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Posted: Wed Mar 30, 2011 1:09 pm
by Sheireh
LauraDani wrote:aggiungo che far piacere agli adulti che ti amano non mi sembra in sè un assoluto negativo
anche io faccio cose che non amo alla follia per far piacere a mio marito
penso che il voler compiacere i propri genitori sia un motore potente nella crescita di un bambino
Sì e no.
Perché da un lato si rischia di entrare nel circolo vizioso di spingere il bambino a fare le cose che non comprende per il bene che vuole ai genitori, ed è un atteggiamento sbagliato da "insegnare".

Tu come adulta hai la possibilità di SCEGLIERE se fare una cosa che ti scoccia per il bene che vuoi a tuo marito, i bambini possono rischiare di sentirla come necessità per dimostrare a noi genitori che ci vogliono bene e a sentirsi in difetto affettivo se non ci riescono.
laste wrote:non e' che non mi sognavo di dire che schifo per paura della nonna (c he era una nonna buona, un pezzo di pane anzi di polenta ahah), ma perche' la cena era uguale per tutti
non riesco a spiegarmi
Ma se tu ti fossi rifiutata di mangiare? Non dico chiedendo altro, ma se tu avessi detto "Oddio, ancora 'sta roba, a me non piace, faccio a meno di mangiare" e avessi appunto fatto a meno e aspettato il pasto del giorno successivo senza farti problemi? Loro te li avrebbero fatti o ti avrebbero detto "Vabbè, fai a meno, non morirai per una cena in meno"?

Posted: Wed Mar 30, 2011 1:14 pm
by LauraDani
Sheireh wrote:Il fatto che tu non ti "sognavi di dire che schifo" (quindi fossi un soggetto passivo, non avendo possibilità di esprimere la tua opinione, pena - immagino - un qualche tipo di castigo) non ti fa rabbrividire al pensiero di come eri sottomessa e di come fossi succube? Vorresti davvero che anche i tuoi figli fossero così nei tuoi confronti?
mah
io neppure non mi sognavo di dire: "che schifo", benchè nessuno mi abbia mai obbligata a forza a mangiare qualcosa
ma mia madre cucinava la cena, ugale per tutti, e quello si mangiava
se a me facevano schifo i fagiolini (cosa nota) nessuno mi obbligava a mangiarli, e si prevedeva un'alternativa, ma se quella sera mi girava che non avevo voglia di mangiare che so, la pasta al sugo (che normalmente mi piaceva), pace e amen, erano affari miei
che saltavo la pasta ma non avevo alternative, passavo al secondo, e mangiavo meno degli altri dunque
non ci vedi nessun insegnamento positivo in questo?

io penso di avere imparato che ogni scelta ha una conseguenza
che non ci sono solo io, ma eravamo un gruppo di 5
che le mie esigenze ci sono, ma anche quelle degli altri 4 non erano meno importanti (tra cui le esigenze di mia madre, di non impazzire a servire 5 cene diverse)
che a volte bisogna venirsi incontro (a volte gli altri vengono incontro a te, quando non ti piacciono i fagiolini e ti preparano un'alternativa, a volte no, e tocca a te fare la "piega")
che non sempre si può mangiare quello che vorresti in quel momento

davvero, non vedo solo traumi...

Posted: Wed Mar 30, 2011 1:16 pm
by Anto 59
Sono anni che ,quando andiamo in vacanza nei villaggi dove si mangia a buffet spieghiamo e facciamo di conseguenza''prendi poco,lo assaggi,se ti piace ne prendi ancora,non riempirti il piatto per poi avanzare'' ebbene Giorgio ormai ha 16 anni ma davanti a tutto quel ben di Dio non resiste ,noi continuamo chissà forse prima o poi....