Lo cito nuovamente perchè merita di essere letto.ginger wrote:Pietà l'è morta
di Massimo Gramellini
C’è stato un tempo in cui eravamo intrisi di buonismo gelatinoso e il «politicamente corretto» invadeva il discorso pubblico con il suo codazzo di espressioni ridicole. Ora quel tempo è passato e a dominare la scena è il cinismo dei gretti contrabbandato per sincerità. Molti pensano che il manifestante No Tav caduto dal traliccio se lo sia meritato. Non solo lo pensano, lo dicono al bar e lo scrivono sul web. Ma quando lo stesso concetto esonda dal cicaleccio privato e diventa la domanda del sondaggio di un giornale (nella circostanza «Libero»), o quando un altro quotidiano (nella circostanza «Il Giornale») definisce a tutta pagina «cretinetti» un tizio che sta in coma all’ospedale coi polmoni arrostiti, significa che è in atto un salto qualitativo. Come se la rinuncia al filtro della sensibilità - per la smania di interpretare il pensiero comune al livello più basso - avesse arrostito qualcosa anche dentro di noi.
Non ho alcuna simpatia per i violenti, i fanatici e i provocatori che hanno rubato la scena al popolo pacifico dei No Tav. Ma di fronte a un essere umano che lotta contro la morte e al dolore della sua famiglia, il registro della pietà continua a sembrarmi preferibile a quello dello sberleffo. Capisco che i toni forti e le battute grossolane soddisfino il bisogno di rassicurazione che agita le menti in questi tempi confusi. Ma è una gratificazione provvisoria e ingannevole, che si lascia dietro un senso di sgomento, foriero di nuove paure. La decadenza delle parole anticipa sempre quella della civiltà che ne abusa.
Oltre a ciò, aggiungo che non ha senso stabilire se "se la sia cercata": in tutte le rivoluzioni, in tutte le proteste, in tutti gli scioperi che hanno punteggiato la nostra storia più o meno recente ci sono uomini e donne che sono morti per "essersela cercata".
Ma è grazie a costoro, che non hanno cercato la tranquillità della propria casa ma si sono esposti al rischio per i loro ideali, che oggi esistono la democrazia, i diritti dell'uomo, lo statuto dei lavoratori.
Luca Abbà credeva nei propri ideali e li ha sostenuti senza violenza verso il prossimo, perciò merita rispetto, oltre che pietà.
