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Posted: Sat Feb 19, 2011 10:59 pm
by kida
Rie wrote:Ecco, invece io non applico Gordon ma QUESTO spunto di Gordon sì.
Alex è un genietto per soluzioni ai conflitti intelligenti e pratiche.
Anzi... dopo che le ha partorite mi fa sentire un'imbecille perché non ci ho pensato io

(probabilmente perché troppo agitata nel gestire il conflitto e dominare la collera).
Ciò detto, leggo sempre i tuoi aggiornamenti con interesse, Barbara.
Sono molto contenta per voi e per questo percorso in cui ti ritrovi così tanto.
invece Andrea come soluzioni mi chiede pistole laser, lo so è ancora piccolo crescendo avrà un modo suo per risolvere i problemi.
ti ringrazio per il tuo interessamento, :red: lunedì con calma metto il corso di oggi adesso è tardino e metto a dormire la pulce :bacio:
Posted: Mon Feb 21, 2011 9:35 am
by kida
eccomi donne come promesso aggiorno sull'incontro di sabato.
abbiamo parlato dei messaggi in prima persona, che strano io con i bambini dico sempre
" la mamma è felice, triste, " non so perchè mi veniva così invece ci ha spiegato quanto sono importanti i messaggi in prima persona
" io sono felice , triste..." abbiamo già iniziato a lavorarci.
abbiamo parlato dei messaggi nell'area non problematica che si dividono in
- Positivi: senza giudizio o aspettativa, servono a sottilineare il comportamento positivo del figlio
-Dichiarativi esprimere le nostre idee
-Preventivo servono per dare delle info e metterli in condizione di soddisfare i nostri bisogni es. stasera mi serve la macchina, oppure ho bisogno di stare un pò da solo
cosa strana, nel gruppo nessuno riusciva a fermarsi al positivo ci immaginavamo la scena e vedavamo subito il problema del figlio che non ascoltava i nostri messaggi.
abbiamo iniziato a parlare dei messaggi di confronto cioè quando i genitori hanno un problema,
i messaggi di confronto :
-provacare un cambiamento nel figlio
- usare un tono di voce basso e non usare appellativi
- non mettere a rischio la sua autostima
e qui tornano in gioco le barriere del dialogo dette in precedenza, non bisogna usarle perchè non sono di stimolo al figlio per fargli cambiare comportamento, per superare la barriere si usano i messaggi in prima persona di confronto.
sabato approfondiremo i messaggi di confronto.
abbiamo fattoun gioco che mi ha fatto riflettere, la coordinatrice ci ha chiesto di scrivere su un foglio 3 aggettivi per descrivere noi stessi, che potevano essere anche pregi e difetti e ho notato che la maggioranza ha fatto fatica a trovare un pregio o un aggettivo positivo, alcuni addirittura si sono dovuti sforzare, e parlandone dopo molti hanno detto che è più facile scrivere i negativi perchè ci vengono fatti notare spesso, allora il mio pensiero è stato
ma se noi adulti fatichiamo a trovare in noi un positivo che messaggio passiamo ai nostri figli ??????
Posted: Tue Feb 22, 2011 11:26 am
by solesol
barbarab wrote:
ma se noi adulti fatichiamo a trovare in noi un positivo che messaggio passiamo ai nostri figli ??????
Ho letto con interesse l'aggionamento, grazie!
Quoto questa frase, che trovo sacrosanta e che mi affligge da molto...
C'è un aspetto in particolare collegato alla frase che hai scritto che mi turba, ed è quello del riconoscere i propri bisogno come legittimi.
Ti faccio un esempio:
"sono stanca, non ho voglia di giocare adesso"
Il mio impulso è quello di sentirmi una mamma "stronza" (autogiudizio negativo) che non accetta il sacrosanto bisogno di giocare con me di mio figlio e invece di cercare una soluzione che va bene a tutti e due finisco per giocare con lui per senso di colpa... quando poi ci ripenso a posteriori mi rendo conto che è sciocco ma il mio agire di impulso arriva sempre prima del mi analizzae la situazione diciamo con lucidità
E' l'alto livello di autoconsapevolezza che richiede l'approccio di gordon che per me è così difficile...
lo so, il punto forse è proprio lavorare su se stessi... più facile a dirsi che a farsi!