Fantastica verità!!vavi wrote:Ma tuo figlio non sei tu (lo dico sorridendo teneramente giuro).
Io sono ancora sconvolta per quanto forte sia la differenza tra me e alex (Fede mi somiglia molto di più).
Ma sinceramente, se c'è un punto doloroso nel proprio vissuto di figlie, ed esistono mille modalità per insegnare il "lato buono" della competizione... oltre a mille altre persone che possono insegnarlo (il papà, l'allenatore di judo, i maestri)... perché mai, nel dubbio di far male, si dovrebbe per forza usare questa modalità che non appartiene?
Chiaro, è soggettivo.
Ma ci sono cose soggettive che fanno male, e il solo DUBBIO (nemmeno certezza) di replicarle porta al totale rifiuto.
Un beneficio nel forzarmi io lo non vedo... forse grazie al comodo dualismo di ruoli con mio marito: la lotta è settore suo ahahaha!
