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Posted: Tue Jan 25, 2011 10:36 am
by losbanos
Penso che un'esperienza drammatica come la perdita di un figlio a causa di una malattia sia un evento tanto doloroso e straziante da far percepire diversamente tutto quanto, anche una frase come quella.

Non so, forse per colpa della mia giovane età ho passato delle gravidanze quasi da incosciente, non mi auguravo nulla e quando mi dicevano quelle parole non davo loro importanza, erano i miei bambini, vivevano dentro di me e questo era tutto.




Saosina wrote:Non ho tempo di leggere tutto, ma penso che dipende da come contestualizzi la frase... tipo ad una mia amica l'ho detto quando m'ha detto che forse era un maschietto, e io le ho risposto che maschio o femmina l'importante è che stia bene, non per altro, io ammiro le persone che come te riescono ad amare i loro cuccioli anche se con malattie molto gravi, ma non mi semnto di augurare a nessuno di provare la tua stessa esperienza, mi viene naturale "augurare" (sperare) che sia sano!
sulla frase che ho evidenziato non sono per niente concorde, credo che una mamma ami i propri figli indipendentemente da tutto, dalla salute, dal carattere, dalle scelte che faranno.

Posted: Tue Jan 25, 2011 10:41 am
by Rie
Leggendovi mi rendo conto come non mai di un mio certo qual "lato oscuro", nella mancata accettazione del "comunque tu sia, sei figlio mio".

Credo che poi, se il destino costringe ad accettare la patologia di un figlio, le reazioni possibili siano anche altre, ma in astratto, o in gravidanza, sono sempre stata, se vogliamo, fredda e abbastanza decisa a non accogliere, ove la diagnosi fosse stata possibile, la malattia.
Ha detto bene Sherazade: è un amare con riserva.
Per nulla nobile, ma non posso negare di averlo provato, quando mentre ero incinta di Federico ho avuto un esame che poteva essere indicativo di spina bifida.

Tutta la mia ammirazione ai genitori che sono stati capaci di pensare all'amore prima d'ogni altra cosa...

Posted: Tue Jan 25, 2011 10:41 am
by la yle
credo di poter dare tutto l’amore del mondo a mio figlio e quindi si, l’importante è fargli sentire amore per affrontare la durezza della vita di bimbo “malato”.
D’altro canto, per la società in cui viviamo credo che “l’importante che sia sano” sia fondamentale per il poco/nulla di sostegno che alle famiglie viene dato in caso di patologie più o meno invalidanti. Strutture che non in tutta italia sono presenti per curare all’altezza un bimbo, mamme che sono costrette a lasciare il lavoro per curare il figlio…cosa naturale dentro al proprio cuore, ma che a contatto con i conti della serva di tutti i giorni rendono la decisione ancora più faticosa da prendere ecc.