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Posted: Sun Apr 26, 2009 8:27 pm
by Bru
Sicuramente. Ma fino a un certo punto. Dipende molto anche dal carattere dei figli e dal contesto in cui vivranno.

Posted: Mon Apr 27, 2009 9:28 am
by Rie
Responsabilità ce ne sono, temo.
Perché Bruna ha ragione, e se analizzo la mia storia mi rendo conto che con un carattere più forte non avrei fatto una scelta di vita sbagliatissima, che ha rovinato (quasi) tutto, per via del distorto rapporto con mia madre.
Ma le responsabilità dei genitori incidono in maniera sensibile, e non sempre il carattere e il contesto sono in grado di bilanciarle.

Confesso che ho avuto il terrore di una figlia femmina proprio per questo: la possibile replica di un nodo madre-figlia irrisolto e doloroso, fondato su uno specchiarsi da donna a donna sbagliato.
Non ho avuto figlie femmine.
Perciò posso riconoscere che con i miei due maschi mi sento molto più tranquilla. Confido nella maggior "semplicità" del carattere maschile, nella tendenza a prendere le ali e volare via dal nido, nell'agire e nel farsi tendenzialmente meno paranoie introspettive.
Perciò, no, non ho troppa paura della mia influenza su di loro.

... Piuttosto, sono spaventata dalla mia NON-influenza su di loro, per un'età precisa in cui il contesto pesa infinitamente più della famiglia: l'adolescenza.
So bene che a quel punto contano le basi che sono state date in precedenza, il dialogo, la fiducia.
Ma chissà perché, complici anche agghiaccianti racconti di un'amica professoressa delle medie, sono portata a credere che tutto ciò non soccorra, dinanzi alla forza del contesto e alla violenza oppositiva della spinta al distacco dai genitori.

Chi vivrà vedrà!
So solo che per altri otto anni o giù di lì, a patto che non mi nasca una terzA figliA, sarò abbastanza serena sull'osmosi genitori-figli.

Posted: Mon Apr 27, 2009 9:36 am
by Sheireh
Rie wrote:... Piuttosto, sono spaventata dalla mia NON-influenza su di loro, per un'età precisa in cui il contesto pesa infinitamente più della famiglia: l'adolescenza.
So bene che a quel punto contano le basi che sono state date in precedenza, il dialogo, la fiducia.
Ma chissà perché, complici anche agghiaccianti racconti di un'amica professoressa delle medie, sono portata a credere che tutto ciò non soccorra, dinanzi alla forza del contesto e alla violenza oppositiva della spinta al distacco dai genitori.


Quoto, anche se c'è tempo per pensarci, questo mi spaventa assai...