io in maternità ho ricevuto addirittura la lettera di promozione. ma avevo avuto una gravidanza bellissima che mi aveva permesso di raggiungere e superare tutti gli obiettivi della scheda accordata col mio dirigente a inizio anno.
al rientro sono stata io che ho chiesto di avere meno "responsabilità" nel senso che non mi andava di partire per missione e volevo godermi l'allattamento, quindi è chiaro che non andando in missione mi hanno tolto un carico di lavoro che potrebbe corrispondere ad un demansionamento, però l'avevo chiesto io.
non ho potuto fare tutto il primo anno in allattamento perchè per un lutto improvviso di una mia collega mi sono ritrovata da un giorno all'altro a stare in ufficio di nuovo full time.
ed essendo la mia collega più senior di me, mi sono supermansionata in maniera volontaria (si può dire?!).
questa cosa risale a fine 2008, e sinceramente da allora mi sarei aspettata almeno un riconoscimento formale, che ad oggi ancora non arriva. ma non lo definirei mobbing, semplicmente è più dura rispetto agli anni precedenti per le maggiori aspettative del top management.
sugli asili nido, oddio...dipende molto da dov'è collocato il posto di lavoro. la società dove lavoro io è collocata a Roma centro e non mi passerebbe neanche per l'anticamera del cervello portarmi un neonato o bimbo appresso con i mezzi pubblici dalla mattina alla sera. oltre al fatto che il mio viaggio da pendolare dura più di un'ora (each way) e per un bimbo sarebbe durissima.
maternità e mobbing
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Il nido è comunque una soluzione " a metà", i bambini così piccoli si ammalano spesso, tra l'altro anche se si ha un appoggio come i nonni dispiace sempre lasciarli quando più hanno bisogno della mamma.Nefer wrote:non sempre i nidi aziendali sono d'aiuto.
il mio ad esempio è aperto fino alle 18.30 e se lo porti li, difficilmente ti concedono il part time.
alla fine non so cosa è meglio o peggio.
per me sicuramente è qualcosa di negativo perchè comunque sono obbligata a lavorare fino alle 18 mentre ad una certa ora vorrei essere a casa con mio figlio e potermelo crescere io e non persone "estranee".
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Nefer wrote:non sempre i nidi aziendali sono d'aiuto.
il mio ad esempio è aperto fino alle 18.30 e se lo porti li, difficilmente ti concedono il part time.
alla fine non so cosa è meglio o peggio.
per me sicuramente è qualcosa di negativo perchè comunque sono obbligata a lavorare fino alle 18 mentre ad una certa ora vorrei essere a casa con mio figlio e potermelo crescere io e non persone "estranee".
Quoto entrambe.MariannaMJ wrote: sugli asili nido, oddio...dipende molto da dov'è collocato il posto di lavoro. la società dove lavoro io è collocata a Roma centro e non mi passerebbe neanche per l'anticamera del cervello portarmi un neonato o bimbo appresso con i mezzi pubblici dalla mattina alla sera. oltre al fatto che il mio viaggio da pendolare dura più di un'ora (each way) e per un bimbo sarebbe durissima.
L'asilo nido è importante, ma vorrei potere avere la possibilità stare IO più tempo con mia figlia.
L'asilo nido aziendale, nel mio caso, sarebbe stato in centro a Milano, con le stesse problematiche descritte da MariannaMJ.
Scusate, non è un intervanto molto significativo, ma questo è un tema che sento molto e volevo sottolineare anch'io questi punti.
"Ma soprattutto dovremo usare il nostro cuore, guardare i nostri figli e pensare al modo in cui farli felici. " (Bésame mucho, C. Gonzales)
"Si educa molto con quel che si dice, ancor di più con quel che si fa, ma molto di più con quel che si è." (Sant'Ignazio di Antiochia)
"... altrimenti bisogna accontentarsi degli slogan." (cit.)
"Vede, acclamano lei perché non la capisce nessuno, acclamano me perché mi capiscono tutti. " (C. Chaplin ad A. Einstein)
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"... altrimenti bisogna accontentarsi degli slogan." (cit.)
"Vede, acclamano lei perché non la capisce nessuno, acclamano me perché mi capiscono tutti. " (C. Chaplin ad A. Einstein)