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vavi wrote:Che discorso complesso, saranno due anni che mi torturo. Se la mia seconda gravidanza fosse andata in porto, ora starei svezzando. Eppure dopo quella esperienza, non ho piu' cercato. Non lo so.
Sia io sia mio marito, più che dai problemi logistici(nel 2005 eravamo in una situazione economica precaria e con serio rischio d'impresa fra capo e collo), eravamo preoccupati dai problemi... correlati al sentimento e alle energie richieste ai bi-genitori.
Entrambi temevamo di non amare il secondo quanto Alessandro (col senno di poi sorrido, ma era un timore quanto mai reale, durato per tutta la mia gravidanza), e di non avere le forze per essere la mamma e il papà che avremmo voluto per entrambi.
Tuttavia, soprattutto io, figlia unica con estremo desiderio di non lasciare Alex in quella condizione, non avrei accettato, salvo eventuali problemi di infecondità, di rinunciare al fratellino per ragioni pratiche. Entro certi limiti, specie in una società solidale come la nostra, sarei per il fare il salto anche senza una rete perfetta ad accoglierti...
Noi ci siamo buttati, e via.
Ci è andata pure bene, perché nel 2006, dopo la nascita di Fede, la nostra situazione economica è notevolmente migliorata.
Se mai, la logistica peserà per il terzo figlio, ma l'idea tenta me e non è esclusa da mio marito. Per ora le difficoltà pratiche ci frenano. Con Federico più autonomo, verso i suoi 4 anni e con Alex di 6-7, chissà...
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag" (David Grossman)
Beh, il dubbio di essere all'altezza come genitori penso sia continuo e quello sinceramente non mi frena più di tanto, ho imparato a conviverci, (credo!).
L'amore più si divide e più porta frutto. Le sfumature ci sono, ma anche e soprattutto per le diversità di carattere e quindi di approccio che due figli inevitabilmente portano con sè.
Quello che mi frena un poco è il discorso logistico del lavoro. Se diminuisco lo stipendio, rischio di dover porre i miei figli, quando saranno più grandi, a delle rinunce. Certo, le rinunce educano, ma... Se invece continuo a lavorare, sarà il nido a crescere il mio secondo figlio,e questo non mi pare molto giusto, come fatto in sé (vorrei crescere io mio figlio) e anche in rapporto con l'altro figlio, che bene o male ha avuto sempre qualcuno di casa a seguirlo.
Rie, ti auguro di tutto cuore che possiate realizzare un terzo pargolo... io crdo che sarò costretta a fermarmi a due!