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Posted: Wed Apr 09, 2008 6:31 pm
by Ipomea
Eh già, difficilissimo.
Mio figlio come maestra non mi sopporta, del resto con lui perdo veramente la pazienza in quattro e quattrotto.
Faccio delle cose antipedagogiche al massimo, forse perchè con lui il mio stile di maestra sta meno sull'attenti non so.

In ogni caso sto trovando Gordon assolutamente utile più con il doposcuola che con i bambini dell'infanzia.
Non so se sia un problema della nostra scuola, ho purtroppo pochi metri di paragone, ma noto davvero una grande difficoltà a esprimersi nei bimbi.
Anche solo per raccontare una cosa che è piaciuta usano delle frasi fatte, già preconfezionate, la pigrizia non sta nemmeno nel ragionamento perchè poi ti stendono con delle intuizioni brillanti, ma proprio nella disposizione a comunicare.
Il doposcuola invece, impone quotidianamente un dialogo snervante, dai piccoli contrasti alla soluzione dei problemi sociali e cognitivi.

L'ascolto attivo resta comunque un buon canovaccio su cui poter lavorare, sempre.

Questo libro nello specifico non lo conoscevo, ma vedo che fa riferimento a Rogers e a me piace molto.
Grazie della segnalazione.

Posted: Wed Apr 09, 2008 6:35 pm
by Ipomea
PS: molto vero Chiara quello che hai scritto, in seguito a winnicott...
Ultimamente vedo insegnanti che pensano che basti essere madri per capire le necessità di un bimbo.

Posted: Wed Apr 09, 2008 9:43 pm
by Rossana
chiaretta_1974 wrote:Resta il fatto che un genitore non può voler piegare la personalità e le caratteristiche di un figlio solo per adeguarsi alle richieste della società..ora è l'asilo, ma ci saranno mille rimandi nella vita e mille volte in cui nostro figlio dovrà potersi sentire orgoglioso di essere sè stesso e non un clone ad uso e consumo degli imperativi societari.



Chiara, mi ripeto, grazie.
Mi è piaciuto molto quello che hai scritto e sono assolutamente d'accordo con il tuo pensiero. In particolar modo su questo vorrei dire una cosa.

Oggi Luna mi ha detto "sono stata brava oggi!" e io stavo per dirle un po' distrattamente "bene, bene, devi essere sempre brava..."
Ma prima di dire effettivamente questa cosa, mi sono fermata.

Luna, per il mio punto di vista -e qui posso garantire anche sulla mia obiettività- è già brava.
Lo è dal momento in cui ha imparato moltissime cose senza che glielo imponessi. Lo è ogni volta che mi ascolta con gli occhi nei miei occhi.
Lo è quando mi racconta delle cose che ha fatto sue, attraverso sue piccole esperienze.
Lo è quando gioca, quando parla, quando racconta. Lo è -quasi- sempre.
Ma io su quel quasi ho come una piccola ritrosia, perché quando penso a lei, la vedo unica e divertente, in gamba, intelligente.
Avrà pure dei difetti, e chi lo nega? :-) ma nessuna maestra puo' inculcarmi una insicurezza a proposito di mia figlia.
Tant'è vero che io assecondo con buona volontà e attenzione i rimproveri fatti dall'insegnante perché la rispetto, ma sono anche certa che quelli sono sbuffi momentanei, dovuti anche a giornate no (sue, e di Luna), e non per forza riconducibili ad una effettiva difficile gestione della bambina.

Insomma, ti dirò che non ho mai creduto indispensabile né fattibile, per il mio carattere e per quello di mia figlia, omologarla ad altri comportamenti solo per farne una alunna o una personcina "facile".
Non mi interessa. Preferisco la sua naturale esuberanza, anche se sono certa e consapevole che mi porterà altri colloqui di questo tipo, nel tempo. :-)

Grazie Chiara,
un abbraccione.