Posted: Wed Mar 09, 2011 4:40 pm
Arretrati?
Io direi ignoranti.
Sai cosa mi è venuto in mente leggendo l'articolo?
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Sì, proprio quella del 1948.
Ti riporto gli articoli a cui ho pensato in particolare:
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
Articolo 23
1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e
soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una
esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da
altri mezzi di protezione sociale.
4. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.
Articolo 25
1. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
Poi penso al lavoro che sta facendo il rappresentante speciale delle Nazioni Unite al riguardo, prof. Ruggie, e a tutte le ONG come Amnesty che si occupano di business e diritti umani violati in tutte le parti del mondo.
E penso che geograficamente dovrei sentirmi fortunata, vivendo in un paese di quelli non a rischio violazione diritti umani.
Invece mi monta la rabbia nel vedere che quello che nel '48 veniva dichiarato DIRITTO UMANO adesso il sentire comune (o il dato di fatto) è che sia un privilegio.
Perchè è innegabile che il rapporto tra scelte legate alle maternità e scelte lavorative sia qualcosa indissolubimente legato al bilancio economico delle famiglie.
Io direi ignoranti.
Sai cosa mi è venuto in mente leggendo l'articolo?
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Sì, proprio quella del 1948.
Ti riporto gli articoli a cui ho pensato in particolare:
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
Articolo 23
1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e
soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una
esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da
altri mezzi di protezione sociale.
4. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.
Articolo 25
1. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
Poi penso al lavoro che sta facendo il rappresentante speciale delle Nazioni Unite al riguardo, prof. Ruggie, e a tutte le ONG come Amnesty che si occupano di business e diritti umani violati in tutte le parti del mondo.
E penso che geograficamente dovrei sentirmi fortunata, vivendo in un paese di quelli non a rischio violazione diritti umani.
Invece mi monta la rabbia nel vedere che quello che nel '48 veniva dichiarato DIRITTO UMANO adesso il sentire comune (o il dato di fatto) è che sia un privilegio.
Perchè è innegabile che il rapporto tra scelte legate alle maternità e scelte lavorative sia qualcosa indissolubimente legato al bilancio economico delle famiglie.