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Posted: Tue Feb 21, 2012 2:49 pm
by la Martina
sui nonni quando ci sono. Altrimenti è una repubblica fondata sul 'settimo arrangiarsi'

Posted: Tue Feb 21, 2012 2:56 pm
by marte71
Lupina wrote:I figli sono una minaccia, perché rappresentano il futuro.
Guardandoli negli occhi, vediamo solo lo specchio dei nostri fallimenti: lasciamo loro un mondo sporco e pieno di immondizia, dove vivere sarà impossibile perché non ci sarà lavoro e le risorse si azzereranno.

Il futuro non esiste più da tempo, e fa paura persino parlarne.
no ecco, questo non lo riesco a pensare e vedere nemmeno nella bruttura peggiore di questi anni.
tendo più a vedere i cambiamenti e tutti i piccoli e grandi passi fatti negli ultimi 50 anni, come diceva enza.

parto dal presupposto che negli ultimi 10 anni sono state fatte più scoperte scientifiche che in tutta la storia dell'uomo, e questo mi da la misura di ciò che l'essere umano può fare. tanto, tantissimo.
sono fasi storiche, ma si può guardare avanti. anzi, si DEVE, per dare una speranza ai nostri figli e per far si che tutti i problemi che sono stati superati, non siano stati vani.

Posted: Tue Feb 21, 2012 2:59 pm
by Robbina
Argomento che tocca molte famiglie, io mi metto in prima fila, posso parlare della mia esperienza.
Quando ho avuto Laura abitavo a Biella la mia città, li proprio a due passi da casa avevo i genitori del mio ex marito, quindi non ho mai avuto problemi. Purtroppo il nostro matrimonio non è andato bene ma questo è altro argomento.
Quando ho conosciuto il mio attuale compagno, lui lavorava a Modena io a Biella, per qualche anno abbiamo fatto i pendolari, poi l'ho raggiunto, qualche anno dopo abbiamo avuto Domenico, consci delle difficoltà, io i miei non li ho, lui li ha a Roma, finita la maternità dovevo rientrare, anche se avevamo fatto richiesta per il nido, purtroppo per esubero non lo hanno preso e i soldi per una baby-sitter non c'erano, quindi li la triste decisione di mandarlo a casa dei nonni per un periodo che è diventato lungo, per me eterno, aveva solo 14 mesi ed è rimasto a Roma fino ai 2 anni compiuti età in cui son riuscita farlo entrare al nido. Prendevo il treno il venerdì pomeriggio e tornavo su la domenica, questo lo facevo solo una volta al mese di più non avrei potuto. In quell'anno ho girato gli uffici del comune da cima a fondo, ma le risposte erano sempre le stesse non c'erano posti negli asili, al lavoro non mi agevolavano " se ti va bene è così altrimenti licenziati" intanto Domenico cresceva e io mi stavo perdendo tutto. Non vi dico i pianti che ho fatto, anche con lui, che dopo un anno non mi conosceva abbastanza per giocare, stare in braccio o dormire con me. Finalmente è finita, certo non posso dir grazie alle strutture che non mi hanno mai aiutata