Posted: Sat Apr 11, 2009 12:49 pm
chiaretta_1974 wrote: e si pensa ed agisce solo per rispondere al bisogno, nel suo qui ed ora. E vi risponde chi c'è in quel momento col bambino.
Entro qui in punta di piedi e aggiungo una riflessione.
Prima dell'avvento della modernità (anni'70 ma peggio '80 in poi) e in buona parte del mondo latino ancora (quello che in teoria sarebbe meno toccato dal "progresso") l'educazione è ancora vissuta in maniera "allargata".
Certo, prima dell'introduzione del divorzio il nucleo genitoriale era sicuramente (e spesso malmente) unito, la singletudine poi era un'onta da portare con vergogna, ciò non toglie che chiunque potesse permettersi di educare il bambino se in quel momento stava con lui.
Quindi, la famiglia "tradizionale" italiana non è sempre da intendersi mamma, papà, figlio isolati dal contesto famigliare allargato, anzi, fino a prima dei grandi flussi migratori delle famiglie intere, spesso i padri si allontanavano per lavoro e i bambini crescevano in famiglie sui generis dove anche il vicino di casa, amico di famiglia, si permetteva di risprendere il bambino, di sgridarlo o di insegnargli qualcosa.
Lo dico come provocazione, ma visti anche gli esperimenti dei Kibbutz ebrei non è così "peggio" una famiglia allargata piuttosto che il triste nucleo spesso isolato dal parentado (anche per scelta genitoriale) dove le uniche "agenzie edcative" sono i genitori e la scuola.
Per questo io credo, che laddove qualcosa sia andato storto nella COPPIA, non necessariamente si neghi al bambino la famiglia, se si riesce veramente ad allargare il loro cerchio della fiducia fino ai nonni, agli zii, a tutti quegli elementi che non portano solo educazione ma anche amore ad un bambino, io credo che si riesca a non fargli mancare nulla, anzi, a renderlo più ricco di un povero cristo costretto a confrontarsi solo con mamma e papà.