Io uguale uguale a Fra... Sarà il nome, hahahah!!
Per il resto non ti so aiutare, è una vita che non vedo un termometro rotto.
ho rotto il termometro
- francyfrancy2008
- Utente Vip

- Posts: 712
- Joined: Sun Feb 13, 2011 7:42 pm
ora sono un po' più tranquilla, ho guardato bene la stanza e non c'è nulla. un professore delel superiori diceva che era molto nocivo, per cui vivendo sempre col terrore che si rompesse ieri mi è venuto il panico!
♥♥♥Francesca♥♥♥
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- LauraDani
- Ambasciatore

- Posts: 2545
- Joined: Tue Sep 21, 2010 11:54 am
sì, il mercurio è molto nocivo ma, come le due fra qui sopra, anche io quando ero piccola e si rompeva il termometro, ci giocavo, nonostante le sgridate di mia madre
credo che, come tutte le cose, non si debba farsi venire la paronoia: in fondo le carie fino ad un decennio fa venivano otturate quasi sempre con amalgama di mercurio
l'assorbimento cutaneo del mercurio liquido è trascurabile e pure quello per via intestinale, resta l'esposizione ai vapori e mi pare che i vapori che possano sprigionarsi dal mercurio che esce da un termometro non siano poi una nube!
credo che, come tutte le cose, non si debba farsi venire la paronoia: in fondo le carie fino ad un decennio fa venivano otturate quasi sempre con amalgama di mercurio
l'assorbimento cutaneo del mercurio liquido è trascurabile e pure quello per via intestinale, resta l'esposizione ai vapori e mi pare che i vapori che possano sprigionarsi dal mercurio che esce da un termometro non siano poi una nube!
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
