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Posted: Wed Oct 19, 2011 8:53 am
by veruz
la yle wrote:anche per me, purtroppo, l'italia non vuole essere pronta a qualcosa di diverso. si manifesta come se fossimo ancora negli anni settanta. il resto del mondo (non tutto eh ma non mi voglio sentir parte di quell'altro resto) si è evoluto anche in questo.
mi fai
pensare che il modo di gestire delle forze dell ordine o di chi sta sopra , nel nostro paese, è ben diverso da molti paesi più evoluti.
Posted: Wed Oct 19, 2011 9:24 am
by lenina
E' un discors lungo.
Credo che in linea di massima in Italia non siamo ancora abbastanza indignati.
Si ragiona troppo sul "potrebbe andare peggio" e ci si adatta di conseguenza. Siamo troppo miopi per vedere il futuro. Troppo miopi per andare in MASSA contro il discorso da bar "eh si lamentano ma il telefonino lo hanno tutti e guarda quanti suv..."
senza capire che se la gente smettesse di comprare (e lo sta facendo) le cose andrebbero ancora peggio.
personalmente non credo nella violenza ne fine a se stessa ne organizzata.
credo nelle masse e credo che la massa potrebbe cambiare le cose.
d'altro lato so che di vere rivoluzioni pacifiche non ce ne sono state e la violenza e' sempre entrata (probabilmente senza rivoluzioni avremmo ancora il re sole vero che dopo la rivoluzione francese c'e' stata la restaurazione ma non e' stata reale.
voglio però continuare a credere che il potere del popolo possa andare oltre.
che se davvero gli indignati diventassero milioni e milioni e marciassero tutti uniti non servirebbe la violenza per abbattere le barriere (a meno che li attacchino allora bisogna difendersi)
Posted: Wed Oct 19, 2011 10:32 am
by micmar
secondo me in italia manca l'abitudine alla politica: non ci si indigna, ci si lamenta e basta.
credo sia anche per questo che gli italiani sono arrivati dopo e sono privi di quella forza che in altri paesi hanno.
c'è poi una sostanziale differenza tra la rivoluzione che può anche essere violenta (anzi lo è sempre anche se non sempre fisicamente) ma con un obiettivo e lo sfogare la rabbia fine sè stesso.
e credo anche io che il potere del popolo, non necessariamente italiano, possa fare molto.
quanto meno credo possa essere in grado di influenzare le scelte economiche per il futuro: tanta gente arrabbiata con cui fare i conti, fa necessariamente riflettere.