Re: Fanciulli e lavori di casa
Posted: Tue May 13, 2014 2:41 pm
Io trovo che quello che ha scritto azur siano gli estremi della stessa cordalory76 wrote:Ecco, mi sento molto in linea con quello che hai riportato, azur.Azur wrote:d'istinto mi direi d'accordo, poi mi viene in mente questa recensione di un libro per bambini che avevo postato credo ancora nel vecchio forumcandyda wrote:Ma secondo me per una bambina di 8 anni questo è tanto! Troppo direi.
Io inizierei con la prima parte dei compiti che hai scritto qui, oppure la seconda. In alternativa, magari concordando con lei.
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Sognando l'India
scritto a due mani da mamma e figlio, Emanuela Nava e Khurshid Mazzoleni.
Molto carino, dai 6 anni in su (serie Azzurra del Battello a vapore).
Khurshid è arrivato in Italia a sette anni, e racconta cosa faceva in India e cosa fa in Italia.
Umoristico e lieve, riesce comunque a rendere molto bene l'idea di altri mondi e altre vite e far guardare al bimbo-lettore la sua quotidianità con occhi un po' diversi.
Cap. 2:
"In Italia i bambini non fanno un fico secco: non aparecchiano, non cucinano, non rifanno il letto. Così i loro genitori li trattano come dei neonati e per punizione non li lasciano mai andare a scuola da soli. E gli raccontano anche un sacco di sciocchezze: attenti al lupo, alla strega, all'uomo con l'anello al naso.
Io in India trasportavo il fieno sulla testa, seminavo l'orto, friggevo le frittelle piccanti. Un giorno con i miei amici ho costruito persino una barca. Era una zattera grande fatta con il legno di banano."
Cap. 13:
"Non so se lo avete capito, ma a un certo punto della mia vita sono stato adottato, e dall'India sono venuto a vivere in Italia.
L'Italia mi ha fatto subito un effetto spaventoso. Così come la neve: fredda e silenziosa."
"(......) Mi avevano detto che in Italia i bambini hanno tanti giochi e io non vedevo l'ora di farmi una bella scorpacciata di novità.
Fortuna che i bambini sanno adattarsi a tutto, come dice la mia amica Tullia.
I giocattoli, nella mia stanza, quando sono arrivato, si contavano sui pollici di una mano, e se chiedevo qualcosa di nuovo, la mia mamma e il mio papà scuotevano la testa con la faccia da tonti.
-Non capiamo nulla!-dicevano. E si capiva che facevano finta, ma intanto a furia di non capire, non tiravano fuori il becco di un quattrino."
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Io credo sia molto vero quello che dice il bimbo,
l'apprezzamento di sé passa anche dal saper fare e dalla consapevolezza dell'essere "necessari" al gruppo...
Io penso che i bambini possano fare di più, ma per "comodità" nostra non li dirigiamo verso questo senso del saper fare che dovrebbe essere naturale e spontaneo.
Errati entrambi
Non trovo giusto che un bambino debba lavorare in casa, collaborare si
E per me il primo passo verso la collaborazione è imparare a rispettare il lavoro altrui, poi man mano iniziare facendo qualcosa di adatto all'età
Scilla's iPhone!!!!