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A Natale decidiamo che, dopo due anni di matrimonio, con l'inizio dell'anno (2006) avremmo iniziato a cercare un bimbo... il 25 di gennaio mi rendo conto che effettivamente ho una settimana di ritardo.. ma mi sento come dovessero arrivare, e poi.. un male al seno! E poi, niente nausee. Ma và là, non posso essere incinta! nel dubbio però dico a mio marito: fermati in farmacia che compro un test! E lui (ancora lo prendo in giro..) "ah cominciamo bene! se dal primo mese sei così stressata da credere di essere già incinta, prima che ci rimani veramente scleri! Figurati se sei incinta! Ma compralo va il test, butta sti soldi! (sottinteso: così smetti di rompermi le palle..)" Secondo voi?!?!? ;-)))))) Non due lineette, due tronchi!! Ho sbrandato mio marito alle 5.30 del sabato mattina saltando sul letto!! Ma i cinque minuti di attesa da sola in bagno sono stati indimenticabili.. Le linee sono apparse subito, ma mi dicevo: ci vogliono 5 minuti, magari poi una scompare :DDD Credo di avere avuto 200 battiti al minuto! E devo dire che durante il parto, durato 28 ore (di travaglio attivo) il ricordo di quei 5 minuti mi ha dato la forza di sopportare i dolori! Adesso la mia pupa ha 2 anni e mezzo ed è in piena fase dei no! Adesso sì che dico: ma cos'ho mai fatto!?!?! ;-)))
Primo test: appena smessa la pillola (ma questa è un’altra storia), due settimane di ritardo e quindi faccio il test. Grande emozione ma in fondo ce lo aspettavamo. Era giovedì e nonostante questo mio marito va a giocare a pallone e io sto a casa a telefonare a genitori, suocera, nonne, zia e cugina (che aveva appena scoperto di aspettare il terzo figlio) tutto era fantastico ed emozionante. Fino al 6 marzo data in cui scoprii di avere abortito alla 8+3.
Marco: dopo nove mesi di ricerche e un paio di test fatti a causa di ritardi mai inferiori alle due settimane.
Alla vigilia di Natale mi presi una fortissima influenza che tentennai a curare, mio padre che continuava a chiedermi “cosa stai prendendo?” e io che bofonchiavo, la febbre fu persistente fino a Santo Stefano ma incoscientemente a Natale andai come al solito al ristorante con tutta la famiglia, immaginate in che condizioni.
Insomma, la mattina del 26 mio marito che voleva aspettare ancora per non avere l’ennesima delusione, si decise ad andare alla farmacia di turno per capire come curarmi. Espose la questione al farmacista che chiese se lo cercavamo (!!!???!!!).Quando mio marito disse di si, gli diede il test di gravidanza e gli disse di tornare con l’esito, dopodiché avrebbe deciso. Il test fu positivo e il farmacista non mi diede niente a parte la tachipirina e disse che solo il mio medico avrebbe potuto curarmi al meglio. Andammo dai miei che nuovamente mi chiesero cosa stessi prendendo per curarmi e finalmente potei dire “NIENTE”. Mio padre si incupì e disse che avrebbe preferito non sapere nulla fino almeno al terzo mese per non avere altre delusioni…lui… ho conservato quel test per mesi, mesi e mesi e ogni tanto lo andavo a rigurdare. E ora guardo lui.
Dahlia: in febbraio decidemmo di tentare di avere il secondo figlio. In marzo, per caso, feci un colloquio di lavoro che in aprile mi avrebbe fatto cambiare posto. Arriviamo nell’incertezza del ritardo/secondo colloquio di lavoro, al giorno di Pasqua. Nel pomeriggio telefonano dalla scuola di Marco dicendo che al venerdì era morto un bambino dell’asilo per meningite fulminante e tutti i bambini dovevano fare la profilassi. Immaginatevi che colpo tra la mia situazione, il giro per gli ospedali, la caccia al farmaco ecc. A quel punto mi decisi a fare il test. Era ormai il lunedì dell’angelo, presi il test alla farmacia di turno (di nuovo). Era un bel pomeriggio di sole e ritornavamo da una passeggiata in macchina. Marco era nel seggiolino che dormiva. Impazienti, andai al bagno dell’autogrill (che poesia) ed in un secondo Dahlia era li tra noi. Il giorno dopo feci l’ultimo colloquio quello che avrebbe definito i termini della nuova assunzione alla quale ovviamente rinunciai…..