Posted: Sun Jan 18, 2009 1:00 pm
lunetta wrote:Vorrei postarvi una cosa sulla carne bianca.
Io sono molto tollerante nella mia scelta vegetariana. Non è per imporvi nulla, solo per farvi leggere una cosa interessante e che pochi sanno.
Vi prego di rifletterci, poi siamo tutti liberi di farele nostre scelte.
I vitelli "da carne bianca" sono cuccioli che vengono strappati dalla madre nei primi giorni di vita, con inevitabile strazio della vacca, chiusi in box talmente piccoli da non permettere loro alcun movimento, per evitare che la massa muscolare si sviluppi, e nutriti fino al giorno della macellazione (intorno al sesto mese di vita) con una dieta priva di ferro affinchè la carne rimanga bianca.
I conigli vengono allevati in gabbie di metallo di dimensioni molto piccole, riducendo lo spazio vitale al limite minimo. Per la sua natura schiva e molto timida necessita di una tana in cui rifugiarsi. Negli allevamenti invece i conigli sono stipati in gabbie prive di ogni rifugio e in ambiente non del tutto buio (condizione che preferiscono). In questo modo all'arrivo di una figura umana non possono, impauriti, rifugiarsi da nessuna parte e sbattono contro le pareti in cerca di una fuga disperata. In una gabbia vivono solitamente più animali. Per combattere lo stress si fa spesso ricorso a farmaci che hanno lo scopo di aumentare l'appetito. Inoltre è indispensabile per la loro sopravvivenza in queste condizioni l'utilizzo di antibiotici per tutta la loro breve vita (80 giorni). Segno della scarsa considerazione su questo tipo di allevamento è il fatto che non si conteggiano i conigli in base al numero di animali, ma a peso di carne macellata.
In Italia si allevano 80 milioni di conigli da carne. Le pelli vengono utilizzate nelle pelliccerie.
Anche nelle macellazioni i controlli sono molto ridotti, il che porta spesso all'assenza del veterinario al momento dello stordimento, che dovrebbe avvenire elettricamente o con monossido di azoto non avviene quindi sotto il controllo veterinario, il che porta spesso a stordire i conigli con metodi più tradizionali ed economici come la "classica" botta sulla testa.
Vitelli da carne bianca
In ambito tecnico è definito l'allevamento che permette di ottenere da grandi quantità di cibo ricco di proteine ad alto valore biologico piccole quantità di cibo povero di proteine a basso valore biologico. Dal punto di vista salutare ed economico (da un punto di vista globale) è una perdita di risorse nutritive. Nell'allevamento del vitello a carne bianca , detto anche vitella, vitello sanato o lattone, a seconda delle regioni, gli animali sono rinchiusi in stalle individuali o gabbie molto strette (60 cm di larghezza per 160 cm di lunghezza),
legati ad una catena di circa 30 cm, impossibilitati nei movimenti che non siano quelli di coricarsi ed alzarsi.
Non possono accudire a se stessi (toelettarsi, ossia leccarsi e sistemarsi il pelo), non possono avere attività di interscambio con gli altri animali, sono privati della possibilità di soddisfare i loro bisogni etologici e fisiologici. Vengono alimentati solo con latte liofilizzato o un particolare "latte" chiamato "latte senza latte" costituito da ingredienti che quasi nulla
hanno a che fare con il latte, mentre il vitello sarebbe già in grado di iniziare a nutrirsi di erba dopo 15-20 giorni di età.
La quasi totale immobilità e l'alimentazione carente di ferro sono indispensabili per mantenere anemiche, cioè pallide, le carni dei vitelli. Le loro "carceri" sono costruite in legno o plastica per evitare che leccando materiale metallico possano così sopperire alla
mancanza di ferro nella loro alimentazione che andrebbe a modificare il colore della loro
carne rendendola rossa andando così contro le richiesta di mercato. La loro vita dura circa sei mesi, quelli che intercorrono tra l'introduzione nella stalla e l'avviamento al macello. Le condizioni di continuo stress, dovuto all'impossibilità di soddisfare i propri
bisogni fisiologici ed etologici, l'affollamento e le carenze alimentari rendono indispensabili
l'uso massiccio di farmaci per evitare forme patologiche. Per ottenere innaturali incrementi
di peso i vitelli sono sottoposti a trattamenti con promotori di crescita quali ormoni e beta agonisti.
I residui di questi trattamenti possono restare nella carne e causare danni al consumatore.
La carne ottenuta da questo tipo di allevamento rappresenta il 18% dei consumi di carne bovina in Italia. E' preferita per bambini ed anziani per una sua presunta qualità superiore (cosa non veritiera). Non presenta infatti nessun vantaggio nutrizionale anzi presenta carenza di ferro, una ragione in più per fare a meno della sua produzione e del suo consumo.
Le aziende interessate sono circa 2.000 ed allevano 1.500.000 vitelli dei quali 1.000.000 importati dall'estero. Il metodo di allevamento attuale pregiudica gravemente lo stato psicofisico degli animali per più motivi.
Innanzitutto sono tenuti in uno stato di estrema carenza di spazio. Se si considera che crescendo gli animali giungono ad essere alti al garrese (parte alta della spalla) fino a 90 cm ne consegue che essi non possono più coricarsi allungando le gambe neanche per
dormire.
Tutti gli animali per dormire profondamente devono potersi adagiare sul fianco e allungare completamente gli arti. Ai vitelli da ingrasso da carne bianca questa possibilità è negata.
Questo genera uno stress continuo (come è naturale pensare).
Poiché l'animale non pensa e non ragiona (tale è in sunto il preconcetto ideologico), non può reagire al variare delle condizioni.
In verità (come dimostrato da studi di etologia) l'animale non è un automa, ma un essere vivente dotato di una sua complessità e che reagisce al variare delle condizioni esterne
anche con un cambiamento delle sue risposte e reagisce agli stimoli negativi con la sofferenza e con l'alterazione del proprio comportamento.
Molti sono i comportamenti dei vitelli indicatori del loro malessere: leccare ripetutamente il pelo o le parti metalliche dei box, estrema facilità a reagire scalciando a qualsiasi elemento estraneo, movimenti ripetuti e ossessivi non finalizzati ad uno scopo
preciso, ecc. Inoltre le condizioni igieniche spesso sono disastrose.
Urine a feci scorrono nei canali a loro sottostanti così vengono tagliate le code per evitare che il pelo sulla punta della coda posso inzupparsi. In tal modo negano ai vitelli la possibilità di scacciare con più facilità le mosche (attirate dalle sporcizia) che li torturano
durante i sei mesi di vita. Alla produzione di carne bianca sono destinati tutti i vitelli di sesso maschile delle razze da latte più le vitelle scartate dalla rimonta aziendale. Questo la dice lunga su quando fondata sia la scelta vegana di distaccarsi dall'allevamento di vacche da latte che molto si avvicina al mondo delle macellazione ed al ciclo di morte che ne
consegue.
Basta comprare carne (se la si vuol mangiare naturalmente) dove allevano animali in maniera sana e civile, io per esempio compro carne bio (quindi non di allevamenti intensivi) oppure direttamente in fattoria (il pollo) grazie a Dio possiamo scegliere e gli allevamenti in batteria intensivi non sono l'unica opzione.
Nat wrote:scusa ma se la natura ci ha fatto per mangiare tutto la conseguenza logica è che dovremmo appunto mangiare tutto
non scegliere quello che ci pare
altrimenti sarebbe fattibile che uno mangi solo cozze se si segue il tuo ragionamento
sul pesce sei male informata tu
ho verie conoscenze nel campo e ciò che scrivi non è affatto vero (scusa se non mi dilungo a spiegare bene ma è troppo lunga la cosa)
sono i pesci di grossa taglia tipo il tonnno, sgombri che possono avere metalli pesanti (non tutti dipende dalla provenienza)
il pesce azzurro è risaputo che fa bene alla salute hai presente alici ,sarde omega3 ecc... ricoprono una buona parte del banco del pesce e solitamente costano pure poco.
Ecco appunto il nostro pesce è quasi sempre quello azzurro, le piccole vanno matte per le alici, fatte in qualunque modo, il tonno non lo mangiamo.
Poi è risaputo che le popolazioni che si nutrono prevalentemente di pesce quasi non conoscono problemi cardiaci e sono molto più longeve.
fra&ma&so wrote:Anche la verdura se è coltivata lungo l'autostrada non fa bene.
Non è colpa degli alimenti, ma dell'uomo che li maltratta, animali o vegetali che siano.
Sante parole!