Mi aiutate a capire?

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Cosetta
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Post by Cosetta »

A parte la dpp, le difficoltà a accettare il nuovo ruolo sono molto frequenti.
Nel tuo caso devi capire tu da cosa derivano e forse confrontarti con altre mamme potrebbe essere utile (oltre, se non stai ancora bene, a continuare la terapia).
A volte come dice Kia è l'idea di perfezione. Si può essere perfetti in tante cose (al lavoro, come casalinghe) ma il mestiere di genitore è molto più difficile. Questo non significa che non si possa farlo al meglio, ma che è necessario rilassarsi, accettare che si può anche sbagliare ma va bene lo stesso, purché si sappia accettarlo e fare comunque del proprio meglio, anche cercando di migliorarsi.
Il bambino cambia in continuazione e questo destabilizza, perché non è certo come un compito "statico" che si impara per prove e errori... quando pensi di aver capito come affrontare una fase, ne arriva un'altra.
Inoltre non hai nessun controllo sulla sua personalità, sulle malattie... e questo per alcune difficile da accettare-
La pressione di non essere più responsabili solo di se stesse ma di un altro che dipende completamente da noi, una responsabilità che non da mai tregua, è un'altra cosa che magari non si era prevista proprio così, e destabilizza.
Raccontaci un po' di voi: il bimbo sta sempre con te? hai collaborazione? ti fidi di altri? cos'è che ti mette più in difficoltà del rapporto con lui?

magari parlandone insieme qualcosa si chiarisce, se non altro trovando esperienze simili...
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Paola
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Post by Paola »

lolla wrote: Se avessi saputo che avere un figlio mi avrebbe fatta stare cosi' ci avrei rinunciato perche' non soltanto sto male io ma soprattutto con riesco a dare a lui la mamma che si merita e che vorrei essere con tutta me stessa.
..
Tu sei la mamma migliore per loro perché sei la loro madre e nessun altra potrebbe esserlo, non te lo dico per "consolarti" e trovare la frase ad effetto, ma perché così è. Qui ci sono figlie di madri che hanno avuto la depressione post partum, figlie che sono madri a loro volta e che oggi hanno questa certezza: mia madre è stata la migliore madre per me perché MIA madre.

Detto ciò il diventare madre è un percorso, non è la gravidanza, non è l'atto del parto, non è l'esserlo all'anagrafe e non tutti i percorsi della vita vanno come noi vorremmo perché la quotidianità a volte è più pesante dei buoni sentimenti, perché manca chi ti capisce fino in fondo per quanto chi ci vuole bene ci provi (marito e genitori non ci vogliono forse bene? eppure non sempre capiscono il "NOSTRO" percorso), perché i sensi di colpa atavici non ci fanno sopportare l'idea di essere madri imperfette.

Molte mamme hanno risolto, come diceva cosetta, col confronto, stando qui quotidianamente a fare una specie di terapia di accettazione dei propri limiti.

Io, ad esempio, che non ho sofferto di depressione post partum, oggi vivo con più serenità il fatto che volentieri vengo al lavoro e lascio i bimbi a casa con la nonna, sono una madre migliore se part time, se al mattino stacco la spina della mammitudo e mi riapproprio di un ruolo "fuori casa" che è stato mio per anni prima di diventare madre, per assurdo sono più stanca dovendo inventarmi spazi e momenti e 24 ore non mi bastano mai ma più serena.

Rimani qui con noi, raccontaci la tua giornata, cosa ti stanca di più, dove ti pare di fallire e dove pensi di aver migliorato, è un lavoro sai, mica si nasce imparate, sennò noimamme che ci starebbe a fare?
Oui, Je suis Zizzià.
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Roberta
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Post by Roberta »

kia wrote:cara lolla, quello che hai scritto tu avrei potuto scriverlo io diciamo tre anni e mezzo fa e anche prima. A parte la letargia e il pianto, che non mi appartenevano, per il resto le ho provate tutte, compresa la paura di poter far del male a mio figlio e a me stessa. Però...
io già prima della maternità soffrivo di ansia e panico e certe paure le avevo già sperimentate. Quindi non credo siano strettamente legate alla maternità quanto piuttosto ai cambiamenti importanti, di fronte ai quali spesso non siamo preparate.

Un'altra cosa, che vale sempre per me. Io ho sempre voluto fare tutto alla perfezione e quindi anche io mi sono sentita sempre poco spontanea nel mio modo di relazionarmi con mio figlio.

Cercavo di aderire ad uno standard di madre che ritenevo giusto. Così come del resto ho fatto anche in passato, in altre situazioni.

Credo che il problema stia nel mollare un po' la presa, nel cercare di non tenere tutto sotto controllo.

Gli alti e bassi? credo che anche quelli vadano affrontati con meno apprensione, vivendo di più il quotidiano, il momento presente, senza arrovellarci il cervello sul futuro.

Anche io ho fatto psicoterapia. Non ho assunto farmaci però ho dovuto guardare molto a fondo dentro di me per cercare di capire qual era in realtà il problema, che con mio figlio aveva ben poco a che vedere e anche con la maternità in generale.

Il problema era proprio mio, nel mio modo di affrontare la vita, nelle mie aspettative verso una vita che doveva essere sempre al massimo e al meglio, nella mia visione forse ancora un po' infantile del mondo. Ovvio che il peso della responsabilità di un figlio risultava davvero difficile da portare sulle spalle.

Oggi? Oggi sono una donna che non ha più la pretesa di essere indistruttibile e che vive le proprie emozioni per quello che sono. A volte con alti e bassi. A volte sentendomi più forte, altri più vulnerabile. Senza però giudicare troppo questi sentimenti, senza ogni volta monitorare ogni mio pensiero.

Un consiglio: continua la psicoterapia se senti di non aver concluso, di avere ancora dei sospesi.

Parla con chi credi che possa comprendere i tuoi stati d'animo.

Un abbraccio.
questo post lo avrei potuto scrivere io, solo che io sono ancora in alto mare!
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