Posted: Mon Mar 23, 2009 6:42 pm
by eli.sa
Rie wrote:Intanto grazie anche a Paola.
Ciao Elisa!
Off topic nel nostro forum non lo si è mai :)
Comunque questa sezione è appena stata aperta, puoi inserire un tuo post autonomo, se lo desideri. Siamo qui ad ascoltarti, e c'è anche la dottoressa Viviana Garbagnoli, dell'associazione La Casa Rosa di Milano.
ciao Rie, ti ringrazio.
Appena mi trovo un pò più di tempo (magari domani con calma) aprirò un post.
Posted: Wed Mar 25, 2009 9:07 am
by Alessia M.
Parte della mia esperienza già ce l'hai, ma l'altro giorno ho fatto una riflessione parlando con un'amica e volevo condividerla con voi.
La cosa che a me faceva più paura al rientro dalla clinica era dover rispettare degli orari, sì perchè io non mi sentivo inadeguata come mamma, ma come moglie e padrona di casa.
Avevo il terrore che Gianluca tornando a casa dal lavoro non trovasse il pranzo pronto e poi facesse tardi al rientro, che venissero persone a trovarmi ed io non ero ingrado di accoglierle, non potere studiare e rinviare ancora la laurea...
Io ho pianto disperatamente quando mia suocera è andata via perchè i primi giorni mi ha aioutato tanto averla in casa ed ogni volta che pensavo che doveva andare via mi prendeva il panico.
L'unica cosa che avrei voluto era potermi mettere a letto o sul divano con Adele sulla pancia o attaccata al seno (dove lei chiedeva di stare ininterrottamente) senza sensi di colpa e senza altri pensieri del tipo "devo fare questo, devofare quello, ma con lei che fa così come faccio??"...
Spero che queste riflessioni possano esserti utili!!!
la mia esperienza
Posted: Thu Apr 09, 2009 5:03 pm
by evelyn73
lascio volentieri la mia esperienza, nella speranza che posso essere di aiuto ad altre.
è un copia - incolla di quello che ho scritto quando non stavo bene, cioé quando la mia bambina aveva pochissime settimane
(é nata il 10.3.07).
Voglio condividere con voi quello che ho provato, e vorrei che passasse il messaggio che certi sentimenti sono NORMALI, non siamo MOSTRI perché NON AMIAMO subito la ns creaturina...e purtroppo é ancora un tabú, se ne parla troppo poco...
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La mia esperienza. Se interessa qualche dato:
sono nata nel 1973, mio marito nel 1971, entrambi buoni lavori in ente pubblico, nord Italia.
Il parto é filato liscio, tutto come l'ho sempre desiderato (tc a richiesta). Allattamento al seno fantastico, la bimba si é attaccata subito, mai avuto ragadi. Allattam fino al decimo mese.
Dal giorno delle dimissioni ospedaliere é iniziato il mio crollo a livello psicologico. In ospedale stavo psicologicamente bene, credo anche perché "intontita" dalle visite, e poi se c'era il minimo problema bastava chiamare l'infermiera.
A casa mi sentivo inadeguata in tutto, mi sembrava di strattonare in giro la bambina, mi sentivo incapace di toccarla, di sollevarla, di cambiarla, di accudirla.
Non scorderó mai il primo cambio del pannolino a casa, lo stesso pomeriggio delle dimissioni: in bagno non era proprio caldissimo...l'ho spogliata ed ha iniziato a tremare e poi a piangere dal freddo. Quel pomeriggio ho fatto il mio primo pianto di due ore, e piangendo ho trascorso + o meno le 6/8 settimane successive.
A parte il discorso allattamento per il primo mese ha fatto tutto mio marito (giá da tempo si era programmato che avrebbe preso un mese di ferie per la nascita della bambina); vedevo lui che continuava a parlare alla bimba, e io lí a piangere, non riuscivo a dire nulla a quella che consideravo una perfetta estranea che mi aveva sconvolto la vita. E si tenga conto che é sempre stata una bimba tranquilla: mai avuto coliche, solo i primi due mesi mangiava ogni 3 ore; dopo ha sempre dormito dalle 21 alle 7 !!! Tutt'ora mi chiedo come facciano quelli che passano mesi e mesi col sonno sempre interrotto..
Io non riuscivo a dire niente alla bambina, la guardavo completamente apatica e fredda e poi mi perdevo a guardare nel vuoto. In braccio al padre la vedevo sempre tranquilla, lui riusciva sempre a calmarla; ero convinta che lei iniziasse a strillare a causa mia, per come la tenevo. Mi sentivo veramente una schifezza xché sentivo di non amarla come invece dovrebbe essere. Mi sembrava di non meritare una bambina cosí, sana, brava, bella a detta di tutti.
Mi pareva di essere + leggera e libera se mio marito "me la tirava via".... immagina che sensi di colpa che avevo nel provare qs sentimenti!!! Io che mi sentivo fredda verso la bambina, e tutti a dire "che bello, che gioia, sarai alle stelle!!!"... La "pressione" sociale é tale per cui DEVI essere felice a tutti i costi e ti senti in colpa se non lo sei!
E poi la questione dello spazio per me: il padre, pur essendo attento e presente (anche troppo! della serie: mi sembra pallida, ha la pelle screpolata, ha freddo, ha il singhiozzo, ma mangia abbastanza?....) continuava comunque ad avere degli spazi suoi, mentre io ero totalmente assorbita dalla bambina e dovevo dipendere dalla presenza di qualcuno per andare a lavarmi! Mi sentivo in gabbia, in prigione, senza + spazio per me, x leggere, x andare a comperarmi una crema , per dormire...
POi piano piano questi sentimenti sono rientrati, credo anche (paradossalmente) per il fatto che mio marito é rientrato al lavoro e quindi per forza ho dovuto prendere in mano la situazione e ho visto che anch' io ero capace di accudire mia figlia....
Oggi la mia bimba ha 25 mesi, mi chiedo come potevo vivere prima senza di lei e ogni tanto si pensa al fratellino :-)
Qs per dire che é passato tutto, certo é stato tremendo, immagino tante donne che si tengono tutto dentro, magari credendo di essere le uniche a non provare nulla x il figlio...Io ne sono uscita grazie alla presenza emotiva di mio marito, che mi ha sempre ascoltata, supportata e anche sopportata!
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Dalla mia esperienza ho riflettuto sul fatto che di questi vissuti ed emozioni (depressione / baby blues) si sa e si parla molto poco, mentre con un minimo di informazione/formazione si potrebbero prevenire davvero tanti ma tanti disagi che si ripercuotono poi negativamente sui bambini. Mi dicevo: se ne sono stata colpita io, con una forte rete familiare di sostegno e con un marito molto presente, cosa puó succedere a quelle donne sole, dimesse dopo soli 2 giorni dal parto?? la mancanza di aiuto e supporto in qs direzione è davvero un bel buco nella rete dei servizi, sono giunta alla conclusione che dovrebbero esserci le dimissioni protette, almeno per quelle al primo figlio..
Forse in qualche regione, sulla base delle politiche socio-sanitarie locali, l’ostetrica o l’assistente sanitaria va al domicilio delle neo mamme...lo spero; io ora riesco a capire i vissuti e lo stato d’animo delle donne che infieriscono sui figli, dal "piccolo" maltrattamento ai gravissimi fatti di cronaca...
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Io credo che quasi tutte (se non tutte!) le mamme vivano un momento di sconforto dopo la nascita dei propri figli.
il problema sai qual é? che non se ne parla, x una sorta di tabú!
Inoltre tutti sono concentrati sulla gravidanza e il parto e dopo si viene lasciate sole...
a mio parere é un grande vuoto nel sistema dei servizi sociali e sanitari italiani che non ci sia un'attenzione specifica al puerperio.
secondo il pensiero comune la maternitá é tutta rose e fiori, e da qui i grandi sensi di colpa quando ci rendiamo conto di quanto sia difficile, perché il cambiamento dopo la nascita di un figlio é enorme e coinvolge tutti gli aspetti: fisici, di coppia, di relazione col mondo...
Io sono stata male un paio di mesi dopo la nascita di mia figlia, ti dico solo qs: NON LA AMAVO!!! Non sentivo quel trasporto emotivo tanto "sbandierato" dai luoghi comuni, secondo cui dovresti innamorarti alla follia di tuo figlio non appena lo vedi se non prima...