imparare a litigare...esistono ricette pronte all'uso?
Moderator: Paola
- chiccha
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LO giri anche a me per piacere vavessa?

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Io credo che tu debba dare la possibilità anche a Will di attraversare le onde senza avere troppa paura per lui.
Posso solo immaginare quanto sia difficile, soprattutto ora che hai appena partorito, accettare gli occhi spaesati di tuo figlio.
Ma è solo un momento, quegli occhi di oggi sono necessari a lui per riemergere dalle onde.
Più sicuro, sempre amato, e con un meraviglioso fratello. Grazie Pinnagialla
"22"
-
Smilla
per favore pure a me!chiccha wrote:LO giri anche a me per piacere vavessa?
io con mio marito, lui è estremamente calmo solitamente, ma quando gli parte la cattiveria è veramente lapidario
esempio di stamattina (che è veramente una cazzata) io mi sono dispiaciuta di essermi dimenticata acceso il computer, lui fortuna che non ti professi ecologista, io ecco come sei simpatico di prima mattina.allora lui mi ha detto una frase che in questo momento non ricordo estremizzando in bene, e gli ho detto semplicemente che volevo un conforto (nè ragione, nè torto)
- madda77
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Allora Bubina, quella che descrivi era la nostra realtà framiliare fino a poco più di un anno e mezzo fà.
oggi, la situazione è cambiata dal giorno alla notte (meglio dire dalla notte al giorno) e se devo dirti COME abbiamo fatto non saprei.
O meglio, SO che il cambiamento maggiore l'ha messo in pratica mio marito...si è impegnato e si sta impegnando davvero tanto, in modo quasi commovente e questyo mi ha fatto "ri-innamorare" di lui all'ennesima potenza.
Io, per ora, sono ancora in balia degli ormoni, ma osservarlo nei piccoli grandi gesti quotidiani che fà per evitare le discussioni, stemperare i toni, gestire i miei malumori e far si che si respiri sempre serenità in casa, aiuta anche me a "controllarmi" di più.
Io credo che non ci siano ricette e formule magichem, perchè poi tutto dipende dal carattere e dall'indole di ognuno e nel complicato "gioco" di incastarlo e collimarlo con quello dell'altro.
Certamente è importantissimo il dialogo: parlare, parlare, parlare tanto, e tirare fuori, senza rabbia o recrimine quello che si ha dentro.
Mantenere sempre aperta una porta verso l'altro e nno cgiudersi a riccio.
So che è difficilissimo.
Dillo a me che sono permalosa ed orgogliosa come poche, e che quando mi sento incompresa, offesa o mancata di rispetto, mi chiudo a riccio ed apro la bocca solo per sputare veleno (sono davvero cattivissima nei momenti di rabbia e più di una volta sono riuscita a farlo piangere).
lui è sempre stato un passionale, anche un pò "fumantino", uno che si scalda subito e per poco, e questo suo lato era la miccia delle nostre discussioni, che degeneravano quasi sempre in forti litigi.
Io non accetto che mi si urli contro, che mi si critichi, che mi si offenda.
Così partiva l'embolo a me e finivo per fare scene madri.
Io, poi, sono una abituata a non chiedere mai, ma ad essere ugualmente molto esigente e pretenziosa: della serie, non ti dico nulla ma devi essere tu, di tua iniziativa, ad aiutarmi, capirmi, sostenermi, coccolarmi, corteggiarmi....senza che io ti dica nulla o ti invi il minimo segnale.
se non lo fai, mi chiudo a riccio, ti tengo il muso (senza spiegarti neppure il perché se me lo chiedi) e divento "fredda".
Sono consapevole di avere un carattere difficile, e che è difficile a volte starmi accanto, ma lui mi conosce da una vita, e ha capito "coe prendermi".
La molla sono stati comunque i figli.
Durante il primo anno di vita di Cristian le discussioni sono state davvero tante, ed alcune anche molto forti, io ero in pieno baby blues, avevo difficoltà a "gestire" il tutto, a riappropiarmi degli altri lati di me stessa che andavano al di là del solo essere madre e ho commesso il grande errore di non parlargliene, di tenermi tutto dentro, e di riversare su di lui i miei momenti di rabbia, sconforto o frustrazione.
Lui si sentiva sotto accusa e, anzichè tendermi la mano si metteva sulla difensiva.
Insomma, non ne uscivamo finchè noistro figlio, a solo un anno e mezzo, non ci ha "sgridati" dicendoci col ditino puntato "NON SI GRIDA"! :sticazzi:
Ci ha illuminati, lui piccino piccino ci ha fatto sentire sciocchi e infantili.
Mi sono ricordata la mia infanzia e quanto mi abbiano fatto soffrire le discussioni (molte) dei miei e ho visto tutto DAI SUOI OCCHI.
E' bastato quello....e l'essere rimasta incinta dopo poco.
Durante la mia seconda gravidanza io e mio marito abbiamo riscoperto un'intesa e una complicità persa un pò per strada, ed un giorno io gli dissi che non volevo ripetere col secondo bambino gli errori commessi, che lo dovevamo a Cri e a questo secondo figlio, cercato e desiderato davvero tanto.
Bè, mio marito ci ha creduto davvero tanto in quella promessa e ne ha fatto il suo impegno quotidiano.
Quello che prima lo avrebbe innervosito oggi lo fa sorridere, a volte non mi sembra neppure più lui, perchè ha imparato a gestire i momenti di tensione con calma serafica, dolcezza e tanta tanta comprensione.
Vedendo tanto amorevole impegno, anche io mi sono addolcita molto e ho paura quasi a drlo (perchè sono immagini che mi hanno sempre un pò spaventato per quell'alone di "anormalità") ma ora sembriamo proprio la classica famigliola da "mulino bianco" :cisssss:
Per farla breve, credo che se uno dei due, anzichè aspettarsi sempre qualcosa dall'altro, cominci a lavorare seriamente su di sè, non potrà non beneficiarne la coppia, perchè l'altro (a meno che non sia gravemente miope) saprà apprezzare eccome.
oggi, la situazione è cambiata dal giorno alla notte (meglio dire dalla notte al giorno) e se devo dirti COME abbiamo fatto non saprei.
O meglio, SO che il cambiamento maggiore l'ha messo in pratica mio marito...si è impegnato e si sta impegnando davvero tanto, in modo quasi commovente e questyo mi ha fatto "ri-innamorare" di lui all'ennesima potenza.
Io, per ora, sono ancora in balia degli ormoni, ma osservarlo nei piccoli grandi gesti quotidiani che fà per evitare le discussioni, stemperare i toni, gestire i miei malumori e far si che si respiri sempre serenità in casa, aiuta anche me a "controllarmi" di più.
Io credo che non ci siano ricette e formule magichem, perchè poi tutto dipende dal carattere e dall'indole di ognuno e nel complicato "gioco" di incastarlo e collimarlo con quello dell'altro.
Certamente è importantissimo il dialogo: parlare, parlare, parlare tanto, e tirare fuori, senza rabbia o recrimine quello che si ha dentro.
Mantenere sempre aperta una porta verso l'altro e nno cgiudersi a riccio.
So che è difficilissimo.
Dillo a me che sono permalosa ed orgogliosa come poche, e che quando mi sento incompresa, offesa o mancata di rispetto, mi chiudo a riccio ed apro la bocca solo per sputare veleno (sono davvero cattivissima nei momenti di rabbia e più di una volta sono riuscita a farlo piangere).
lui è sempre stato un passionale, anche un pò "fumantino", uno che si scalda subito e per poco, e questo suo lato era la miccia delle nostre discussioni, che degeneravano quasi sempre in forti litigi.
Io non accetto che mi si urli contro, che mi si critichi, che mi si offenda.
Così partiva l'embolo a me e finivo per fare scene madri.
Io, poi, sono una abituata a non chiedere mai, ma ad essere ugualmente molto esigente e pretenziosa: della serie, non ti dico nulla ma devi essere tu, di tua iniziativa, ad aiutarmi, capirmi, sostenermi, coccolarmi, corteggiarmi....senza che io ti dica nulla o ti invi il minimo segnale.
se non lo fai, mi chiudo a riccio, ti tengo il muso (senza spiegarti neppure il perché se me lo chiedi) e divento "fredda".
Sono consapevole di avere un carattere difficile, e che è difficile a volte starmi accanto, ma lui mi conosce da una vita, e ha capito "coe prendermi".
La molla sono stati comunque i figli.
Durante il primo anno di vita di Cristian le discussioni sono state davvero tante, ed alcune anche molto forti, io ero in pieno baby blues, avevo difficoltà a "gestire" il tutto, a riappropiarmi degli altri lati di me stessa che andavano al di là del solo essere madre e ho commesso il grande errore di non parlargliene, di tenermi tutto dentro, e di riversare su di lui i miei momenti di rabbia, sconforto o frustrazione.
Lui si sentiva sotto accusa e, anzichè tendermi la mano si metteva sulla difensiva.
Insomma, non ne uscivamo finchè noistro figlio, a solo un anno e mezzo, non ci ha "sgridati" dicendoci col ditino puntato "NON SI GRIDA"! :sticazzi:
Ci ha illuminati, lui piccino piccino ci ha fatto sentire sciocchi e infantili.
Mi sono ricordata la mia infanzia e quanto mi abbiano fatto soffrire le discussioni (molte) dei miei e ho visto tutto DAI SUOI OCCHI.
E' bastato quello....e l'essere rimasta incinta dopo poco.
Durante la mia seconda gravidanza io e mio marito abbiamo riscoperto un'intesa e una complicità persa un pò per strada, ed un giorno io gli dissi che non volevo ripetere col secondo bambino gli errori commessi, che lo dovevamo a Cri e a questo secondo figlio, cercato e desiderato davvero tanto.
Bè, mio marito ci ha creduto davvero tanto in quella promessa e ne ha fatto il suo impegno quotidiano.
Quello che prima lo avrebbe innervosito oggi lo fa sorridere, a volte non mi sembra neppure più lui, perchè ha imparato a gestire i momenti di tensione con calma serafica, dolcezza e tanta tanta comprensione.
Vedendo tanto amorevole impegno, anche io mi sono addolcita molto e ho paura quasi a drlo (perchè sono immagini che mi hanno sempre un pò spaventato per quell'alone di "anormalità") ma ora sembriamo proprio la classica famigliola da "mulino bianco" :cisssss:
Per farla breve, credo che se uno dei due, anzichè aspettarsi sempre qualcosa dall'altro, cominci a lavorare seriamente su di sè, non potrà non beneficiarne la coppia, perchè l'altro (a meno che non sia gravemente miope) saprà apprezzare eccome.



