Questo è un discorso a cui tengo molto.Patrizia wrote:qual è il modo più rispettoso e meno doloroso di stare vicino ad una persona che desidera tanto figli e in quel momento non ne ha?
Ti dico come mi comporto io.
Io non chiedo mai a nessuno quando pensa di fare un figlio, quando pensa di fare un secondo figio o cose simili.
La trovo una forma di pudica discrezione che dovrebbe essere più diffusa.
Mi fa sempre sorridere che per educazione non si chieda mai a una persona quanto guadagna, ma ci si senta pressoché sempre in diritto, se non in dovere, di indagare su un aspetto della vita così complesso.
Poi trovo assolutamente fuori luogo il parlare della facilità con cui si hanno avuti i propri figli come se fosse dovuto a meriti propri, che siano doti di grande fertilità o bravura nell'individuare l'ovulazione o nell'uso degli stick.
Questo perché in realtà non c'è nessun merito. E' solo culo o destino o come si preferisca chiamarlo.
Quel tipo di discorsi, fatti magari in leggerezza senza pensare alle conseguenza, feriscono molto, perché lavorano sul senso di colpa che chi è in quella situazione si trova a patire.
Un conto è dire "Noi siamo stati fortunati perché lo abbiamo cercato ed è arrivato subito", tutt'altro dire "Rimanere incinta è facilissimo perché so riconoscere bene la mia ovulazione" o anche "quando si tratta di concepire io non sbaglio un colpo" (frasi sentite dire con inopportuna leggerezza da amici che peraltro sapevano della presenza di persone con problemi, nel primo caso noi, nel secondo noi e una coppia che è in cerca da 3 anni).
Poi c'è l'aspetto del cosa dire quando i problemi vengono spontaneamente confessati dai diretti interessati.
Io non voglio sentirmi dire che oggi la scienza ha fatto passi da gigante e si risolvono un sacco di cose, che l'amico del cugino della sorella ha fatto la pma e adesso ha due bellissimi bambini, e che c'è sempre.
E non voglio sentirmelo dire perché sono cose che so benissimo, e non sono la risposta al mio manifestarti un problema.
Troverei intanto più bello sentirmi chiedere "E come stai in tutto questo?" e non la ritengo una domanda che ferisce, perché se ti ho parlato del mio problema evidentemente ti voglio partecipe di questa mia condizione e vicino nel mio dolore.
Ultima cosa che mi viene in mente, così rispondo anche a Viola, non mi piace che mi si dica che rilassandomi probabilmente tutto si risolverebbe da sé.
So che ci sono mille casi di persone a cui è successo, ma ci sono anche mille casi di persone che anche rassegnate sono rimaste senza figli, e altre che anche rassegnate hanno dovuto ricorrere alla pma per riuscire.
E poi è una frase pericolosa nel caso sia rivolta a persone delle quali non si conosce la causa della sterilità. Perché una coppia con problemi molto gravi e riconosciuti penso si possa rilassare all'infinito, ma difficilmente risolverà così i propri problemi.





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