sì noi ci siamo, davvero. Io in questa cosa mi ci voglio impegnare e l'altra mia amica ci è passata.katialuca wrote:Non non siete dentro casa ma la potete sempre aiutare no? E questo è tantissimo credimi.
Grazie eli, ma non è che sia detto che io la veda o senta piangere pure se ci divide un muro, che cavolo.eli.sa wrote:Ti dico quel che penso.
La DPP può essere sempre in "agguato", ma non dipende solo da cause oggettive.
C'è anche una predisposizione psichica su cui poi vanno ad agire le cause oggettive.
Indubbiamente, per come la vedo io, il parto e la cura del figlio sono momenti più difficili quando c'è già un altro bimbo e poco aiuto da parte della famiglia.
Quello che ho vissuto sulla mia pelle, non è stata tanto l'organizzazione della quotidianità e delle nuove routine (perché sono andata liscia da questo punto di vista), ma è la "fatica" psicologica nel ri-costruire un nuovo assetto familiare e nel "prendersi psicologicamente cura" del primogenito.
Cosa farei con la tua amica?
Le direi di stare serena, le direi che sicuramente i primi tempi saranno duri e che per per questo non deve abbattersi ma piuttosto reagire e prendere di petto i problemi che troverà ad affrontare.
E che la smetta di pensare alla DPP perché deve essere serena prima lei per poi fare in modo che anche i suoi bimbi siano sereni.
Quali sono i sintomi iniziali? Sono come quelli del baby-blues solamente che durano più a lungo e non si risolvono da soli fisiologicamente. L'unica differenza è questa.
Non voglio fare quella superficiale che suona alla porta, ti chiede come stia, quella dice bene e tutto a posto e poi magari non mi accorgo di nulla.