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Robbina wrote:Premetto che non siamo tutti uguali, ma a mio avviso non hai sbagliato.
Forse è vero non ci saranno sberle educative, ma credetemi servono, mia madre le poche volte che me ne ha dato uno per rimprovero la volta dopo non ho più sbagliato, con i miei figli quando serve sono severa, ci sono delle regole in casa ed è giusto che tutti le rispettino. Mia figlia grande è successo che sbagliando prendesse una sberla, ma vi assicuro, non è rimasta traumatizzata, è cresciuta senza timori ed è una persona sicura di ciò che è e di ciò che fa. E' una ragazza responsabile ed educata, e, non perché lo dico io, ma ho le conferme dei professori che le insegnano a scuola. Ci raccontiamo tutto, nel vero senso della parola. Ad oggi non ho più bisogno di rimproverarla.
Con il più piccolo stesso metodo educativo della sorella.
No Robbina, non serve la sberla, l'atto violento. La violenza non è MAI giustificata.
Serve il rimprovero, qsto sì. Ma il modus operandi non deve mai sfociare nella violenza. E uno schiaffo qllo è: violenza.
Robbina il discorso non e' "serve non serve" ma "e' giusto non e' giusto"
Non importa se picchiare serve (io sono convinta che "servirebbe" anche con gli adulti nel senso che una moglie se sa che se la cena non e' pro.nta verrà picchiata cercherà di non ritardare) quello che conta e' che non e' giusto.
Non si picchia.
Questa e' la frase che diciamo ai bimbi no? Ecco non ammette eccezioni.
Non diciamo "i bimbi non devono picchiare" ma proprio "non si picchia"
Nessuno ha diritto di colpire un altro e il fatto di essere adulti non ci da il diritto di colpire i bambini.
Se vogliamo discutere del "capita" facciamolo. Ma della violenza educativa non si discute neanche
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
lenina wrote:Robbina il discorso non e' "serve non serve" ma "e' giusto non e' giusto"
Non importa se picchiare serve (io sono convinta che "servirebbe" anche con gli adulti nel senso che una moglie se sa che se la cena non e' pro.nta verrà picchiata cercherà di non ritardare) quello che conta e' che non e' giusto.
Non si picchia.
Questa e' la frase che diciamo ai bimbi no? Ecco non ammette eccezioni.
Non diciamo "i bimbi non devono picchiare" ma proprio "non si picchia"
Nessuno ha diritto di colpire un altro e il fatto di essere adulti non ci da il diritto di colpire i bambini.
Se vogliamo discutere del "capita" facciamolo. Ma della violenza educativa non si discute neanche
Concordo in pieno e se caso mai capita non è mai perchè fanno o sbrigano , è sempre perchè noi educatori sbagliamo la reazione .