Dona wrote:
Ho avuto paura anche di stare sola con mia figlia.
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marte71 wrote:infatti jenny, è ciò che penso anche io. però credo anche che se una donna o uomo che sia, non ha dentro di sè quel qualcosa di torbido, passatemi il termine, non può arrivare a questo. a far del male a un bambino! qual'è la molla porcaccia miseria che mi fa guardare mio figlio mentre soffoca nell'acqua sotto il peso della mia mano...
lory76 wrote:l'immensa disperazione che in quel momento attanaglia il cervello e il cuore di quella povera mamma, e' tutta lì la molla, la disperazione. Ma quella vera , quella che ti fa perdere il controllo con la realta'.
Io ho passato dei momenti come li ha passati dona, ho avuto paura di stare da sola con mia figlia....
Non ho il coraggio di uccidere una mosca e non ho dentro di me nulla di torbido.
Ma quando hai la disperazione in corpo e nell'anima non pensi a quanto la vita sia meravigliosa e di conseguenza anche la vita di tuo figlio in quel momento non e' un regalo meraviglioso.
Comunque quello che sento di dire a chi non concepisce queste tragedie e' che se non la si e' mai provata non si puo' nemmeno lontanamente capire cosa si passa.
io non ci avrei pensato due volte a spararmi un colpo in testa se ne avessi avuto la possibilita', pur di porre fine a quella disperazione e a quello stare male che non aveva fine.....
non giudicate, ma state vicino a chi ne soffre....
marte71 wrote:ma io non sto giudicando, sto solo cercando di capire. vedi tu dici che non ci avresti pensato due volte a spararti un colpo in testa, che per me equivale a scappare lontano. cioè il gesto sarebbe stato rivolto contro te stessa, non contro i tuoi figli. è fondamentale per me la differenza. e non è perchè in quel momento non si capisce quanto la vita sia meravigliosa o il dono che ti è stato fatto (verissimo per altro), ma proprio perchè non si è in grado di far del male...
lory76 wrote:marte il mio " non giudicate" e' generico, non rivolto a te e a nessuno di preciso.
Per me dire che sarei riuscire a togliermi la vita e' diverso, ma diverso anni luce, dal tuo scappare, per me scappare non era la soluzione, perche' io stavo male dappertutto, non e' che se fossi andata a 100 km, il mio disagio sarebbe sparito.
Io , dicendo quelle parole intendevo dire che mi sarei sparata un colpo pur di non vivere piu' quelle tremende sensazioni che provavo e che erano legate alla paura di stare con mia figlia, perche' ero consapevole di poter peredere il controllo di me stessa, capivo di poter avere delle reazioni aggressive.
Forse la differenza, come ha detto dona e' arrivare fino sull'orlo del baratro e capire che bisogna tornare indietro, che e' un minuto compiere l'irreparabile.
Forse lì c'e' la differenza, nella mamma che si accorge per tempo, nell'arco di pochi giorni, di vivere un disagio e di chiedere aiuto e soprattutto di ESSERE CAPITA E DI RICERVERLO ,l'aiuto chiesto.
lory76 wrote:Pure io non ci arrivavo fino in fondo, poi quando l'ho provata sulla mia pellaccia ho capito e come se ho capito che le madri che uccidono i loro piccoli non sono delle assassine, ma donne malate lasciate sole nel loro incubo infernale notte giorno e giorno dopo giorno nel cervello non resta che la follia.
viola 52 wrote:siete molto fortunate oggi la malattia si riconosce e si cura, a me è capitato con i primi 3, con la prima non ve lo sto neppure a raccontare ma dopo 7 giorni dalla sua nascita mio marito è ripartito per il militare non di carriera di leva, allora c'era anche questo. manu è nata il 22 dicembre, a 1/2 notte del 31 stavo allattandola e intanto piangevo a dirotto, con marcy è andata meglio, avevo delle splendide vicine che mi hanno aiutata molto, ma con guido 26 anni fa ho toccato il fondo, e confesso che talvolta lo pensavo morto e mi sentivo tremendamente in colpa, mi sentivo in colpa perfino quando stavo con mio marito, dopo andavo vicino alla culla e mi pareva di averlo tradito. o che aveva smesso di respirare. vi assicuro che è stato veramente dura non credo neppure di esserne uscita del tutto, con lui non ho avuto un rapporto facile, infatti si è rivelato un bimbo difficile ed ancora peggio un adolescente difficile, oggi a distanza di tempo focalizzo meglio ciò che mi stava capitando e mi dico che è andata bene a me e a mio figlio che per fortuna è un po scavezzacollo ma tutto sommato è un bravo ragazzo.
cito solo gli interventi che ritengo più significativi per la mia esperienza...
scappare, volersi uccidere, temere di poter far del male al proprio bambino sono reazioni diverse ad un disagio simile, secondo me.
Il discrimine sta nella diversità di ogni persona, del suo vissuto e della situazione concreta che vive in quel momento.
Io ho avuto tanta, troppa paura di far del male a mio figlio e a me stessa. Non ho mai avuto l'intenzione, la voglia o il desiderio di queste cose ma non riuscivo a fidarmi di me stessa. Per un primo periodo mi rifiutai di stare sola con leonardo. Avevo paura di sbarellare, di perdere il controllo. Ogni volta che mi avvicinavo ad un coltello o ad un balcone mi assaliva il terrore e pensavo "oddio e se adesso sbarello e lo accoltello o lo butto di sotto" e così mi ritraevo immediatamente dalla situazione e cominciavo a tremare.
Queste paure erano così frequenti che ho dovuto ricorrere alla psicoterapia, dovevo sapere se ero un pericolo per me stessa e per mio figlio. La psicoterapeuta mi confortò e mi disse che avevo solo bisogno di avere più fiducia in me stessa, come donna e come madre. Io però continuavo a non fidarmi. Poi ho cominciato ad avvicinarmi di più alle mie emozioni, senza cercare di dominare i pensieri negativi ma solo ascoltandoli.... prendendoli per ciò che erano, pura fantasia, elucubrazioni mentali, echi delle mie insicurezze ataviche. E piano piano sono spariti. Il terrore che mi attanagliava all'idea di stare sola con mio figlio ha allentato la presa fino a scomparire.
Oggi sono una donna e una madre serena. Resto molto sensibile a queste notizie, a queste donne che uccidono i loro figli. Perché ho avuto troppa paura di poter essere una di queste. Non ce la faccio, però, a considerarle assassine, non ce la faccio nel mio cuore perché, nonostante la pena che provo per quei cuccioli uccisi, percepisco la disperazione, il vuoto, la solitudine, il buio di queste madri.
"Rinnegare le proprie esperienze significa mettere una menzogna sulle labbra della vita" (Oscar Wilde - De Profundis)
Ho un cervello, so sillabare. Aderisco alla campagna per eliminare il linguaggio da sms dal Forum
Un solo raggio di sole può rischiarare centinaia di ombre
Dammi il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare; la forza per accettare le cose che non posso cambiare; la saggezza per capire quali sono le une e quali le altre