Posted: Thu Apr 02, 2009 10:51 pm
MariannaMJ wrote:allora faccio una domanda seria: è vero che posso iscrivere mia figlia nella circoscrizione dei nonni?
se sì, vale anche per bimbi fuorisede (residenza in Abruzzo e tra un pò la sposto a Riano)?
questa ve la voglio raccontare, la rabbia da ieri mi è un pò passataRoberta wrote:si, ma hanno la precedenza i residenti
(anzi, ho deciso di arrabbiarmi in generale di meno, fosse la volta buona che cambio vita-ma ieri pomeriggio credo mi stessero scoppiando le coronarie)
allora, chiamo l'ufficio nidi della XVIII per avere un chiarimento sulla compilazione (indirizzo della bambina: non sapevo se andava messa la residenza-per noi due in Abruzzo-o il domicilio-Roma)
mi sento rispondere "signora mia, ma la bambina DEVE essere residente a Roma"
io "sta scherzando? il bando dice chiaramente il contrario" (leggete qui: http://www.comune.roma.it/was/repositor ... miglie.pdf )
Riporto:"Possono essere iscritti tutti i bambini presenti temporaneamente nel Comune di Roma, anche se privi della residenza, in relazione alle vigenti norme internazionali, nazionali e regolamentari."
l'impiegato:"eh,signora mia,ma almeno un genitore deve essere residente"
io "lo è il papà"
lei "allora deve risiedere col papà"
io "i minori per legge seguono la madre, NON può risiedere col papà. A parte ciò, il bando è scritto in italiano e a me quelle tre frasi lì mi sembrano applicabili al mio caso. Sa che se chiamo in causa il comune vinco io??"
lei "le passo il dirigente responsabile"
la dott.ssa Iafrate,dirigente preposto, non mi ha MAI risposto.
Quella frase sopra riportata si applica agli stranieri.
O si sarebbe applicata a noi se io fossi stata romana e Marco abruzzese.
Mia figlia è domiciliata a Roma, è nata a Roma, ha il pediatra a Roma, ha la mamma lavoratrice dipendente che paga le tasse a Roma, iscritta alla ASL RM E, il tutto certificato da ASL e CAF per l'ISEE e invece...Aurora non ha diritto ad accedere al nido comunale.
Pensavo mi sarebbe dispiaciuto andare via da Roma, ma mi rendo conto che questa città mi sta sempre più stretta.
Città che ho adorato da studentessa universitaria ed ancor prima da turista.
Ma che ho cominciato ad odiare da lavoratrice (quando il traffico ti annienta la vita fuori dall'ufficio, se questo ti richiede già molto impegno), da convivente (quando abbiamo capito che una coppia giovane come noi non si sarebbe mai potuta comprare un casa neanche in una periferia collegata male), e adesso da mamma.
Che amarezza