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Posted: Mon Apr 18, 2011 4:07 pm
by Ipomea
Grazie Ila per la tua atipica testimonianza. Ti chiedo se mai hai sentito come pesante o pressante il fatto di " non fare quello che tutti facevano" ( non so come spiegarla)?

Franceschina hai ragione, peró ho paura che il mandarlo in un qualsiasi ambiente parrocchiale sia una sorta di debito di riconoscenza dal quale non riesco a liberarmi, e nello stesso tempo una pigrizia da parte mia nel dover affrontare tutti gli stessi valori da un punto di vista prettamente etico, cosa alquanto più semplice ce ci si mette Dio (si diceva in qualche topic qui intorno).
Non so bene se riesco ad essere chiara nello spiegare i miei dubbi...

Posted: Mon Apr 18, 2011 4:07 pm
by MANU_
Io credo nella COMUNITA', e questo è quello che mi offre la MIA chiesa.
La condivisione di un percorso e la crescita, come individuo.

Partecipo, ora attivamente pure io, solo grazie a Padre Giuseppe (per tutti p.g.)
Lui lo sa come la penso, molte volte ci troviamo in disaccordo,
ma è grazie a lui se ho riscoperto il pensiero al prossimo e l'idea di
darsi agli altri.

Questo fanno i miei figli.
E lo trovo "sano" come qualsiasi altro luogo d'incontro.
Non troppo rigoroso e insistente come lo ricordo da bambina.

Posted: Mon Apr 18, 2011 4:10 pm
by Ipomea
Ecco Elisa, diciamo che ho le tue stesse paure, in più la fatica di dovermi liberare di retaggi, a cui voglio bene, ma che ormai mi sono chiari come retaggi.