mi accodo al pensiero di She perchè mi ritrovo in diverse cose.Sheireh wrote:Ho atteso fino ad adesso a leggere, e sto scrivendo con molti dubbi. Perché non so nemmeno io, se mi sento tra voi o se dovrei sentirmi "fuori" per pudore perché dovrei considerarmi ben fortunata e senza tanti pensieri per la testa... ho paura di essere di troppo.
Io una figlia ce l'ho, ed è arrivata così in fretta che sembrava tutto così naturale, così giusto.
E la follia della ricerca del secondo... una follia che continuo a considerare tale forse proprio perché la sento sfuggire, mese per mese, nonostante questi mesi non siano ancora arrivati ad avere 2 cifre, ma che *sento* diventeranno così... perché? Non lo so, sono arrivata a convincermi che la Natura, la Grande Madre, non mi permetta di avere un altro figlio perché non lo merito. Perché non sarò in grado di essere una buona madre per 2 figli insieme. Perché ho sempre detto che MAI più di un figlio e ora lo devo pagare.
Anche questa è follia, certo.
Com'è follia non riuscire più a ricercare il corpo di Marco se non nei giorni "giusti". A ricercarlo quando *bisogna* nonostante il virus di turno, o la stanchezza, o il dubbio di star facendo la cosa giusta... ma perché "buttare via" un mese che potrebbe essere quello giusto? E un mese l'ho anche più o meno fatto, con l'idea del "tanto se deve capitare... capiterà", ma sapendo anche in realtà che non sarebbe capitato, il mio corpo avrebbe reagito con il suo ticchettare regolare, 13 giorni e mezzo dopo quel dolore da ovulazione.
Ed è follia l'idea di avere sul tavolo gli integratori da prendere... e rendersi conto che nella dimenticanza di quasi ogni sera, sotto sotto, c'è una decisione, una decisione altrettanto folle, che si racchiude in un "finché non so che funziona, non faccio nulla per farlo funzionare".
Non passa giorno che mi chieda se sto facendo la scelta giusta. Non passa giorno che non mi chieda se è tutto un modo che la Natura ha per convincermi a lasciar perdere. E non passa giorno che senta il magone crescere in gola all'idea di non poter stringere ancora un fagottino puzzoso di latte. Di sapere di potersi mettere in gioco di nuovo, come se "avessi già dato" e l'occasione fosse ormai perduta.
Come se avessi dovuto gustarmi di più quel treno di cui parli, Ginger, e che il mio biglietto fosse per una sola fermata, perché dovevo pensarci prima a prendere la prenotazione giusta.
E da un lato mi sento stupida, e indelicata.
Perché il tempo passato è poco.
Perché c'è la consapevolezza che dovrebbe bastare beccare quel 25% di fortuna nel giorno esatto, e che è probabilmente nel nostro caso è solo - appunto - fortuna.
Perché l'orologio biologico è ancora abbastanza dalla nostra parte, ma io lo percepisco già al limite.
Perché Arianna non è ancora grande, ma io mese dopo mese la sento crescere troppo per poterla pensare sorella COSÌ maggiore.
E non riesco a capire se sono futili capricci della mia mente, oppure mie assolute verità.
Detto questo... spero di non "pesare" troppo in questa banchina in attesa, perché forse dovrei accontentarmi di stare nella sala d'aspetto...
però ci torno domani con calma.
ora devo scappare.
e l'argomento è importante e sentito, non voglio limitarmi a quotare o a esprimere un pensiero frettoloso.
ci torno, spero di fare ancora in tempo, che la discussione non sia già andata troppo oltre come a volte capita e io non mi sento più adeguata a rispondere.

