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Posted: Mon May 11, 2009 12:09 pm
by Dona
Lory, ti capisco.
Ma la soluzione l'hai data tu stessa.
Sono periodi.
Il fatto che tu faccia autoanalisi è indice che sia una madre presente e responsabile, che riesce da sola ad autoregolarsi.
Posted: Mon May 11, 2009 1:45 pm
by Lella
cara Lory ti ho spostata di qui, perchè come dice il titolo della sezione mamme appunto si diventa, e tutti i tuoi dubbi e le tue insicurezze sono comuni a tutte le mamme che intraprendono un percorso, per il quale ogni giorno è la prima volta di qualcosa dell'essere mamma.
QUesto angolo è tutto per noi, per sfogarci, consultarci,darci supporto e perchè no sorridere anche insieme di questo importante e impegnativo ruolo.
Posted: Mon May 11, 2009 2:14 pm
by kia
hai voglia se capita. Senti, io - lo riconosco - sono inadatta al gioco. Mi annoio a morte. POtrei osservare Leonardo giocare per ore e ore senza stancarmi mai ma se mi chiede di partecipare vado in crisi e dopo due nanosecondi vorrei scappare! Insomma detesto giocare, non ho fantasia, mi rompo i maroni da morire.
E' evidente che lo faccio, ce la metto tutta, cerco di inventarmi. Ma non posso farci niente, è una cosa che proprio faccio mal volentieri. Adoro andare fuori, al parco, disegnare con lui, raccontare le storie, dipingere ma quando si tratta di fare i teatrini con l'uomo ragno, batman e compagnia briscola mi cascano i cosiddetti. Reggo per poco e poi gli propongo di cambiare gioco. Se lui insiste, resisto a denti stretti ancora qualche minuto poi mollo.
Non per niente quando dico a Leo "stasera viene la zia nanni" (mia sorella) lui fa i salti ribaltati e mi dice "mi piace tanto giocare con la zia nanni". Infatti mia sorella si vede che ci prova gusto, che si diverte insieme a lui e lui ovviamente percepisce la netta differenza.
All'inizio me ne facevo una colpa, mi sentivo in difetto. POi però cacchio mi son detta " e mica posso essere perfetta". Ci gioco, con mio figlio, a modo mio, cerco di proporgli i giochi che piacciano ad entrambi e riservo quelli che odio ai momenti in cui sta con la zia, così diventano i loro giochi. Se insiste per fare quei giochi con me per carità lo assecondo però finisce che si diverte poco anche lui.
Credo sia umano avere delle "tare", insomma dei limiti oltre i quali solo lo sforzo può andare, con minor naturalezza, con minor spontaneità.
Però è una goccia nel mare di amore, di attenzioni che invece riservo a mio figlio con piacere e naturalezza.