(intanto che non ci sente, POLEMICONA come è Ale-nostra non avreste MAI potuto mentirle o uscire compatti se non eravate d'accordo, v'avrebbe massacrato di polemiche ahhaha)ariannasissy wrote:Tu non ci difendi,constati........ahahahah
A casa dei miei genitori si ragionava proprio cosi' e io l'ho messo in pratica con i miei figli
"Non lo dire alla mamma"
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Oui, Je suis Zizzià.
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Un pizzico di opportunismo questo, dai! ahaha!Paola M. wrote:Che poi Enza, penso a me e mio marito quando non siamo concordi su un punto, dialetticamente ne uscirei sempre io vincente ma di fatto i miei figli stanno sempre dalla parte di chi dà loro ragione!!!
Per quanto riguarda me, in astratto ti do torto ma nei fatti ti do ragione: come genitori siamo spesso in disaccordo, nessuno dei due intende "convertirsi" alle posizioni dell'altro, i bambini lo vedono, ma in qualche strano modo l'equilibrio c'è lo stesso. Certo, lo ammetto: ci sono un po' più di discussioni perché in casa nostra il limite va saggiato, in una curiosa dialettica a quattro ahaha!
Sui nonni, compresa la suocera che proprio non è il mio tipo ideale di educatrice, ero più intransigente e possessiva quando alex e fede erano piccolissimi, ma da diverso tempo cedo spazio volentieri, anche per quello che non condivido, perché è "cosa loro".
Mia madre a volte si fa degli scrupoli e quando tiene i nipoti mi telefona per chiedermi il permesso di violare qualche regola di casa nostra. Io le dico: "con i nonni vale... anzi, farò finta di non saperlo a meno che i bimbi non me lo spiattellino" :grsm:
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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Margebouvier
Io pure pensavo che avere un'unica linea educativa fosse meglio, ma leggendo Kohn (e riflettendoci su) mi sono ricreduta e mi sento di quotare Paola, perchè il mostrarsi in disaccordo (con i dovuti modi se possibile) non solo ti rende vero, ma mostra al figlio che i dissidi si possono superare, che si possono avere opinioni diverse pur amandosi, che una coppia, una famiglia, una persona vera è fatta anche di questo, e incoraggia anche il figlio ad esporre le proprie eventuali diverse opinioni.Paola M. wrote:Che ognuno deve essere se stesso, che pensarla diversamente è una ricchezza, che mentire ai bambini per uscire compatti è non avere rispetto per la loro persona, che a volte si sbaglia e l'altro genitore non deve assolutamente stare dalla parte dello sbaglio, altrimenti il bambino non capirà MAI dove sta l'errore e penserà di avere sempre torto.
E' una musica a mio avviso VECCHIA, quando si pensava che l'educatore dovesse essere infallibile altrimenti il bambino non avrebbe avuto riferimenti, invece l'educare è fallace, si mette in discussione, educa SOLo educandosi.
Se c'è una cosa che ho imparato da entrambe i miei genitori è che li potevo contestare, che dovevo lottare contro le ingiustizie e non dovevo per forza sedermi sempre dalla parte della ragione. E' successo che mio padre si incazzasse e mia madri gli chiedesse di riflettere perché stava sbagliando, è successo che mia madre mi dava divieti assurdi e che mio padre, discutendone con lei li togliesse, e ne discutevano davanti a me.
Ho capito che tutto è in discussione e che le buone ragioni vanno sempre portate avanti. Sono certa che se fossero usciti compatti "contro di me" non avrei MAI maturato le capacità dialettiche e di sviesceramento che mi ritrovo, non avrei mai lottato strenuamente per le mie idee (a che sarebbe servito se tanto avevo sempre torto?). Ho maturato un grande rispetto per l'autorità proprio eprché non era assoluta ma democratica.
Spero di riuscire nello stesso intento coi miei figli.
Per il resto io ne facevo più un discorso di timore di non distinzione tra segreti (e persone) buoni/e e cattivi/e non mi sono sentita contro le nonne.