Posted: Sat May 17, 2008 3:15 pm
Ogni essere umano è differente dall'altro, e se nella nostra famiglia questa differenza, le peculiarità che ciascuno ha, le caratteristiche uniche anche temperamentali (c'è chi si arrabbia facilmente, chi invece è flemmatico, c'è chi si preoccupa, chi ha la testa fra le nuovole..) sono vissute come una cosa positiva dagli adulti, credo che anche i figli impareranno a loro volta.
Accettare i figli ciascuno per come è equivale ad accettare anche un partner per come è ed in fondo accettare sè stessi così come si è nati (mica facile, accettare sè stessi, tra l'altro).
I figli imparano osservandoci ed un grande insegnamento è proprio questa reciproca tolleranza, questo non volersi e doversi per forza uniformare per essere famiglia.
tra l'altro il bambino impara a riconoscere fin dai primi mesi mamma E papà e non li confonde mai, grazie al fatto che essi sono differenti in molte cose: l'odore, la voce, il sorriso, il passo.
Crescendo continua a notare che mamma e papà, per lui, fanno a volte cose diverse: mamma cucina, papà porta a spasso, mamma mette a letto, papà fa la lotta...eppure entrambi lo amano e lo curano.
All'epoca delle prime regole queste differenze esistono ancora, ed il bimbo impara che papà a volte è meno severo a tavola, mamma vuole che ci si lavino le mani sempre, papà non accetta che si urli, mamma chiede che si salutino gli amici..
Non ci vedo un incoerenza particolare in tutto ciò anzi un insegnamento dato ai nostri figli che nel mondo troveranno sempre persone e sfumature comportamentali differenti ed impareranno a riconoscerle e a reagire in modo consono.
Tra l'altro il riconoscere la differenza tra i genitori è propedeutico alla fase successiva, quando a 6 anni il bimbo fa il so ingresso psicologico nel mondo sociale vero e proprio. Qui si dovrà confrontare con altre regole ed altre persone, in primis le maestre e a questo punto non sarà necessario che esse siano sempre in linea con la famiglia, perchè egli possa vedere entrambi i mondi in positivo e non ne svaluti uno dei due.
Più sfumature si insegnano ai bambini (per l'età che hanno) più ci si allontana dal pensiero bianco/nero tanto dannoso per sè stessi e nelle relazioni con gli altri.
Accettare i figli ciascuno per come è equivale ad accettare anche un partner per come è ed in fondo accettare sè stessi così come si è nati (mica facile, accettare sè stessi, tra l'altro).
I figli imparano osservandoci ed un grande insegnamento è proprio questa reciproca tolleranza, questo non volersi e doversi per forza uniformare per essere famiglia.
tra l'altro il bambino impara a riconoscere fin dai primi mesi mamma E papà e non li confonde mai, grazie al fatto che essi sono differenti in molte cose: l'odore, la voce, il sorriso, il passo.
Crescendo continua a notare che mamma e papà, per lui, fanno a volte cose diverse: mamma cucina, papà porta a spasso, mamma mette a letto, papà fa la lotta...eppure entrambi lo amano e lo curano.
All'epoca delle prime regole queste differenze esistono ancora, ed il bimbo impara che papà a volte è meno severo a tavola, mamma vuole che ci si lavino le mani sempre, papà non accetta che si urli, mamma chiede che si salutino gli amici..
Non ci vedo un incoerenza particolare in tutto ciò anzi un insegnamento dato ai nostri figli che nel mondo troveranno sempre persone e sfumature comportamentali differenti ed impareranno a riconoscerle e a reagire in modo consono.
Tra l'altro il riconoscere la differenza tra i genitori è propedeutico alla fase successiva, quando a 6 anni il bimbo fa il so ingresso psicologico nel mondo sociale vero e proprio. Qui si dovrà confrontare con altre regole ed altre persone, in primis le maestre e a questo punto non sarà necessario che esse siano sempre in linea con la famiglia, perchè egli possa vedere entrambi i mondi in positivo e non ne svaluti uno dei due.
Più sfumature si insegnano ai bambini (per l'età che hanno) più ci si allontana dal pensiero bianco/nero tanto dannoso per sè stessi e nelle relazioni con gli altri.