Page 3 of 22

Posted: Sun May 23, 2010 9:53 am
by Cosetta
Sheireh wrote:No, io non riesco ad accettarlo.
Non vai a catechismo per stare con gli amici, vai per imparare religione. Lo stare con gli amici è secondario, è un effetto della cosa.

E' come andare alle manifestazioni "tanto per far casino" invece di manifestare per la causa, è come sposarsi in chiesa perché tanto fanno tutti così.

Insomma, nelle cose morali io non riesco ad accettarle "prese alla leggera", nemmeno dai bambini. Non che sia "colpa" loro, ma non riesco a capire come un genitore possa accettarlo, tutto qui.
e non accettarlo, è un problema tuo
A me non sembra di essere una persona che "prende le cose alla leggera", semplicamente nel bilancio di tutto, considerata la realtà appunto in cui iviamo, come dice Lelia, il carattere di Irene, il problema della presa di coscienza di morte e tutto, è sembrata la soluzione migliore.
"Ogni mamma sa qual è il bene di suo figlio" e "non crtichiamoci fra di noi", tanto per usare due tormentoni cari ai (alle) più
ah ahahh

Posted: Sun May 23, 2010 9:58 am
by Solange
Paola M. wrote:
Se avessi avuto un figlio più "facile" avrei almeno potuto puntare sul conformismo: ci vai perché ci vanno tutti, perché non ti viene insegnato nulla di male, ci vai perché conoscere non è mai sbagliato, ci vai perché hai elementi in più per farti una TUA idea.
intanto un figlio più "facile" forse non sarebbe stato tuo figlio. Il conformismo non è mai la soluzione, è soltanto un'assoluzione... un modo di mettersi a posto la coscienza e pararsi il culo da critiche e commenti, inevitabili e a volte difficili da gestire. Ma la vita mica è facile.

Il "ci vai perchè ci vanno tutti" non vuol dire niente, il bambino islamico mica ci va, nemmeno quello ebreo, nemmeno il testimone di Geova nè l'ateo. Non possiamo identificare "tutti" con il cattolicesimo altrimenti è come dire che hanno ragione loro, anche solo per conformismo, per rendersi la vita più facile anche se non lo è.

"non ti viene insegnato nulla di male". Dipende dai punti di vista. Per me sì e non è vero che conoscere non fa mai male, dipende. Niente è così facile come appare, lo ripeto. Per farsi una SUA idea non ha bisogno di un'ora di cattolicesimo a settimana ma semmai di una madre come te.

Anche Sveva non farà religione. E non soltanto perchè noi non siamo credenti, perchè essere credente è un suo diritto. Ma nel momento in cui sentirà in sè un sentimento religioso dovrà poterlo esprimere senza condizionamenti, per provarlo non ha bisogno di una religione organizzata, la felicità non è nell'appartenere ad un culto ma nell'avere la libertà di viverselo come meglio crede.

Posted: Sun May 23, 2010 9:59 am
by micmar
Sheireh wrote:No, io non riesco ad accettarlo.
Non vai a catechismo per stare con gli amici, vai per imparare religione. Lo stare con gli amici è secondario, è un effetto della cosa.

E' come andare alle manifestazioni "tanto per far casino" invece di manifestare per la causa, è come sposarsi in chiesa perché tanto fanno tutti così.

Insomma, nelle cose morali io non riesco ad accettarle "prese alla leggera", nemmeno dai bambini. Non che sia "colpa" loro, ma non riesco a capire come un genitore possa accettarlo, tutto qui.
quoto
ciò non toglie che un bambino possa chiedere, con tutta la giusta leggerezza che caratterizza l'infanzia, di fare la comunione per la festa e i regali, ma spetta ai genitori spiegare.
tommaso non fa religione a scuola, un po' per tutti i motivi espressi da paola. Se mi chiederà di fare religione non gliela farò certo fare a scuola, vorrei che nessuno la facesse a scuola, perchè trovo scandaloso che i soldi delle mie tasse siano usati per pagare insegnanti indicati dalla curia.
se si presenterà l'eventualità cercherò una via alternativa.

a milano si può fare religione anche alla materna e la domanda è costruita in modo da fartela fare.
La maestra di religione è una di cui, anche i cattolici seri sono scontenti, ha fatto vedere film per sei mesi, ora le è stato proibito. in classe diceva ai bimbi che se fossero stati monelli li avrebbe portati in classe, la logica conclusione è che i bimbi hanno dedotto che i monelli fossero quelli che non fanno religione.
Quindi tommaso è arrivato un giorno a casa dicendo che lui voleva fare religione perchè era un bravo bambino.
ne ho parlato con le maestre, chiedendo loro di fare chiarezza e loro ne hanno parlato alla classe e con l'insegnante di religione.
tommaso da allora non lo ha più chiesto.
questo non per dire che gli insegnanti di religioni sono tutti incapaci, ma per spiegare che alle volte sono desideri indotti da motivazioni diverse