla mia parte, volevo che lui potesse dire a mia mamma: vedi? avevo ragione io a lasciarla libera.
Oui, Je suis Zizzià.
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